Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.
I diritti negati dei conviventi
Leggendo che una madre di tre figli ha un Isee da 7000 euro, mi sono chiesta come mai può vivere una persona con tre bambini in queste condizioni di povertà. Sicuramente la mamma e i suoi tre bambini vivranno pure nella casa di qualcuno, si parla di riposo forzato sul divano, di ricerche su internet, di master, tutte cose che con un Isee da 7000 euro ci si scorda allegramente. Forse c’è un padre, mi dico, un convivente. Una di quelle persone che non sono contemplate dalla legge italiana come facenti parte del “nucleo familiare”. Particolarità tutta nostra, ovunque le coppie di fatto sono tutelate, ma noi no, siamo ostinati. Si continua a parlare, senza nulla concludere, di “autorizzare” il matrimonio fra persone dello stesso sesso e non si discute invece su una legge seria che tuteli le persone conviventi, maschi o femmine che siano, padri madri o fratelli.
Silvia Zanni, Repubblica, 19 agosto
Franceschini, prendi esempio dal Louvre
Il ministro Franceschini vuole raddoppiare la spesa per la Cultura. Bene! Ma per fare cosa? Sono già ora centinaia i milioni di fondi per la cultura (e non solo) che giacciono inutilizzati senza programmi e senza obiettivi. Non intende nominare manager della Coca-Cola. Benissimo! Ma due anni fa l’allora capo di gabinetto del Mibact annunciava il nome del nuovo dirigente della Prosa prima ancora che fosse scaduto il termine di presentazione delle domande da parte dei dirigenti interessati. Quest’anno il copione è lo stesso e nelle stanze della Prosa si aggira da tempo un manager di Pampers, già accreditato come dirigente, anche se i termini delle domande, ovviamente da presentare ad agosto, non sono ancora scaduti. Finché non ci sarà un ricambio non semplicemente generazionale, che ricorda tanto i tagli orizzontali, ma una rotazione dei dirigenti che metta da parte quelli di nomina politica, che garantisca la diversità culturale anche dei vertici ministeriali e prevenga la corruzione, si potranno anche decuplicare le risorse ma moltiplicare solo gli sprechi. Il ministro deve avere più coraggio e coinvolgere i comproprietari del patrimonio Italia. Faccia pubblicare obiettivi e risorse di ogni ufficio e museo, aggiornando continuamente lo stato delle spese. Saranno i cittadini stessi a pungolare il ministro e i suoi manager, anche quelli della Pampers. Franceschini prende ad esempio il Louvre. Ma perché, benché italiano, ho potuto essere uno dei 6700 mecenati che hanno contribuito con il crowdfunding al restauro della Vittoria di Samotracia del Louvre e, invece, nella versione definitivamente approvata del decreto Art bonus il crowdfunding non c’è più? La cultura in Italia potrà funzionare solo se verranno coinvolti tutti coloro (anche pensionati) che la possiedono, la producono, la vivono e ne sono partecipi ogni giorno.
Ugo Baistrocchi, funzionario Mibact, Repubblica 16 agosto
La morte di Camilli addolora senza stupire
Se la carica esplosiva da disinnescare fosse stata in Italia, o qui in Francia, la zona sarebbe stata transennata e la popolazione più prossima allontanata. Ma siamo a Gaza dove quando esplode un ordigno stormi di incoscienti sciamano incuriositi. Li abbiano visti tutti in tv, anche con immagini filmate e fotografate dal povero Simone Camilli e piangere su quelle morti inutili serve a poco. Neanche a commuoverci considerando che la propaganda palestinese ha messo in giro filmati e foto Bbc che riguardavano le guerre in Libano ed Afghanistan e Camilli, come Ilaria Alpi ed altri prima di lui, si è fidato troppo della competenza dei cosiddetti amici palestinesi, pagando l’imprudenza con la vita. Piangiamo la sua dipartita.
Nerio Fornasier, Il Giornale 17 agosto
Un’estate diversamente connessa vi renderà liberi
Ormai siamo connessi a tutto. Smartphone, tablet, pc. Impossibile riuscire a staccare la spina anche d’estate. La fame di notizie, di eMail (il più delle volte insignificanti), di condivisioni sui principali social network sembra essere insopprimibile. Come tentare di sfuggire a tutto ciò? Ho provato a fare un semplice esperimento che suggerisco a tutti coloro che desiderano riprendersi un po’ di libertà dal “giogo” tecnologico: disattivare la funzione “notifica” delle principali applicazioni. Si riscopre così il piacere di visionare la posta elettronica, le fotografie balneari degli amici e i tweet dei personaggi preferiti solamente quando lo desideriamo noi e non quando il supporto tecnologico tenterà invano di avvisarci. Che soddisfazione essere di nuovo padroni di decidere in modo attivo. La consapevolezza di avere un potere invece che esserne in qualche modo schiavi.
Gabriele Radaelli, Repubblica, 19 agosto
Come mai Renzi non reagisce al linguaggio razzista di Alfano?
Molti si sono scandalizzati perché il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha affermato che «gli italiani sono stufi di essere insolentiti da orde di vu cumprà». Ma è da molti mesi che Alfano usa questo linguaggio para-razzistico. Più volte, riferendosi agli sbarchi degli immigrati e alla necessità di intervenire, ha affermato che occorreva «presidiare le frontiere». Dopo la recente rivolta di Castelvolturno ha dichiarato: «Non accetteremo che un immigrato prenda il posto di lavoro di un italiano». Dopo tante estemporanee dichiarazioni la domanda da porsi, secondo me, non è tanto «come mai Alfano si permette di usare espressioni che non dovrebbe usare in quanto ministro dell’interno di un governo di coalizione con partiti di sinistra i cui ministri la pensano sicuramente in modo diverso da lui?», ma «Come mai Matteo Renzi consente ad Alfano di usare da parecchi mesi espressioni para-razzistiche senza mai intervenire per dichiarare che la linea politica del suo governo sull’immigrazione è diversa da quella del ministro dell’Interno?».
Franco Pelella, Il manifesto, 19 agosto
Renzi sta zitto sull’invasione dei migranti
Il presidente del Consiglio italiano più ciarliero di tutti i tempi, Matteo Renzi, è stranamente silente sul grave problema dell’invasione delle nostre terre da parte dei migranti africani. Solo nei primi otto mesi di quest’anno ne sono arrivati più di centomila e, con l’assistenza delle flotte di Mare Nostrum, si prevede ne arriveranno almeno altrettanti prima della fine dell’anno. La situazione è già insostenibile per costi e sistemazioni logistiche conseguenti (casa, lavoro, sanità), ma il “rottamatore” fiorentino parla di tutto ma non apre bocca e, men che meno prende iniziative, in proposito. Forse teme di perdere il sostegno dei sinistri?
Roberto Brambilla, Libero, 19 agosto