
Si chiamerà “Spazio lavoro” e sarà un progetto di ricerca per capire, nell’Italia della disoccupazione al 12,6%, come sta cambiando la società nella quale lavoriamo e il lavoro che svolgiamo, quali sono le condizioni per poter produrre sviluppo, mantenendo la coesione sociale in un momento di crisi economica. Temi difficili e attuali, soprattutto con la partenza di Expo 2015, che saranno analizzati in un nuovo percorso di ricerca nato dalla collaborazione tra il Comune di Milano e la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, primo caso in Italia di ricerca finanziata attraverso una piattaforma di crowdfunding.
L’obiettivo è raggiungere la somma di 40mila euro per finanziare quattro borse di ricerca da 10mila euro l’una per coprire un anno di ricerca per 4 ricercatori. La raccolta dei fondi parte il 25 settembre e si concluderà all’incirca il 10 di novembre. Dopo questa data, ci sarà un bando per le 4 borse di studio e la selezione dei candidati.
Nel progetto di ricerca saranno coinvolte quattro università: la Luiss di Roma, la Bocconi, la Bicocca e la Cattolica di Milano. Ma non si parlerà solo di temi italiani. La logica è anche quella della comparazione con altri Paesi, ed è per questo che saranno invitati a partecipare anche docenti delle università straniere. Durante il primo incontro, previsto per il 25 settembre, sarà presente Alessio Brown dell’Institute for the Study of Labor di Bonn (IZA), oltre a Maurice Aymard, sociologo francese fondatore della Fondation Maison des Sciences de l’Homme di Parigi, per un dibattito sul modello tedesco della riforma del lavoro.
I percorsi di ricerca sviluppati da “Spazio Lavoro” sono quattro: Capitale Umano, curato da Mauro Magatti in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, sulle nuove tipologie di lavoro e lavoratori; Società, curato da Enzo Mingione con l’Università Milano-Bicocca, sulle varie forme di rappresentanza del lavoro nei nuovi luoghi di lavoro; Impresa, curato da Alessandro Pansa con l’Università Luiss di Roma, sull’evoluzione dell’impresa; Denaro, curato da Giuseppe Berta dell’Università Bocconi di Milano, sulla crisi del capitalismo democratico e le conseguenze della competizione mondiale della manodopera a basso costo.