L’uomo che hackerava Cupido

AMORE E TECNOLOGIA

Se al liceo vi chiedevate a che cosa potesse mai servire la matematica, forse la storia di Chris McKinlay è in grado di darvi la risposta. Era il 2012 e l’allora 35enne studente di dottorato, sentendosi trascurato da Cupido, con l’aiuto di qualche algoritmo e una non usuale attitudine hacker, ha risolto i suoi problemi di cuore in un modo davvero geniale. Di solito si víola un sito internet per rubare informazioni sensibili o denaro, per il piacere della sfida o per quello del rischio. Ma lui aveva un altro, ben più importante, motivo: trovare l’amore.

Il mondo dei computer e quello delle relazioni sentimentali, a prima vista, possono sembrare due universi distinti, ma sempre più spesso le persone si incontrano su internet, nei social o in appositi siti di online dating. È quasi normale, e lo sarà sempre di più, incontrare la propria anima gemella su una piattaforma come Meetic o lo stesso OkCupid. Eppure gli utenti di questi siti si affidano all’intelligenza del software, senza preoccuparsi di capirne il funzionamento. Chris, invece, grazie all’aiuto di un dottorato in matematica e una certa propensione ad aggirare i sistemi informatici non ci ha messo molto a capire gli algoritmi attraverso cui OkCupid fa incontrare le persone.

Il fondatore di OkCupid è stato anch’egli studente di matematica ad Harvard e il sito, online dal 2004, ha avuto successo per l’originale sistema attraverso cui abbina i suoi utenti, che al momento dell’iscrizione devono rispondere a una serie di domande a risposta multipla su argomenti che spaziano dalla religione, alla politica, fino agli interessi e le prefernze sessuali. Attraverso algoritmi che “pesano” ogni risposta il sistema assegna per ogni coppia di utenti un punteggio di affinita in percentuale.

Chris non si è rassegnato al fatto di essere uno sfigato con scarso appeal nei confronti dell’altro sesso. Ha così realizzato che non era lui il problema, il problema era il sistema. Ha così deciso di piegare le regole del gioco in suo favore. Avendo capito che il database di OkCupid conteneva tutte le informazioni che gli erano necessarie, l’unico problema rimaneva quello di estrarle. Quello che gli serviva era un modo di ottenere tutti i dati utili ad ottimizzare il proprio profilo, massimizzando le possibilità di trovare un’anima affine. Ecco allora che l’imbranato ragazzo veste i panni dell’abile hacker e attraverso l’utilizzo di qualche account fasullo e l’aiuto di un amico riesce a trovare il modo di ottenere 6 milioni di risposte alle domande poste da OkCupid da oltre 20000 donne. Tralasciando il fatto che tutto questo sia abbastanza inquietante, nonché illegale, Chris si mette a fare data mining e riesce a raggruppare tutti i profili in sette categorie. Ne sceglie due e per ciascuna ottimizza un profilo diverso, rispondendo comunuqe in modo sincero alle domande, ma selezionandole grazie alla sua semi-onniscienza rispetto agli altri utenti di OkCupid.

Dopo 88 primi appuntamenti ha incontrato la sua attuale fidanzata, con la quale progetta di sposarsi. Quella di Chris è una sorta di fiaba contemporanea, un’incredibile vicenda che unisce l’irrazionale bisogno d’amare e di essere amati con il fascino di tutte le imprese compiute grazie all’ingegno. Anche se forse il suo esempio è irripetibile, di sicuro Chris passerà alla storia come l’uomo che ha fregato Cupido. O forse invece tra qualche mese lei lo tradirà. E lui si pentirà di tutta la fatica spesa per trovarla, sentendosi, davanti alle delusioni d’amore, come uno stupido qualsiasi.

Per tutti i dettagli, puoi leggere la storia su Wired.com