Gli Obamas e le serie tv

Gli Obamas e le serie tv

Non solo Barack Obama. La mania per le serie TV è di casa alla White House: ma Michelle, la donna forte dietro l’uomo di potere, non si limita a elencare le sue passioni televisive. No, lei alcune serie le guarda, altre le commenta e in altre ancora… be’, vi partecipa. Ebbene sì, la first lady d’America ha fatto una capatina la scorsa settimana sul set di Parks and Recreation, al fianco della bionda comica Amy Poehler. Una comparsata dal sapore green (del resto dalla donna che ha contribuito alla campagna elettorale del marito lasciandosi immortalare con rastrello e vanga nell’orto della Casa Bianca cosa potevamo aspettarci?): «abbiamo bisogno di persone come te nei nostri parchi nazionali», ha detto nell’episodio finale della sesta stagione alla protagonista Leslie Knope, vice direttrice del dipartimento che si occupa della manutenzione di parchi e aree pubbliche.

Non era la prima volta per Michelle: nel gennaio 2013 aveva calcato il set di iCarly, la popolare produzione di Nickelodeon, nella puntata dedicata alle famiglie dei militari americani. Pare che il detto “non c’è due senza tre” sia vero: la prima settimana di maggio, infatti, farà un cameo in un altro show, stavolta su ABC nel musical in salsa country Nashville.

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Quella degli Obama e le serie TV è una storia lunga più di un mandato. Risalgono al 2009 le prime dichiarazioni di Barack a proposito dei suoi amori televisivi e la sua lista di titoli preferiti si allunga anno dopo anno: prima Battlestar Galactica, Entourage e The Wire, poi Modern Family, Boardwalk Empire e Homeland, infine True Detective, House of Cards e Breaking Bad. Quest’ultima l’ha recuperata in seguito all’incredibile successo post finale; lo spietato show politico con Kevin Spacey, invece, lo segue passo passo. «Tomorrow @HouseOfCards. No spoilers, please», aveva scritto il presidente americano su Twitter alla vigilia della messa in onda della seconda stagione.

Obama è il primo presidente ad aver infarcito il dibattito politico con il linguaggio televisivo, contribuendo a diffondere il verbo seriale che nell’ultimo decennio (ode a Lost, precursore di questa metamorfosi) si è imposto come fenomeno al tempo stesso pop e intellettuale. Quella del presidente USA è sì una passione, ma è anche e soprattutto una strategia vincente che ha permesso al premier americano di entrare in contatto con il popolo di elettori: parlando dei gusti e dei personaggi preferiti ha spinto la massa a smettere di immaginarselo come un’entità astratta che vaga per le sale del potere. Le persone hanno iniziato a considerarlo “uno di loro”, uno che — come la maggior parte della gente — torna a casa la sera, dopo una giornata di lavoro, e si siede sul divano, con la famiglia, godendosi la puntata del proprio show preferito. Le serie TV hanno dunque avuto un ruolo politico non da poco, sono state la leva che il leader ha utilizzato per creare empatia con la massa. Per dirla con un paragone nostrano, sono state per Obama l’equivalente del calcio per Silvio Berlusconi: introducendole nel gergo politico gli hanno permesso di trovare un punto di contatto con il popolo, l’hanno umanizzato e fatto sembrare un uomo comune, un cittadino come altri.

E a ruota in tanti hanno seguito il suo esempio: Joe Biden, numero due dell’attuale amministrazione Usa, ha fatto un cameo in Park and Recreation (che vanta, tra l’altro, una lunga serie di guest star di stampo istituzionale, come il repubblicano John McCain, la democratica Barbara Boxer e l’ex senatrice repubblicana Olympia Snowe); sua moglie Jill ha partecipato ad un episodio di Army Wives; e l’ex presidente francese Sarkozy ha iniziato a parlare ai giornalisti di quanto ami gli show americani (curiosità: a lui piacciono Mad Men, 24, Dexter e The West Wing). E ancora Hillary Clinton si è detta pazza per Grey’s Anatomy mentre il primo ministro inglese David Cameron avrebbe il pallino per una sit-com britannica, Gavin & Stacey. Come se non bastasse, nella stessa amministrazione Obama hanno avuto ruoli anche personaggi televisivi, come l’attore Kal Penn (che ha abbandonato il set di Dr. House per entrare nell’entourage del presidente) o la sceneggiatrice Katherine Fugate (Army Wives) che ha partecipato ad una campagna per le famiglie dei militari voluta dalla first lady e da Jill Biden. Politica e televisione non sono mai stati così vicine come in questi ultimi anni: il piccolo schermo rappresenta un potenziale ancora inespresso di opportunità che i leader di tutto il mondo, gli Obama in prima linea, non vogliono (e non possono) lasciarsi scappare.

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