Caro direttore, evitiamo una nuova Srebrenica

Caro direttore, evitiamo una nuova Srebrenica

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Basta con le finte missioni di pace

Perché continuare a partecipare alle missioni di guerra (e non di pace)? L’uccisione di tanti militari, missionari civili e religiosi, giornalisti, medici e il ferimento di tanti nostri figli nelle missioni di guerra (e non di pace), in modo particolare nell’Afghanistan, ci mette di fronte ad una dura realtà e ci ripropone un quesito: i missionari e militari italiani devono partecipare a nuove missioni nelle terre lontane da noi? Dopo l’esperienza fatta in questi anni, di tanti ferimenti e tante vittime innocenti in queste missioni all’estero, non è il caso che il governo italiano e la diplomazia politica internazionale rivedano queste missioni? Non è forse ora di dire basta come hanno fatto e fanno altre nazioni europee? Perché iniziare nuove missioni e spendere tanti soldi per armamenti militari lontani dal nostro Paese? Ricordo che l’Italia deve partecipare solo a missioni di pace (e non di guerra). Non dobbiamo sempre seguire l’America. Pensiamoci bene e cerchiamo di usare la diplomazia politica e il dialogo prima di intervenire ed entrare di nuovo in un tunnel senza luce.

Cav. Antonio Guarnieri, ex sottufficiale Marina Militare , Cisternino (Br), la Repubblica, 21 agosto

Non possiamo restare passivi di fronte ai tagliagole dell’Is

Vogliamo assistere passivamente a altre Srebrenica e a altre Ruanda? E stracciarci le vesti dopo? La comunità internazionale, soprattutto le democrazie occidentali, non possono consentire ai fanatici tagliagole dell’Is di massacrare, in nome della loro follia, popoli inermi. Da (ex) obiettore di coscienza e da pacifista auspico un sollecito e massiccio intervento militare sotto egida Onu (altrimenti Nato, in caso di veti russi o cinesi) in Iraq. Non c’è in ballo solo la prioritaria e fondamentale difesa dei diritti umani ma anche la stabilità geopolitica di una regione strategica per le sorti del mondo e l’urgente necessità di contrastare in maniera efficace, senza se e senza ma, il terrorismo islamico che è diventato il nuovo nazismo.

Riccardo Canesi, [email protected], la Repubblica, 21 agosto

Ecco cosa c’è dietro la guerra per i Bronzi di Riace

Non è la prima volta che, con la scusa che i Bronzi di Riace attirerebbero orde di visitatori se esposti nelle località in cui si svolgono grandi eventi come G8, Olimpiadi, Expo, ecc., noti esperti attaccano le Soprintendenze archeologiche considerate “troppo conservative”, cioè non favorevoli alla trasformazione del nostro patrimonio archeologico in un pacco postale. Dietro queste polemiche si cela il vero obiettivo cui mirano costoro, cioè lo smantellamento del sistema delle Soprintendenze, cui vorrebbero sottrarre il controllo dei nostri musei e di ciò che di più prezioso custodiscono, facendo sì che il nostro immenso patrimonio, a tutt’oggi in gran parte a noi sconosciuto, sia affidato ad un’impresa di trasporti che lo “valorizzi” spedendolo in giro per il mondo. Stupisce ancor più che Franceschini abbia dichiarato di voler affidare a esperti, che perciò non appartengono alla soprintendenza il cui parere sfavorevole è noto, l’ennesima valutazione sulla eventuale trasportabilità dei Bronzi: forse si continuerà a richiedere pareri fin quando questi combaceranno con quanto desiderato!

Fortunato Quattrone, responsabile Adusbef Calabria, la Repubblica, 21 agosto

Spiaggia francese: neanche un venditore

Mi trovo in Francia, vicino a Bordeaux, sull’Atlantico. Non ho visto un, dico uno, venditore in spiaggia.  Anche qui c’è molta gente, ma si può certamente assaporare meglio la bellezza del mare e la serenità dei luoghi. Grazie all’impegno del nostro ministro dell’Interno in tal senso. 

Enzo R., La Stampa, 21 agosto

A scuola si insegni l’educazione e si lasci perdere il Clil

Ragionevolezza impone che si freni sul Clil, l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera: la scuola non è pronta. Sarebbe utile impegnare insegnanti e risorse per cose più rilevanti. La scuola più che del Clil ha bisogno di libertà e di educazione.

Gianni Mereghetti, [email protected]Corriere della Sera, 21 agosto

Tornado, e se fosse stata una guerra vera?

Non è facile che due caccia si scontrino in volo, specie quando non siamo in uno scenario di guerra e neanche in un’esibizione di pattuglia acrobatica. E inaccettabile che non si abbiano ancora notizie degli equipaggi dei due aerei. Più grave è che lo schianto è avvenuto in un territorio del quale si conosce praticamente tutto, in piena terraferma, dove non è un problema setacciare, dove il segnale di una scatola nera o di un qualsiasi segnalatore radio viene captato. Sono aerei con una certa dose di sofisticazione. Anche se il progetto del Tornado risale a 30 anni fa, non sono ammissibili con oggetti che non hanno costi di acquisto e di volo paragonabili a quelli di una utilitaria. In uno scenario di guerra vera, in un ambiente ostile, sarebbe ben difficile procedere con le operazioni di recupero dei nostri militari.

Felice Carpusi Visombala, Il Fatto Quotidiano, 21 agosto

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