L’alleanza tra Cia e Amazon per lo spionaggio

L’alleanza tra Cia e Amazon per lo spionaggio

Forse è arrivato il momento di riconsiderare l’idea che in molti ci siamo fatti di Amazon. Quando si sente pronunciare il nome dell’azienda di Jeff Bezos, il pensiero va subito a qualche acquisto da fare online, magari risparmiando, con la certezza che la consegna dell’articolo avverrà in breve tempo e senza particolari problemi. Certo, stiamo parlando sempre del più grande e organizzato negozio di e-commerce, quello che ha sdoganato il meccanismo degli acquisti in Rete. Ma oggi Amazon è molto di più di un semplice negozio multimediale, e forse in futuro il business maggiore a cui si dedicherà potrebbe non essere più l’e-commerce.

Per capire di cosa stiamo parlando, basta leggere l’intervista che Werner Vogels, Cto (Chief technology officer) di Amazon, ha rilasciato al sito del Mit Technology Review. Il cuore del discorso è la sicurezza del sistema di cloud computing realizzato e messo in commercio dall’azienda, conosciuto comunemente come Amazon Web Services (Aws). Lanciato nel 2006, il servizio della nuvola in otto anni ha di fatto cambiato l’approccio al business delle varie realtà digitali, svincolatesi da incombenze relative alla memorizzazione e alla gestione dei dati, nonché alla sicurezza, hanno potuto concentrarsi esclusivamente sul proprio business. Ecco perché lo stesso Jeff Bezos ha previsto che Aws potrebbe diventare il più grande business retail di Amazon.

È ovvio che per crescere bisogna innanzitutto puntare sulla sicurezza, e come spiega Vogels è quello sui cui a Seattle si sta lavorando principalmente: «vogliamo davvero creare un servizio cloud — si legge nell’intervista — in cui ogni azienda possa conservare i propri dati senza preoccupazioni, avendo il controllo totale su chi ha accesso a questo sistema. Stiamo lavorando a stretto contatto con una serie di aziende che operano nel campo della sicurezza, perché riteniamo di aver a che fare con un mondo ancora complesso per i clienti. Basti pensare alle difficoltà di gestione delle password crittografate da parte di molti soggetti. Ecco il nostro obiettivo sarà quello di provare in pochi anni ad arrivare a un punto in cui tutti i nostri clienti riusciranno a criptare i loro dati, o almeno i dati sensibili relativi ai loro affari, senza difficoltà grazie ai nostri servizi».

È facile immaginare come il progetto di Vogels abbia tutte le carte in regola per andare a buon fine, specialmente se, come riporta il Financial Times, la Central Intelligence Agency (Cia) sta intensificando il ricorso alle infrastrutture di cloud computing di Amazon per le attività di spionaggio. A confermarlo in un discorso pubblico è stato Duge Wolfe, Chief Information Officer della Cia, che ha sottolineato come i casi di Ucraina e Iraq siano esempi in cui ritmo e complessità della missione dell’agenzia siano in continuo aumento, motivo per cui è necessario disporre della migliore tecnologia esistente. Il sodalizio tra Amazon e Cia suona come una sorta di garanzia sulla sicurezza dei servizi cloud dell’azienda di Bezos, tra i cui clienti ci sono sia aziende pubbliche che private.

E secondo le notizie riportare dal quotidiano britannico l’agenzia di spionaggio degli Stati Uniti avrebbe già in essere un contratto milionario con Amazon, che si occuperebbe di gestire un servizio di cloud computing privato per conto della Cia. E non solo perché Wolfe ha detto che la Cia vuole andare oltre cercando di utilizzare non solo i server di Amazon ma anche trarre vantaggi dall’uso di applicazioni e software messi a disposizione dall’azienda di Bezos. «Siamo determinati sul fatto che possiamo sfruttare l’innovazione non soltanto utilizzando i server di Amazon – ha detto -. Vogliamo infatti innovare anche nel settore commerciale, e perché no in quello delle missioni spaziali».

Le buone notizie sembrano dunque non mancare in casa Bezos, e se il business del cloud computing è assicurato dall’autorevolezza della Cia, quello appena lanciato degli smartphone sembra possa essere garantito dalle potenzialità di Amazon Fire Phone, uno strumento che permetterà all’utente di fare acquisti in qualsiasi momento e dovunque ci si trovi. Ecco perché con lo smartphone di Amazon potrebbe essere resa popolare la cosiddetta ricerca visiva, possibile grazie alla presenza del rilevatore ottico, che permetterà all’utente non solo di scansionare le immagini con codici QR e a barre per trovare i prodotti, ma anche catturare immagini, video e audio di ogni genere di prodotto si desideri acquistare.  

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta