Identikit del pirata di cinema europeo

Il 68% degli spettatori scarica film

Il 6 febbraio 2014 la Commissione Europea ha pubblicato online un enorme documento di oltre 800 pagine intitolato A profile of current and future audiovisual audience (Un profilo degli attuali e futuri spettatori di materiali audiovisivi). Lo studio, basato su un campione di oltre 4500 cittadini dai 4 ai 50 anni provenienti da 10 diversi stati europei, racconta chi sono e come si comportano gli spettatori di film europei.

L’obiettivo della Commissione Europea è tracciare un profilo delle abitudini degli spettatori e dare suggerimenti chiunque lavori nell’industria del cinema per intercettarle e svilupparle. Ma per noialtri? Per noi è uno specchio, pieno zeppo di dati sul nostro rapporto con il cinema. Alcuni dei risultati sono ovvi (ad esempio che «il 97% degli intervistati dice di vedere film almeno qualche volta durante l’anno), altri molto meno (l’80% dice di guardare trailer su YouTube o simili come strumento per scegliere che film vedere) . I dati più interessanti che escono dallo studio, tuttavia, sono quelli che raccontano i territori non ancora mappati del mondo digitale: l’analisi della portata del pirateria in Europa. Il 68% degli spettatori di film intervistati dice di aver scaricato gratis dei film e il 56% dice di averne visti di gratis in streaming. I picchi più alti sono in Lituania (88% per i download e 71% per lo streaming), Romania (77% e 71%) e Polonia (69% e 70%). In Italia, il 58% di chi guarda film dice di averne scaricati gratuitamente e il 59% di averne visti gratis in streaming.

Lo studio, va detto, specifica di aver accuratamente scelto di non usare la parola pirateria e di non aver fatto distinzione tra download legale e illegale nelle domande, per poter conteggiare ogni tipo di risposta. Ma le domande del questionari sottoposto agli intervistati sono molto specifiche e parlano di «scaricare film gratis» e di «guardare film gratis in streaming». E anche se nel secondo caso è possibile interpretare anche i filmati messi gratuitamente e legalmente su YouTube come «film gratis in streaming», altrettanto non si può presumere per il download. In più, le motivazioni di chi scarica gratis rendono evidente che per la maggior parte dei casi è proprio di download illegali che stiamo parlando, anche senza ammetterlo esplicitamente. Il 50% di chi scarica o guarda film gratis in streaming dà la colpa ai prezzi troppo alti dei biglietti del cinema, dei servizi legali di video on demand e dei DVD. Il 37% pensa che «alcuni film siano interessanti ma che non valga la pena di pagare per vederli al cinema». Il 31% dice che «con così tanti film disponibili gratis online non vede il motivo di pagare per vederli». Il 30% parla della «scarsa disponibilità dei film che vuole vedere nel proprio Paese». E il 23% dice di «non avere tempo per andare al cinema».

Vi presento il free downloader
Lo studio identifica varie categorie di spettatori di film, quella che ci interessa di più è chiamata free downloader, quelli che scaricano gratis. Dice che tendono ad essere giovani (la maggior parte di chi ha detto di scaricare gratuitamente ha tra i 16 e i 25 anni), a vivere in ambienti urbani e ad avere una buona educazione. Scaricano perché frustrati dalla scarsa disponibilità dell’offerta legale di film e dal costo dei biglietti. I free downloader, infatti, sono in media più poveri degli altri spettatori di cinema, il 65% di loro vive con redditi inferiori ai 2000 euro al mese, tra i non scaricatori, la percentuale di persone con redditi così bassi è solo del 42%. I free downloader, però, sono anche più interessati degli altri a diversi generi e tipi di cinema. Guardano di più tutti i generi cinematografici, dall’horror (74% contro 62%) alle parodie (83% contro 75%). E se questo è ovvio — scaricano film gratis, chiaro che ne guardano di più e di più vario — non è altrettanto ovvio il fatto che siano spettatori paganti più forti. I free downloader vanno al cinema più spesso di chi non scarica (64% contro 58%), usano di più i servizi digitali di video on demand (34% contro 20%), vanno più spesso ai festival del cinema (38% contro 22%) e, in generale, guardano più film. Il 61% dei free downloader guarda almeno 6 film al mese contro il 48% di chi non scarica.

Cosa fare per risolvere il problema 
Lo studio si conclude con delle previsioni sul futuro dell’industria cinematografica e sui bisogni del pubblico identificato. Il computer, pur non essendo ancora il dispositivo su cui si guardano più film in assoluto, è quello più diffuso e guadagnerà andora più terreno in futuro, insieme a smartphone e tablet. Proprio per questo motivo, la Commissione Europea indica che c’è «una chiara necessità» di servizi capaci di offrire a questi spettatori quello che vogliono: film che non sono al momento disponibili sul mercato ad un prezzo interessante. Queste soluzioni, secondo la Commissione Europea, porterebbero a «incentivare l’uso di opzioni legali» per guardare film digitali.

La Commissione Europea non le cita, ma esistono analisi che mettono in correlazione la presenza di servizi legali con la diminuzione della pirateria. Sono studi riguardano l’industria musicale, che vive problemi molto simili a quella del cinema. In Norvegia, ad esempio, uno studio dell’istituto di ricerca Ipsos MMI evidenza che i download illegali di musica sono passati da 1.2 miliardi a 210 milioni con l’arrivo di servizi legali come Spotify. E in Danimarca (stavolta lo studio è di Spotify stessa) è successa la stessa cosa. Insomma, gli strumenti per ridurre la pirateria esistono, basta ascoltare i bisogni e i desideri degli spettatori.

Credits: foto di Billy R, pubblicata sotto licenza CC by-nc-sa

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