
Ci sono festival che si riconoscono dalla line-up e altri che, prima ancora degli artisti, hanno costruito un’identità. In dieci anni il VIVA! Festival è riuscito a ritagliarsi uno spazio particolare nel panorama italiano proprio seguendo questa seconda strada. Nato nel cuore della Valle d’Itria, ha fatto della relazione tra musica contemporanea e paesaggio il proprio tratto distintivo, evitando di rincorrere le mode e cercando piuttosto di mettere in dialogo elettronica, cantautorato, pop sperimentale e ricerca sonora in uno dei luoghi più caratteristici della Puglia. Per il decennale, in programma dal 31 luglio al 2 agosto a Locorotondo, quella filosofia rimane intatta e si traduce in una line-up che alterna artisti affermati, nuove voci e alcune esclusive nazionali.
La prima giornata, il 31 luglio, sarà affidata ai Polo & Pan, che tornano in Italia con un’unica data nazionale. Attorno al duo francese ruota un cartellone che racconta bene l’approccio del festival: Giorgio Poi, tra gli autori più raffinati della scena italiana, la scrittura intima di Birthh, il live di okgiorgio, capace di muoversi oltre i confini tradizionali del dj set, e Eva Bloo, una delle giovani artiste più interessanti del panorama contemporaneo. Più che una successione di concerti, la serata è costruita come un percorso in cui linguaggi diversi finiscono per dialogare tra loro.
Il 1 agosto il baricentro si sposterà verso le sonorità elettroniche e le sperimentazioni della scena internazionale. Tra le esclusive nazionali figurano i Darkside, il progetto di Nicolás Jaar e Dave Harrington, e il dj set degli Overmono, duo britannico diventato negli ultimi anni uno dei riferimenti dell’elettronica europea. A loro si aggiungono John Glacier, artista che intreccia spoken word, rap ed elettronica, Sofia Kourtesis, produttrice peruviana di base a Berlino, Estremo e Prima stanza a destra, completando una giornata che guarda alle traiettorie più innovative della musica contemporanea.
A chiudere il festival sarà poi uno degli appuntamenti che negli anni sono diventati il simbolo del VIVA!: l’Unusual Breakfast. All’alba del 2 agosto, il pubblico si sposterà in riva al mare per assistere al dj set di Max Cooper, artista britannico che da tempo costruisce i propri lavori all’incrocio tra musica elettronica, arte visiva e ricerca scientifica. Una colazione condivisa dopo una notte di musica è un format che il festival ha scelto di mantenere fin dalle prime edizioni e che continua a rappresentare uno dei momenti più riconoscibili della manifestazione.
Il decennale arriva dopo un percorso che ha visto il VIVA! crescere senza perdere la propria cifra. Se molti festival estivi puntano soprattutto sull’accumulo di nomi e generi, la manifestazione pugliese continua invece a privilegiare una costruzione più coerente, in cui il contesto conta quanto il cartellone. Non a caso gli organizzatori parlano di un «rapporto simbiotico musica-paesaggio», dove il pubblico non è semplice spettatore ma parte di un’esperienza che si sviluppa tra i trulli, le masserie e gli spazi aperti della Valle d’Itria.
A dieci anni dalla prima edizione, il VIVA! sembra così confermare la propria vocazione: usare la musica come punto di partenza per costruire un racconto più ampio, in cui il luogo non è soltanto una cornice, ma parte integrante dell’esperienza. È probabilmente questo equilibrio tra ricerca artistica, dimensione internazionale e radicamento nel territorio ad aver trasformato il festival in uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’estate italiana
