Negli Stati Uniti si vota, pensando alla marijuana

Negli Stati Uniti si vota, pensando alla marijuana

Fin da quando gli elettori di Colorado e Washington (Stato, non D.C, ndr) hanno deciso di fare un esperimento politico senza precedenti nel 2012 con la legalizzazione della marijuana, ci sono state due grosse questioni: quali saranno gli effetti della legalizzazione? Quali altri stati seguiranno le loro orme? Le elezioni di midterm del 2014 (il 4 novembre, ndr) saranno il primo grosso test per la seconda domanda. Gli elettori dell’Oregon, dell’Alaska e di Washington D.C. dovranno decidere se i loro Stati rappresenteranno la seconda ondata di legalizzazione, ognuno con le sue caratteristiche:

Oregon:
L’Oregon molto probabilmente adotterà una misura molto simile a quella del Colorado, ma con ancora meno tasse. Come il Colorado, l’Oregon ha sviluppato un robusto sistema regolatore per l’uso medico della marijuana, e si propone di convertirlo a un più largo scopo ricreazionale, in questo modo portando onestà a un sistema in cui “medico” spesso è un termine troppo inflazionato. La riforma permetterà la coltivazione domestica e lo scambio non a fini commerciali (…)

Alaska:
Gli elettori dell’Alaska decideranno su una riforma per molti versi simile a quella dell’Oregon. Allo stesso modo del Colorado, la legalizzazione in Alaska permetterà la coltivazione domestica fino a sei piante e lo scambio non commerciale secondo il regolamento. Lo Stato si appoggia interamente sulla coltivazione in casa e sugli operatori sanitari per la produzione e il rifornimento del mercato medico, e la possibile partecipazione dell’Alaska alla marijuana ricreativa richiederà allo Stato di disegnare e sviluppare una regolazione implementata ex-novo (…)

Washington D.C.:
La riforma nella capitale, criticata e acclamata, è essenzialmente solo una piena depenalizzazione. Il Consiglio di Washington ha già decretato che il possesso di piccole quantità di marijuana viene punito con una piccola multa di 25 dollari grazie a una legge promulgata quest’anno, ma la riforma andrà oltre, rimuovendo qualsiasi imputazione penale per il possesso di piccole quantità o lo scambio non lucrativo. (…)

Quindi, cosa possiamo aspettarci la prossima settimana? I sondaggi suggeriscono che ci sono grosse possibilità che le tre proposte passino, con l’Oregon e D.C. quasi sicuri. Queste mosse si situano tra la élite politica e il grosso pubblico, che hanno lentamente cambiato il loro orientamento sulla questione. In entrambi gli Stati e nel District, i legalizzatori sono finanziati meglio degli oppositori. Questo vantaggio monetario e un effetto velocizzante creato dalle esperienze di Colorado e Washington (Stato, ndr), favoriscono la legalizzazione. Ma la natura dell’elettorato di midterm, che tende a essere più anziano e più repubblicano, e quindi tradizionalmente conservativo, fa della legalizzazione un peso politico più importante che durante un anno elettorale presidenziale. Da un punto di vista differente, la causalità potrebbe anche andare nella direzione opposta: la legalizzazione della marijuana potrebbe aiutare i candidati democratici in un altrimenti misero anno, con risultati potenzialmente enormi sulla corsa per il seggio dell’Alaska al Senato. Alla fine, a prescindere da cosa decideranno il 4 novembre gli elettori di Oregon, Alaska e D.C., possiamo aspettarci che il movimento per la legalizzazione si espanderà, e che probabilmente il 2016 sarà l’anno più cruciale per la cannabis negli Stati Uniti.

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