Ritorna “Ritorno al futuro”, in versione musical

«Non siete pronti per questa musica»

Robert Zemeckis, il regista della triologia di Ritorno al futuro, ha deciso: Marty McFly, il dottor Emmett Brown, il cane Einstein e tutti gli altri, torneranno ancora una volta al futuro. Stavolta, però, cantando.

L’annuncio ufficiale è stato dato da Zemeckis e dalla Universal Stage Productions: nel 2015, per celebrare il trentennale della saga, andrà in scena a Londra una versione musical di Ritorno al futuro. E ci sono almeno tre buoni motivi per credere che il progetto non sia solo una trovata commerciale ma una reinterpretazione onesta di un film cult.

Primo buon motivo: la musica è già una forza trascinante all’interno dei film. Marty, nel primo Ritorno al futuro, suona in una band, i Pinheads. Nell’unica scena in cui li si vede suonare, fanno una versione hard-rock di The Power of Love, una canzone scritta appositamente per il film da Huey Lewis and the News song. Dopo l’uscita di Ritorno al futuro, il brano è diventato un successo mondiale, finendo in cima alle classifiche statunitense, nella top ten inglese e ricevendo anche una nomination agli Oscar come miglior canzone. 
E poi c’è il momento in cui Marty suona al ballo Incanto sotto il mare negli anni Cinquanta. Con uno strano paradosso temporale, il ragazzo diventa responsabile di suggerire a Chuck Berry di scrivere una delle sue canzoni più famose, Johnny B. Goode, suonandola quattro anni prima che venisse effettivamente pubblicata. 

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La produzione ha già spiegato che le canzoni già presenti nel film verranno inserite anche nel musical e che, al loro fianco, ne verranno composte di nuove.

Secondo buon motivo: anche se il cast non è ancora stato annunciato e non sappiamo chi rimpiazzerà Michael J. Fox e Christopher Lloyd nei panni dei protagonisti della saga, sappiamo chi si occuperà della scrittura, della messa in scena e delle musiche. E sono buone notizie: Robert Zemeckis è coinvolto in prima persona nel progetto, e scriverà insieme a Bob Gale, lo sceneggiatore che si è occupato di tutti e tre i film, la trama della versione teatrale. Le musiche saranno composte dall’autore delle colonne sonore della trilogia, Alan Silvestri. L’unico volto nuovo è alla regia: Jamie Lloyd, trentaquattrenne considerato in Inghilterra un “astro nascente” del teatro. «Ho visto il film quando avevo cinque anni», dice Lloyd, «e da allora sono sempre stato un fan. Invece di tentare di ricreare un film così iconico sul palco, abbiamo messo insieme un team artistico per scoprire un linguaggio teatrale che ci permette di portare il pubblico in un inaspettato viaggio attraverso il tempo. La produzione includerà illusioni, skateboard e molte altre sorprese che cattureranno lo spirito del film, reinterpretandolo in un modo nuovo».

Terzo buon motivo: Il musical non è un progetto nato giusto in tempo per cavalcare l’onda del trentennale di Ritorno al futuro, ma è qualcosa che gira nelle teste di Zemeckis e Gale da almeno 10 anni. L’idea è stata resa pubblica per la prima volta nel 2004, a una convention di auto DeLorean (l’auto che viene trasformata in macchina del tempo nel film). Bob Gale, durante una sessione di domande e risposte con il pubblico, aveva detto a un fan che non ci sarebbe mai stato un quarto capitolo della saga, ma che non escludeva possibili spin-off in altri medium. «quello di cui io e Bob [Zemeckis] abbiamo parlato — ma che non possiamo fare perché non abbiamo idea di come farlo — è… sai quando rimettono in scena i film come musical di Brodway? […] Penso che Ritorno al futuro sarebbe un grande spettacolo di Brodway. Quindi, forse, un giorno succederà. È qualcosa che mi piacerebbe vedere».

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Oggi possiamo dire che il desiderio di Gale è quasi diventato realtà. E ripetere tranquillamente con lui che: «Non riusciamo a immaginarci un modo migliore di celebrare il trentesimo anniversario del film».

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