Di Battista: «Noi 5 Stelle siamo pronti a governare»

Di Battista: «Noi 5 Stelle siamo pronti a governare»

«Siamo carichi e motivati». Non usa giri di parole Alessandro Di Battista, deputato a Cinque Stelle e volto tra i più noti del gruppo parlamentare grillino. «Da adesso in poi faremo ostruzionismo su tutto». La fase di dialogo – breve – con il Partito democratico è finita. Mentre il Movimento si autocelebra nella tre giorni del Circo Massimo, a Montecitorio i pentastellati promettono battaglia. I toni sono quelli di un tempo. Così come le istituzioni al centro delle critiche: «Napolitano è il principale responsabile della Repubblica dell’inciucio» si scalda Di Battista. Il Quirinale? «Indecoroso e indegno». Carismatico e grintoso, coccolato dagli attivisti e mal sopportato da qualche collega, da quando è entrato alla Camera Di Battista ha già restituito 86mila euro del suo stipendio, finiti in un fondo a sostegno delle piccole e medie imprese. È uno dei più fedeli pasdaran di Grillo, ironizzano in molti. Quasi un ventriloquo dell’ex comico. Lui respinge l’insinuazione, fermo ma cortese. «Non ho mai votato su indicazione di Grillo o Casaleggio. Il problema di democrazia interna ce l’hanno gli altri». Magari proprio il principale partito di governo. «Nel Pd in molti soffrono il renzismo – rivela il grillino – Ma votano tutto perché hanno paura di andare a casa». La sfida è una: «Dobbiamo far sì che la gente ci percepisca credibili come forza di governo».

Barricate sul Jobs Act, ostruzionismo sullo Sblocca Italia, toni esasperati contro il governo. Il Movimento torna alle origini?

Siamo carichi e motivati. Per la prima volta nella storia repubblicana si pone la fiducia a una legge delega che riguarda una materia importante come il lavoro. Non si ascolta il Parlamento e si lascia la delega in bianco al governo. Complice il peggior decreto mai arrivato, lo Sblocca Italia, e complice il fatto che dialoghiamo da un anno e mezzo ma non ci hanno mai approvato nulla, abbiamo deciso di fare ostruzionismo su tutto finchè non passeranno le nostre proposte e finchè lo Sblocca Italia non sarà ripulito di alcune porcate clamorose. Li terremo in Aula fino a notte inoltrata. Facciamo il nostro dovere, utilizziamo gli strumenti regolamentari per ottenere risultati in favore dei cittadini.

Lei era fautore della linea dura, ma dopo il flop delle europee è arrivato il dialogo sulla legge elettorale. Adesso vince di nuovo la “sua” intransigenza?

Sono sempre stato favorevole alla linea dura ma in quel periodo per me era giusto così, sostenni pienamente l’operazione del dialogo. Era opportuno che i cittadini si rendessero conto che noi avevamo proposte logiche e nell’ultimo incontro con Renzi abbiamo chiesto che rispondesse su sei punti, ma non abbiamo mai avuto risposta. Quelli che hanno fatto saltare il tavolo sono loro. Noi aspettiamo ancora che Renzi si pronunci su soglie di sbarramento, incandidabilità dei condannati, riduzione del numero dei parlamentari e voto di preferenza.

Com’è cambiata la linea del Movimento?

La scorsa settimana in assemblea abbiamo registrato la totale indisposizione della maggioranza ad ascoltarci, per cui abbiamo deciso di utilizzare le armi del regolamento. L’ostruzionismo non è fine a se stesso, serve a convincere la maggioranza. Molti di loro infatti soffrono il renzismo, anche se alla fine votano tutto perché hanno paura di andare a casa. Ma ingoiano rospi. Con l’ostruzionismo portiamo le stesse proposte che vorrebbero fossero approvate dal loro governo, facciamo pressione. Detto questo, le aperture sui singoli provvedimenti ci saranno sempre. Pochi giorni fa abbiamo votato favorevolmente alla legge delega in materia di trasporti.

Jobs act, legge di stabilità, giustizia. Sarà autunno caldo più per il governo o per la vostra vita di opposizione?

Il vero autunno caldo sarà per gli italiani, a noi arrivano appelli disperati. Dal punto di vista economico portiamo avanti due strade: il reddito di cittadinanza per sei milioni di persone che vivono sotto la soglia della povertà e l’abolizione dell’Irap, l’imposta peggiore per le pmi. Non ho incontrato un solo imprenditore che chieda l’abolizione dell’articolo 18, servono meno burocrazia e meno tasse. Poi diciamocelo, Renzi non è arrivato ieri e il Pd tra lui, Letta e Monti, governa da tre anni. Il solo governo Renzi ha chiesto la fiducia diciannove volte, una media più alta di quella del governo Berlusconi (2,6 al mese contro 1,9). Mi ricordo quando la sinistra tacciava Silvio di dittatura governativa…

Eravate voi a denunciare poteri forti e lobby adiacenti a Palazzo Chigi. Poi arriva De Bortoli che evoca profumo di massoneria nel patto del Nazareno. Che ne pensa?

Non credo che Renzi sia un massone, ma alcuni ambienti che lo sostengono sono vicini alla massoneria. Penso pure che Verdini sia vicino alla massoneria, lui che è il vero deus ex machina di questo governo oltre ad aver fatto diventare Matteo sindaco di Firenze. Renzi oggi gli sta rendendo favori. Ma le critiche che ha ricevuto De Bortoli sono da regime. Lo stesso trattamento è stato riservato a Fedez, reo di aver scritto un inno per i Cinque stelle. I deputati Pd hanno addirittura interpellato Sky chiedendo di prendere posizione su di lui (è giudice di X Factor, ndr). Questi sono metodi da Brigate Rosse! Al Pd va bene che fior di giornalisti ex candidati di sinistra conducano trasmissioni tv ma non accetta che un rapper componga un inno.

Fedez è stato criticato anche per le strofe contro Napolitano. Da mesi voi martellate sul Capo dello Stato, non solo per la trattativa Stato-Mafia. Insomma, non avete esagerato?

È diritto di un popolo che il Capo dello Stato testimoni in uno dei processi più importanti degli ultimi anni. Lui è il principale responsabile della repubblica dell’inciucio, ha sempre travalicato il suo ruolo ed è l’artefice della stagnazione degli ultimi anni. Politicamente è stato indecente prima di diventare presidente. Per noi è indecoroso e ci dimostra anche in questi giorni di non essere degno perchè è stato costretto a testimoniare quando qualsiasi presidente trasparente non sarebbe stato così reticente e sarebbe andato di sua spontanea volontà. Ma quel che mi ha dato più fastidio è stato quando Totò Riina ha minacciato di morte don Ciotti e Napolitano gli ha telefonato per esprimergli solidarietà. Quando però Riina ha minacciato il giudice Di Matteo, nessuno lo ha chiamato.

A Roma è cominciato Italia 5 Stelle. Il meeting grillino non rischia di trasformarsi in una passerella di voi big, soliti noti?

Siamo una comunità di cittadini e proposte. Ci sono interventi e agorà in tutto il Circo Massimo, centinaia di gazebo con i consiglieri regionali e comunali che danno informazioni sul loro lavoro. Sul palco salgono colleghi eccellenti come Giuseppe Brescia che illustra le nostre proposte di legge per tagliare i finanziamenti pubblici ai giornali, oppure Massimo De Rosa in materia ambientale contro un decreto che vuole appoggiare le trivellazioni nel Mezzogiorno.

Però Pizzarotti resta giù dal palco. Come mai tutti questi silenzi ambigui intorno a lui?

Non conosco Pizzarotti e spero di incontrarlo al Circo Massimo. Comunque ha detto una cosa che sottoscrivo: «Non contano le persone ma le idee». E le idee che saliranno sul palco saranno anche quelle di Pizzarotti.

Forse il sindaco di Parma è «troppo libero» per il Movimento?

Io non ho mai votato su indicazione di Grillo o Casaleggio. Nessuno ci ha detto di fare ostruzionismo, non sono altri a decidere la nostra strategia parlamentare, siamo tutti liberi. Tre quarti dei partiti qui dicono da fuori cosa votare e i parlamentari eseguono. Si lamentano in tv ma poi votano la fiducia. Il problema di democrazia interna lo hanno loro, noi no.

Ma c’è un problema di leadership, con il verticismo di Grillo e Casaleggio.

Ci sono persone, non soltanto nel gruppo parlamentare, che stanno crescendo e sono già pronte a prendere incarichi di governo. Ecco perché io sono molto ottimista.

Dopo un anno e mezzo a Palazzo, potete dire di aver aperto il Parlamento come una scatoletta oppure siete voi ad essere stati aperti al vostro interno?

Noi non siamo cambiati di una virgola, siamo qui di notte a fare ostruzionismo, restituiamo i soldi, stiamo in mezzo alla gente, nessuno di noi è montato sulle autoblu nonostante la Camera ce ne metta a disposizione. Quante persone sapevano che Montecitorio spende 800mila euro all’anno per i rimborsi viaggi degli ex parlamentari? Quanti sapevano che Pd e Forza Italia sono la stessa cosa e che la legge sul conflitto d’interessi al Pd gliela scrive Sisto di Forza Italia? Quanti sapevano che per tradurre i manuali dei mezzi militari che regaliamo a Gibuti il governo spende 300mila euro? Come opposizione abbiamo sollevato denunce che per vent’anni non sono state fatte. Ora dobbiamo far sì che la gente ci percepisca credibili come forza di governo. E questo evidentemente ancora non è accaduto, altrimenti gli elettori non avrebbero votato in massa il Pd.

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