Isis uccide 46 membri della tribù Albu Nimr

Isis uccide 46 membri della tribù Albu Nimr

Quarantasei membri della tribù Albu Nimr sono stati giustiziati con colpi di arma da fuoco alla testa dai miliziani dello Stato islamico. La tribù si trova nel villaggio di Zauiyat Albu Nimr, a est di Hit, la città conquistata da Isis il 13 ottobre scorso. Siamo nel governatorato iracheno di Al Anbar, a ovest di Baghdad, la cui conquista è strategica per il gruppo terroristico che mira alla presa della Capitale.

A dare la notizia è al Arabiya, che cita fonti mediche. 

Lo Stato Islamico, riferisce la Reuters, ha conquistato il villaggio di Zauiyat Albu Nimr giovedì 23 ottobre. La tribù Albu Nimr difendeva il villaggio fin dall’inizio di ottobre insieme a una piccola unità dell’esercito iracheno che è stata evaquata in elicottero proprio il 23 ottobre insieme al leader della tribù. 

Da quel momento è iniziata l’epurazione tra i membri della tribù. Così riferisce il testimone locale della Reuters. «Cellule dormienti dentro al villaggio hanno assistito lo Stato Islamico fornendo i nomi e i luoghi dei membri illustri della tribù opposti a Isis». Sempre secondo la fonte dell’agenzia, i miliziani avrebbero stilato una lista di 200 nomi, che comprendono i più alti funzionari del villaggio. «E tutti saranno uccisi». 

Con la presa di Hit e di Zauiyat Albu Nimr gran parte della provincia di Al Anbar è sotto il controllo di Isis. I miliziani puntano ora alla base aerea di Ain al Asad e alla diga di Haditha, che ancora resistono. 

Il governatorato di al-Anbar è quello in cui lo Stato Islamico ha sempre avuto più presa. Qui, alla fine del 2013, Isis prese la città di Fallujah e (parzialmente) Ramadi, per poi estendersi gradualmente a ovest, a nord e a est di Baghdad, penetrando nelle regioni di Niniveh, Diyala e Salah al-Din. È qui, nella provincia a maggioranza sunnita dell’Iraq, che i miliziani jihadisti sono riusciti ad ottenere maggiore collaborazione da parte delle tribù locali, stanche delle politiche settarie dell’ex premier iracheno, lo sciita al-Maliki. 

Non è un caso che il governatorato di Al Anbar è stato anche terra di al Qaeda  – attiva con il nome di al Qaeda in Iraq – durante le guerra degli Usa contro Saddam nel 2003. 

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