La polemica innescata sulle politiche migratorie da Panebianco, secondo cui si dovrebbero favorire flussi di personale qualificato senza badare al dovere di accoglienza dimentica che è obiettivamente ostico, data la difficoltà nel gestire l’offerta migratoria, disegnare politiche specifiche che favoriscano un afflusso desiderato rispetto a uno “indesiderato”. I dati ci mostrano che gli immigrati a bassa qualifica hanno tassi di occupazione nettamente più elevati degli italiani, soprattutto al Centro e al Sud. Sembrano percìo supplire alla mancanza di offerta di lavoro in settori indesiderati dai cittadini italiani, probabilmente a causa del basso salario di mercato, senza dimenticare però che l’offerta stessa di manodopera a basso costo tende a deprimere il salario relativo e che dunque il nesso causale della relazione immigrazione-opportunità di lavoro non è univoco. È d’altronde vero che i tassi di occupazione dei laureati sono invece più alti per gli italiani vis-à-vis gli immigrati, il che denotano scarsa capacità attrattiva del nostro paese per il personale più qualificato.
15 Gennaio 2014