Caro direttore, Fazio e Gramellini non sono giornalisti

Caro direttore, Fazio e Gramellini non sono giornalisti

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

ItaliaOggi 30 ottobre

Fazio e Gramellini: scendiletto perfetti con il sindaco di Roma

Fabio Fazio e Massimo Gramellini, ricevendo a Che tempo che fa il sindaco di Roma, Marino, non erano due giornalisti bensì due scendiletto che hanno semplicemente contraccambiato il sorriso di Marino con i loro sorrisi estasiati. Così il sindaco si è sentito autorizzato a tenere una breve omelia sul fatto che in Campidoglio ha fatto la sua apparizione l’amore, che nelle sue molteplici forme, non può essere contrastato da nessuno. Nessuno, in studio, gli ha ricordato a quali sciagure storiche abbia condotto il principio hegeliano che tutto ciò che è reale è anche razionale. E nessuno lo ha invitato a essere più coerente con le sue premesse: se la condizione necessaria sufficiente per contrarre matrimonio è l’amore fra i soggetti, perché Marino non trascrive anche i matrimoni poligami (ce ne sono certamente anche a Roma, fra gli immigrati), i poliamori (rapporti affettivi e sessuali fra tre o più persone) e le relazioni incestuose? Se il criterio che fa premio su tutto è l’amore, se c’è il consenso degli interessati, perché no?

Rodolfo Casadei

Repubblica 30 ottobre

Ecco come sarebbe l’Europa se Draghi non avesse difeso l’euro

Ho provato a immaginare che cosa sarebbe accaduto se Draghi non avesse pronunciato la famosa frase: «Faremo tutto il necessario per difendere l’euro»! Oggi avremmo la lira, la dracma, l’escudo, forse le pesetas, da una parte. Dall’altra avremmo un euromarco e la sterlina. L’America sarebbe tornata a dominare l’Europa divisa e l’Unione europea sarebbe forse esposta in un museo. La Germania con l’euromarco alle stelle, non avrebbe praticamente quasi più esportazioni, cioè una parte consistente del suo Pil sarebbe crollata. La disoccupazione tedesca sarebbe a livelli altissimi e la deflazione sarebbe forse dell’ordine del 10%: un disastro! I tedeschi cercherebbero di emigrare in Russia! L’Italia sarebbe alla caccia di svalutazioni competitive, importerebbe inflazione a camionate e pagherebbe energia e materie prime in dollari, difficili da procurarsi con una lira sotto i piedi. Non dico che all’interno torneremmo alle signorie, ma è certo che il federalismo diventerebbe dominante. Il resto sarebbe una specie di Medioevo.

Leonardo de Chanaz, info@serifos-houses.com

Se è il giudice a decidere chi debba andare all’università

Il Tar ha riammesso alla facoltà di medicina circa 5000 giovani che erano stati esclusi con i test, mandando in tilt le strutture universitarie. La scuola e la Università sono due istituzioni che nel nostro Paese marciano ognuna per conto proprio, quando dovrebbero essere l’una il prosieguo naturale dell’altra. Ma basta leggere le percentuali di promozioni alle prove di maturità, praticamente pari al 100%, per capire che la scuola non fa alcuna selezione. In queste condizioni è chiaro che il test di ammissione è un rimedio tardivo ed insufficiente, anzi talvolta finisce col punire proprio i più meritevoli per il modo stesso in cui è strutturato. Di questo passo continueremo ad avere una scuola che è un diplomificio e ad assistere che i giovani arrivano alla Università non per merito ma per sentenza.

Delio Lomaglio, Napoli

Corriere della Sera 30 ottobre

Il posto fisso non c’è più. Ma non nel pubblico

Alla Leopolda Renzi, constatando la realtà del mondo del lavoro ha dichiarato che « Non c’è più il posto fisso perché è cambiato il mondo». Questo concetto vale solo per i dipendenti privati o deve valere anche per quelli pubblici che, per legge, non possono perdere il posto di lavoro?

Pietro Volpi, pietrovolpi@virgilio.it

Il posto fisso continuerà a esserci per chi lavora bene

A proposito del posto fisso che non esisterà più, Renzi voleva dire che non ci sarà più per i nullafacenti e gli assenteisti. Chi lavora con professionalità e con dedizione non deve temere nulla perché il rapporto sarà a tempo indeterminato. Nessun datore di lavoro è così sciocco da rinunciare a un buon collaboratore solo per il gusto di licenziarlo. Siamo seri, cerchiamo di non creare falsi ed inutili allarmismi!

Annibale Antonelli, paolorossidoria@alice.it

Stampa 30 ottobre

Ingeneroso il governatore del Veneto con i soldati Usa reduci dall’Africa

Il governatore della regione Veneto non avrebbe apprezzato il rientro alla base di Vicenza dei militari americani provenienti dalla Liberia. Come è possibile avere atteggiamenti così meschini quando i soldati Usa sono in Africa non per i loro interessi ma per una operazione umanitaria che riguarda non solo i paesi coinvolti dall’epidemia ma il mondo intero? Oppure vogliamo negare anche agli operatori di Medici Senza Frontiere la possibilità di rientro in patria come se fossero partiti per quelle zone a loro rischio e pericolo? 

Guido Russo Forlì  

Ma perché i soldati Usa reduci dall’Africa fanno la quarantena a Vicenza?

Non si comprende perché i soldati americani, provenienti dalla Liberia, epicentro di Ebola, debbano venire in Italia a trascorrere il periodo di quarantena e non in America, loro Paese. I cittadini del Veneto, questa volta, hanno ben ragione di preoccuparsi. Non si comprendere il silenzio di Renzi e del Ministro della Sanità.  

Mario De Florio Caserta  

Il Fatto Quotidiano 30 ottobre

Lavorare all’Expo pagati in tag sui social

Diventa anche tu volontario all’Expo di Milano, otterrai tanti nuovi amici, sentirai parlare lingue diverse, costruirai legami. E sarai taggato in tantissime foto. Sono promesse così allettanti da risultare ridicole. Le mansioni saranno quelle di accoglienza, aiuto all’orientamento di visitatori etc. E’ lavoro gratis e lo chiamano volontariato. Ma dove sono i bisognosi, dove sta l’aiuto? Mi auguro che i giovani e meno giovani che hanno inviato il loro curriculum ci ripensino e non si facciano fregare dal solito “lo puoi mettere nel curriculum”. Il lavoro deve essere pagato, la dignità del lavoro così si distrugge e finchè ci sarà chi lo fa gratis o senza garanzie o abbassando la testa, gli altri, quelli che non ci stanno, avranno armi spuntate per combattere. Perché finchè la fila di chi cede al compromesso si allunga, il compromesso sarà sempre maggiore e la dignità sempre più piccola.

Piera Anatoli

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Linkiesta Paper Estate 2020