TaccolaVolkswagen e Fiat, la (possibile) preda resta debole

Volkswagen e Fiat, la (possibile) preda resta debole

Lo scorso 17 luglio il mensile tedesco Manager Magazin ha lanciato una notizia che ha creato un terremoto nell’ambiente automobilistico: quella di incontri sul possibile passaggio di Fiat Chrysler (Fca) a Volkswagen. Secondo la rivista i primi colloqui avrebbero già avuto luogo, con la partecipazione del primo socio della casa tedesca, Ferdinand Piech, ed esponenti delle famiglie Elkann e Agnelli, così come di diversi negoziatori. Dalla Exor, la società controllata dalla famiglia Agnelli che detiene una percentuale di maggioranza della Fiat, è subito arrivata una smentita, che non ha impedito un rialzo delle azioni di Fiat e della stessa Exor. A interessare Vw sarebbero, secondo le fonti sentite dalla rivista, soprattutto la fitta rete di concessionarie di Chrysler negli Stati Uniti e i modelli suv e pick-up degli americani. In altre parole, il grande mercato nordamericano, dove la casa di Wolfsburg non ha mai sfondato. Fca, sempre secondo il mensile, vorrebbe concentrarsi in futuro sul marchio sportivo Ferrari e ritirarsi, invece, quasi completamente dal settore auto.

Per quanto smentita, l’acquisizione di Fca da parte di Vw sarebbe verosimile? I dati sui colossi delle automotive appena raccolti nell’indagine sulle multinazionali 2003-2014 del centro studi di Mediobanca (Mbres) vengono in aiuto. 

Le multinazionali dell’automotive a confronto from Linkiesta

Lo studio dà conto innanzitutto della crescita di Vw, divenuto il primo gruppo al mondo per fatturato nel settore automobilistico. Al vertice la casa tedesca è arrivata dopo aver rilevato Scania, Man, Ducati e Porsche. La Fiat, oggi al sesto posto nel ranking mondiale, sarebbe al 13esimo se non avesse acquisito la Chrysler. 

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La crescita della Vw è evidente nell’attuale composizione delle quote di mercato a livello globale. Alla salita delle case tedesche (con l’eccezione di Daimler) e delle asiatiche, ha fatto da contraltare la discesa delle americane Ford e Gm e delle francesi Peugeot e Renault. La Fiat guadagna quote di mercato eslcusivamente a causa dell’acquisizione di Chrysler. 

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Quello che ha comprato Fiat è stato, però, soprattutto l’accesso al mercato nordamericano, che oggi pesa per il 55% del fatturato. Proprio questa piazza è quella che fa più gola al gruppo Vw. Le vendite della casa con sede a Wolfsburg si concentrano al 60% in Europa e non raggiungono il 14% negli Stati Uniti e Messico. Un mercato che è invece molto ben presidiato dal secondo gruppo automobilistico al mondo, Toyota. 

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A differenziare i gruppi tedeschi dai rivali europei, a partire dalle case francesi e dalla Fiat, è la netta distanza sul fronte della redditività, a tutto vantaggio delle società renane. Il margine operativo netto dei produttori tedeschi dopo il 2009 è subito risalito, su livelli superiori addirittura al periodo pre-crisi. La redditività della Fiat, dopo l’acquisto della Chrysler, non è invece aumentata, nonostante il salto dimensionale. Le difficoltà della casa americana sono, d’altra parte, alla base dell”acquisizione da parte di Marchionne e con la benedizione del presidente Usa Barack Obama. 

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La redditività operativa vede comunque primeggiare i marchi asiatici, con in testa la giapponese Fuji Heavy Industries e le indiane Mahindra & Mahindra e Tata Motors. Nella top ten ci sono solo due tedesche, la Bmw e la Daimler. Dietro la Fiat, al sedicesimo posto, figurano solo la Ford e le due case francesi. 

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Anche guardando al rapporto tra la produttività per dipendente e il costo del lavoro per dipendente, nel confronto europeo sono le due tedesche Bwm e Daimler a segnare l’efficienza maggiore. La Vw mantiene una distanza notevole rispetto alla Fiat, che risulta comunque più competitiva delle due francesi, in particolare della Peugeot. 

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Dove la Fiat mostra una debolezza maggiore è sul fronte della solidità finanziaria. Fiat è l’unica delle multinazionali automobilistiche ad avere capitale netto tangibile negativo, collocandosi in coda alla classifica per solidità finanziaria. Basta questo per farla diventare una preda?

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Se forse la Fiat ha una debolezza finanziaria tale da renderla una preda, la stessa Vw, se si fa una media tra redditività, solidità finanziaria e liquidità, non spicca nella classifica elaborata da Mediobanca. Per quanto diventato il primo colosso al mondo, non è detto che Vw, insomma, abbia un portafoglio pronto a essere usato per comprare la sua possibile porta per il mercato nordamericano.

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