Expo2015: come non perdere l’occasione di creare lavoro

Expo2015: come non perdere l’occasione di creare lavoro

Grazie a Expo 2015 il mercato del lavoro che circoscrive l’area dei comuni intorno a Rho (nota come l’area del Rhodense) dovrebbe rappresentare una vera miniera d’oro di nuove opportunità. Tuttavia, una scarsa governance istituzionale caratterizzata da basse competenze e servizi per l’impiego in piena ristrutturazione, rischiano di produrre un effetto in termini di migliori chance occupazionali piuttosto contenuto.

Attualmente i comuni del Rhodense si trovano in una situazione di gravissima sofferenza, da questo territorio sono espulsi dal mercato del lavoro un numero molto alto di lavoratori provenienti dal settore manifatturiero che sono solo in piccola parte riassorbiti dal settore del terziario.

Attraverso una serie di dati provenienti dalle varie analisi dell’Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia di Milano è possibile stimare il luogo di lavoro dei residenti in questi comuni (non sono al momento disponibili analisi puntuali sull’argomento).

Mappa – Stima luogo di lavoro dei residenti nei comuni del Rhodense

Il dato è piuttosto chiaro, il Rhodense rappresenta il “dormitorio” della città metropolitana, dove abitano i pendolari che lavorano a Milano. Dato che tale andamento rimane costante nel tempo, il rischio è che il il territorio perda le risorse migliori, infatti non si può escludere che tra dieci anni in questi comuni la maggioranza socio-anagrafica dei residenti sarà composta da pensionati, disoccupati e inattivi al lavoro (come già avviene in alcune aree del Mezzogiorno).

Il dinamismo del contesto è nettamente inferiore a quello presente in altre zone della provincia, come quella a sud di Milano. Infatti,  la zona di San Donato, in termini di avviamenti al lavoro e aziende attive (che assumono), presenta una situazione nettamente migliore (vedi Tabella 1).

Tabella 1 – Avviamenti e Datori attivi (che assumono) nel territorio

La domanda da chiedersi quindi è se il territorio sarà pronto per l’Expo e con le carte in regola per affrontare la sfida. Temo che il vero protagonista in termini di assunzioni per l’Expo, almeno per le professioni di bassa-qualifica, sarà sicuramente Milano, con i suoi residenti, lasciando qualcosa al comune di Rho, mentre le professioni più intellettuali e/o scientifiche comprenderanno anche personale che va oltre i confini nazionali.

Per quanto riguarda gli altri comuni ci sarà ben poco, non sono state neppure allestiti programmi strutturati di “foresteria” (bed&breakfast o alloggi convenzionati). Eppure, le stime della Bocconi (che si basano sui flussi delle scorse edizioni) prevedono la creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro; è sufficiente visitare il sito di Dubai 2020 per capire le potenzialità che può rappresentate Expo. Il problema è che a Shanghai (edizione precedente) i programmi e le iniziative collegate sono iniziati svariati anni prima, mentre noi non abbiamo neppure finito di costruire i padiglioni.

Accanto al rischio di non approfittare in termini occupazionali dell’occasione offerta dall’Expo, l’area del Rhodense presenta un problema in termini di servizi pubblici per l’impiego, ovvero le strutture preposte al ricollocamento dei disoccupati.

Qui purtroppo tocchiamo un tasto dolente, perché stiamo parlando di una struttura, l’Afol (Agenzia formazione orientamento lavoro) Milano Nord-Ovest che, dati alla mano, è in sofferenza su tutti i punti di vista (collocamento e servizi erogati). Studiando i pochi dati disponibili, si può dire che la capacità di collocamento delle persone convocate è molto basso, praticamente rasenta lo zero frizionale. Il perché si comprende dalla mappa precedente, il mercato del lavoro del Rhodense offre in generale poco e ancora di meno ai soggetti più svantaggiati.

Questo non toglie la scarsa efficacia della stessa Afol, basti pensare che si colloca alla diciottesima posizione nel rating regionale. Per avere un termine di paragone, si noti che Afol Milano Sud, che impiega più o meno lo stesso personale è al sesto posto e ha collocato quasi il quadruplo delle persone, ha una efficacia che raggiunge quasi il 20 % (tre volte quella di Afol Nord Ovest).

Tabella 2 – Principali indicatori delle performance di Afol Nord Ovest

È in fase di definizione la costituzione di Afol Metropolitana, che consiste nell’unione di Afol Nord Ovest con Afol Milano, quest’ultima però è l’agenzia con le peggiori performance nel contesto provinciale: non solo sono pochissime le persone ricollocate, l’agenzia è anche coinvolta in diversi scandali e da diversi anni presenta un pesante passivo prossimo al fallimento.

L’idea di creare una nuova agenzia dalle due peggiori della provincia non è proprio brillante, soprattutto se al momento si ignora quale progetto di riorganizzazione si pensa di realizzare per evitare di trovarsi nella stessa situazione nel giro di pochi anni. Tuttavia, una buona notizia potrebbe arrivare a livello nazionale, infatti la nuova Afol metropolitana si sta realizzando contemporaneamente al Jobs Act del governo Renzi, che intende istituire una nuova Agenzia Federale del lavoro, che assorbirà tutti gli uffici provinciali, regionali e nazionali (compresa parte dell’Inps) in un’unica struttura.

L’obiettivo è di creare sportelli territoriali simili a quelli oggi presenti nel Regno Unito, noti come One stop Shop,  in cui tutte le procedure amministrative, burocratiche e anche gli interventi vengono effettuate in un solo luogo e con un solo riferimento (per ridurre attese e spostamenti inutili). A ciò si aggiunge la possibilità di concordati con i dirigenti locali i risultati da ottenere (in molti paesi al mancato raggiungimento degli obiettivi corrisponde il licenziamento coatto del dirigente).

L’Agenzia Federale (sperando di non trovarci davanti all’ennesimo “carrozzone” pubblico), taglierebbe fuori tutti i comuni; visti i pessimi risultati ottenuti in questi anni (non solo da Afol Nord Ovest), potrebbe anche essere una buona idea. D’altronde oggi la pianificazione del lavoro richiede conoscenze linguistiche molto elevate, un network internazionale, solide competenze in ambito econometrico/statistico e consolidate capacità giuslavoristiche che probabilmente solo una struttura federale sarebbe in grado di realizzare.  In altri termini,  per rilanciare il territorio del Rhodense è necessaria la “cavalleria” della nuova Agenzia federale del lavoro, con persone capaci e competenti e progetti di medio-lungo periodo.

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