Su Amazon, ora gli acquisti si fanno con un tweet

Su Amazon, ora gli acquisti si fanno con un tweet

Amazon e Twitter si alleano e lanciano un servizio di e-commerce innovativo. L’accordo tra le due aziende prevede il lancio di un hashtag che permetterà agli utenti di effettuare acquisti online tramite Twitter stesso. I prodotti visualizzati in un primo momento sul sito di microblogging potranno essere aggiunti al carrello del negozio online più famoso al mondo ed acquistati poi successivamente.

È proprio questo il senso della campagna video realizzata da Amazon per il lancio di #AmazonCart, il cui slogan parla chiaro: «Add it now. Buy Later» (Aggiungilo ora, compralo più tardi). Per poter effettuare gli acquisti tramite il sito di microblogging è necessario però che l’utente colleghi il proprio account Amazon a quello di Twitter, attraverso una semplice procedura. A questo punto basterà che ogni utente, una volta individuato il tweet con un link ad un prodotto Amazon, aggiunga nella risposta un secondo tweet seguito dall’hashtag #AmazonCart per rintracciarlo nel proprio carrello di Amazon. L’account MyAmazon poi retweetterà questa risposta per informare l’utente riguardo alla possibilità o meno del sistema di inserire il prodotto scelto nel carrello. Va detto che al momento il servizio è disponibile solamente per gli utenti degli Stati Uniti e per quelli del Regno Unito (il cui hashtag diventa #AmazonBasket), e non ci sono ancora notizie riguardo ad un rilascio del servizio in altri Paesi.

La strategia di Jeff Bezos sembra quindi quella di attirare più utenti possibile attraverso Twitter, ma soprattutto l’intenzione è quella di rendere più semplice l’accesso al sito di e-commerce. Grazie a questo servizio infatti ci si aspetta che venga incrementato il traffico di utenti da dispositivi mobile: la facilità con cui il sito di microblogging permette di effettuare un retweet ad un utente, è il meccanismo che sta alla base del servizio #AmazonCart. Con un semplice retweet di risposta infatti l’utente potrà mettere da parte un prodotto qualsiasi che ha scovato scorrendo la propria timeline al bar, ad un party con gli amici, o prima di andare a dormire.

Peraltro si tratta di una strada che in passato è stata già sperimentata da altre aziende: come ad esempio American Express che nel 2013 lanciò il programma “Pay By Tweet” un servizio che incoraggiava gli utenti ad associare la propria carta di credito al profilo Twitter personale con in più il rilascio di una carta regalo da 25 dollari. E ancora la startup Chirpify che aveva realizzato una piattaforma di acquisti social che permetteva agli utenti di acquistare e vendere prodotti tramite Twitter.

E Twitter in tutto ciò cosa ci guadagna? Sembrerà strano dirlo ma, per il momento, pare che dalla vendita dei prodotti di Amazon non dovrebbe esserci spazio per introiti per la società di San Francisco. Al contrario però, come avevamo già descritto in questo articolo, relativo alle strategie di rilancio del sito di microblogging in seguito ai non non proprio esaltanti dati del secondo trimestre del 2014, la speranza è quella che sempre più siti di e-commerce possano investire denaro in pubblicità tramite il sito. Una speranza che dipenderà molto anche dal comportamento dell’utente, e dalla sua voglia di rivelare i propri gusti e le abitudini sui social network per esempio, come in questo caso,in materia di shopping. Basta infatti guardare il video per capire quanto ci sia l’intenzione da parte di Amazon, e di riflesso di Twitter, di entrare nella sfera personale del consumatore indirizzandolo anche verso determinate label. Nel video si vedono infatti personaggi che acquistano uno spazzolino da denti Oral B, un video gioco per Playstation 4 e un papà che acquista pannolini Pampers per il suo bebè.

Non è un caso infine che nel giorno in cui Amazon lancia il servizio #AmazonCard, da Mountain View il colosso Google cerca di contrastare il dominio di Bezos, potenziando il servizio di corriere espresso Google Shopping Express lanciato lo scorso anno. Si tratta di un servizio di consegna in giornata che Google offre ai propri utenti in forma gratuita per i primi sei mesi, superati i quali sarà addebitato un costo di 4,99 dollari a negozio. Proprio la scorsa settimana Amazon aveva potenziato il medesimo servizio aggiungendo alla lista di città raggiungibili anche San Francisco e Dallas. Il servizio di Mountain View verrà potenziato a Los Angeles, Beverly Hills e West Holliwood. La battaglia continua resta solo da capire chi farà la prossima mossa.

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