Una firma di tutto riposoI giornali se la prendono con i governi impopolari

I giornali se la prendono con i governi impopolari

I giornali inglesi coprono gli scandali di corruzione che coinvolgono parlamentari della maggioranza con maggiore intensità quanto più il governo è impopolare. Cani da guardia opportunisti?

Mi piace pensare che i mass media abbiano la funzione di fare i cani da guardia rispetto al comportamento del governo in carica – e dei politici in generale – andando alla ricerca di eventuali malefatte. Con la solita mirabile sintesi, il termine usato in inglese è watchdog (“cane da guardia”), che si contrappone al termine meno usato ma altrettanto efficace di lapdog (“cane da salotto”, letteralmente “da grembo”), a indicare giornali e telegiornali che placidamente stanno in grembo al governo in carica, riscaldandone il pancino e non abbaiando (quasi) mai.

Dal momento che i cittadini tipicamente non hanno tempo, mezzi e voglia di andare a investigare le eventuali malefatte del governo, è efficiente che essi affidino ai media questo compito importante di farlo al posto loro. Un altro paio di maniche il modo in cui questo compito sia assolto dai media. Un bell’articolo di Oliver Latham mostra come i giornali inglesi diano copertura agli scandali che coinvolgono membri della maggioranza di governo con maggiore intensità quanto più il governo è impopolare, così come catturato dai sondaggi d’opinione.

Non solo: esiste anche un effetto addizionale della vicinanza ideologica tra giornale e governo. L’autore verifica come l’effetto dell’impopolarità che induce a coprire gli scandali con maggiore aggressività sia più forte per i giornali che sono sulla sponda politica opposta, mentre la copertura dei giornali “amici” è sostanzialmente insensibile al livello di popolarità.

Come spiegarsi questi risultati dal punto di vista concettuale? Un primo meccanismo è basato sul ruolo della domanda di notizie: i giornali trovano conveniente non contraddire – se non assecondare – l’orientamento negativo del pubblico verso il governo in carica pubblicando più notizie negative come quelle a proposito di episodi di corruzione e simili. Un secondo meccanismo si basa invece sul lato dell’offerta: un governo popolare ha maggiori possibilità di essere rieletto e dunque i giornali trovano più conveniente un atteggiamento benevolo, che potrà portare buoni frutti – in termini di accesso alle notizie, se non anche di sussidi – durante il mandato successivo. Al contrario un governo impopolare ha minori probabilità di essere rieletto: dunque i giornali ricavano meno vantaggi da una copertura benevola, in quanto si tratterebbe di “crediti” inutilizzabili se le prossime elezioni sono vinte dall’opposizione, che potrebbe pure vendicarsi.

E in Italia?

Per chi vuole saperne di più:

Oliver Latham [2014] “Lame Ducks and the Media” In corso di pubblicazione su Economic Journal, disponibile qui

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