Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, http://www.carodirettore.eu/, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.
Si dovrebbe spiegare che cosa significa essere cittadini
Da una ventina d’anni parliamo della “casta” evitando il vero problema che è la differenza tra il livello della nostra opinione pubblica e quello di altri paesi con i quali dobbiamo confrontarci nel contesto europeo. Un più basso livello medio di istruzione, meno libri letti, un senso civico troppo spesso negoziabile, o inesistente, l’idea che lo Stato siano gli “altri”, che aggirare le regole si traduca in un vantaggio personale. Non è così. È il rispetto della legalità e della cosa pubblica che porta una migliore qualità della vita, nonché tangibili vantaggi, per esempio in termini di investimenti esteri, come ha ricordato il governatore Visco. Milioni di persone che ragionano e agiscono in senso acivico e familistico fanno più danno al Paese di mille parlamentari, per corrotti e incompetenti che siano. Basterebbe spiegare che cosa significa essere cittadini, che cos’è il debito pubblico, a che servono le tasse, come funziona l’economia. Non è facile, ma neanche impossibile. Costa poco e dà vantaggi di gran lunga superiori al costo.
Daniele Argelli, La Repubblica 13 novembre
Dov’è finita la riduzione delle società pubbliche?
Perché il presidente del Consiglio non cerca di spiegare ai tanti italiani che gli hanno dato fiducia l’accantonamento del progetto iniziale di riduzione da 8.000 a 1.000 delle società partecipate dal pubblico? Forse perché è molto più facile proseguire nel continuo strisciante aumento di tasse e imposte sul già martoriato ceto medio a carico del quale gravano praticamente tutte le manovre fiscali dell’ultimo decennio, compresa quella dei famosi 80 euro mensili.
Raffaello Caropreso, Corriere della Sera 13 novembre
E se invece di sciopero generale lo chiamassimo superponte?
Allora, la Cgil ha dichiarato lo sciopero generale venerdì 5 dicembre. Poi c’è sabato 6, domenica 7 e lunedì 8 dicembre che è l’Immacolata. Quattro giorni puliti puliti a casa! I super pontieri hanno colpito ancora. Altro che crisi: meno male che ci sono i sindacati a sfracassare il Pil!
Carlo Olivi, ItaliaOggi 13 novembre
Artissima: come sono distribuiti i contributi?
Se Artissima genera ricavi per 10 milioni di euro a hotel, ristoranti e negozi, come riportato ieri su queste pagine, visto che costoro ne hanno tratto un giusto tornaconto, che il prossimo anno le associazioni di categoria se ne ricordino al momento di contribuire alla organizzazione dell’evento, Visto che quest’anno comparivano con il loro logo di fianco a Regione, Provincia e Comune, così, senza andare nel dettaglio, sarei curioso di sapere con quale percentuale di contribuzione ne hanno fatto parte. E’ giusto promuovere certe iniziative per il buon nome della città e per attirare il turismo ma non sempre a pagare devono essere i soliti e a incassare gli altri.
Flavio Rossi, La Stampa 13 novembre
Si sapeva in partenza che sul matrimonio, a Milano, sarebbe finita così
Il sindaco di Milano sta stracciando le leggi sul matrimonio…Certo chi l’ha eletto (sembrava quasi un trionfo, come nel caso di Obama) dovrebbe farsi qualche domandina: non si sapeva già in partenza che l’esito sarebbe stato questo?
Gabriele Zanola, Brescia, Avvenire 13 novembre