Viva la FifaI giovani che prenderemo al Fantacalcio fra cinque anni

I giovani che prenderemo al Fantacalcio fra cinque anni

La recente polemica di Antonio Conte sulla Nazionale lasciata sola ha spinto il nostro governo del calcio ad accellerare il cambiamento. Il 20 novembre, la Federcalcio ha riformato la Serie A, con l’introduzione di alcune norme soprattutto dedicate ai giovani. Dalla prossima stagione, le rose dovranno essere composte da 25 giocatori, di cui quattro del vivaio di appartenenza e altri quattro cresciuti in Italia. La riforma nel tempo dovrà essere più radicata e dovrà spingere i nostri club ad investore meglio sui propri settori giovanili. Perché spesso ci si lamenta che il nostro calcio non produce più talenti. Ma siamo sicuri? 

Abbiamo provato a selezionarne alcuni, dividendoli per ruolo. Siamo sicuri che fra massimo cinque anni, ci ritroveremo a comprarli al Fantacalcio.

​Portieri

Alex Meret  (classe ’97)

Quando lo scorso anno Simone Scuffet (classe ’96) cominciava a farsi strada in Serie A, a Udine quasi sussurravano «Sì, è forte, ma dietro di lui ce n’è uno ancora più forte». Parlavano di Alex Meret. Friulano, inizia nel Rivolto, passa al Donatello, quindi passa 7 anni nell’Udinese. Nel settore giovanile bianconero gioca sotto età in Primavera 7 partite, promosso dagli Allievi.

Concentrato, sa usare entrambi i piedi. Già Nazionale Under 16, è convocato in Under 17 con la quale gioca le qualificazioni per Europei di categoria. Il suo punto di riferimento? Quasi ovvio: Samir Handanovic.

 https://www.youtube.com/embed/n8CdvDAms1Y/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Pierluigi Gollini (’95)

Fisico forte, comincia da attaccante. Finisce alla Spal, dove diventa portiere e viene notato da Inter, Milan e Sampdoria. Corvino si muove prima di tutti per portarlo alla Fiorentina. Le altre pagano in scambio giocatori, i viola in contanti: va a Firenze e conquista la Nazionale. Dopo un anno, un emissario di Ferguson che vive in Emilia lo nota e lo porta a Manchester United. In Inghilterra scopre un’altra cultura sportiva: lì fa palestra anche dopo la gara, si corre sempre. Resta lì 3 anni, rafforza fisico e tecnica, ma si trova male con il clima, torna in Italia all’Hellas Verona grazie al direttore tecnico Sean Sogliano.

Molto forte nelle uscite, è considerato il più temerario della sua generazione.

 https://www.youtube.com/embed/JhUTryha4uE/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Difensori

Saverio Madrigali (’95)

Pisano con un passato nelle giovanili della Fiorentina, è considerato uno dei migliori prodotti del vivaio viola assieme a Bernardeschi e Fazzi. Nel 2011, il Manchester United si era interessato a lui, che però aveva già firmato per i viola. L’anno successivo si infortuna in maniera seria al ginocchio e salta buona parte della stagione con gli Allievi Nazionali. Dopo un passaggio alla Primavera, ora Madrigali è in prestito al Pontedera, in Lega Pro.

Difensore centrale completo, forte di testa e nei contrasti, è dotato anche di una visione di gioco che ne fa un interprete moderno del ruolo.

 https://www.youtube.com/embed/O0thwF-BngE/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Luigi Luciani (’96)

Nato e cresciuto in Puglia, nel 2010 viene convinto a fare qualche provino in giro per l’Italia. Juve e Roma lo testano, ma non restano convinte. Chi lo è invece è la Sampdoria, che inserisce tra i Giovanissimi. Vince lo scudetto con gli Allievi. Poi l prestito allo Spezia, dove gioca poco. Oggi è tornato alla Samp, in Primavera.

Terzino destro veloce e tecnico, si fa vedere anche in area avversaria: suo il gol del 2-0 nel derby contro il Genoa. Può giocare anche da centrale, ma è sull’esterno che regala il meglio di sé, grazie anche ai buoni tempi di inserimento.

 https://www.youtube.com/embed/v3qHDHXo6cM/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Sebastiano Luperto (’96)

Leccese, nasce attaccante esterno sinistro, ma nelle giovanili del Lecce cambia ruolo, trasformandosi via via in difensore centrale mancino. Nel Viareggio 2013 viene visionato da Fiorentina e Napoli, con la seconda ad aggiudicarselo: la possibilità di giocare la Youth League, la Champions giovanile, spinge Luperto ad accettare l’offerta azzurra. Curiosità: i compagni lo chiamano “L’Albiol di Lecce” per la somiglianza con il difensore spagnolo.

La caratteristica tecnica migliore di Luperto sono i colpi di testa e il senso della posizione: abilità che spesso utilizza per andare a segno sui calcio piazzati.

 https://www.youtube.com/embed/VXigokW_rkk/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Elio Capradossi (’96)

Nato in Uganda, cresciuto in Italia, comincia a giocare nelle giovanili della Lazio. Poi va alla Roma, passando per la Lodigiani. Si conquista la maglia della Nazionale cominciando dall’Under 15 e arrivando fino all’Under 17 di Zoratto. Ha già segnato tre gol con l’Under 16.

Capradossi è forte nello stacco di testa, è veloce e bravo a giocare soprattutto d’anticipo. 

 https://www.youtube.com/embed/5tbZ1LaRMq0/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Centrocampisti

Luca Crecco (’95)

Viene dal settore giovanile della Lazio dove ha vinto Coppa Italia e scudetto Primavera, Oltre alle soddisfazioni ottenute in uno dei settori giovanili migliori d’Italia, in maglia biancoceleste ha vissuto un brutto momento. Nella semifinale del torneo di categoria contro il Torino, in uno scontro di gioco, Crecco si infortuna in maniera seria. Si fa male alla clavicola, fatica a respirare e arriva a tossire sangue. Una corsa in ospedale, la grande paura, poi tutto si risolve per il meglio. Dopo aver esordito in Serie A contro la Juventus, ora Crecco è in Serie B, in prestito alla Ternana.

Esterno sinistro è fisicamente importante (è alto 1,87 cm), ma riesce a combinare tale dote con quelle di grande agilità e coordinazione, come dimostra il gol al volo contro il Napoli.

 https://www.youtube.com/embed/YzqnFWeP_Ak/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Nicolò Fazzi (’95)

Lucchese, cresce nel vivaio viola e si mette già in luce con gli Allievi Nazionali, per poi ripetersi in Primavera con il tecnico Leonardo Semplici. Gioca in Serie B nel Perugia, in prestito, assieme ad un altro esterno promettente di scuola Torino, Vittorio Parigini. Il 9 ottobre 2014 ha esordito in Nazionale Under 20.

Esterno puro, destro naturale molto tecnico e veloce.

 https://www.youtube.com/embed/eE-MJmWjSnE/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

 

Federico Bernardeschi (’94)

Tra i giocatori offensivi, è il più completo tra i giovani italiani assieme a Mastour. Il carrarino Bernardeschi si è affermato sia tra gli Allievi Nazionali che nella Primavera viola, per poi fare il grande salto. Lo scorso anno è finito in prestito al Crotone in Serie B: 38 presenze e 12 gol. Torna alla Fiorentina per il ritiro estivo, ma stavolta Vincenzo Montella lo blocca in viola. E a giudicare da come è andata nella prima parte di stagione, ha fatto bene. Bernardeschi non è andato a segno in campionato, ma ha già firmato due gol in Europa League e uno con la Nazionale Under 21, di cui è stato titolare fino all’infortunio al malleolo che lo terrà fuori fino a fine stagione.

Tecnica, velocità, visione di gioco e senso del gol sono le sue caratteristiche principali.

 https://www.youtube.com/embed/ySFbSApz3yg/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Demetrio Steffè (’96)

Triestino, nel 2008 convince la Triestina a tesserarlo. Nel 2010, durante uno stage organizzato dall’Inter, viene notato dai dirigenti, che gli offrono una possibilità negli Allievi Regionali. Nel 2013 va in prestito alla Primavera del Chievo, dove vince il campionato e diventa uno dei pilastri del centrocampo. Ora è alla Primavera dell’Inter, dove sta andando alla grande e ha segnato uno dei gol più belli dell’anno nel derby contro il Milan.

Centrocampista duttile, può essere impiegato in entrambe le fasi di possesso e non-possesso.

Matteo Messetti (’95)

Campione d’Italia Primavera con il Chievo Verona, oggi è in prestito alla Cremonese in Lega Pro.

Estreno sinistro, veloce, dotato di un tiro potente e preciso da fuori (che sa usare anche a incrociare), può giocare anche da trequartista. Da entrambe le posizioni sa sfruttare la propria velocità e il dribbling secco nello stretto. Per ora è fermo a quota un gol tra i professionisti, ma in Primavera ha segnato diverse volte, indifferentemente dal ruolo in cui è stato impegnato.

Attaccanti
 

Hachim Mastour (’98)

Prima intervista a Sky:

«Perché tutti ti vogliono?»
«Forse perché faccio cose che gli altri non fanno».

La prima maglia da grande squadra che indossa è quella dell’Inter, in un torneo a Roma. I nerazzurri vincono grazie alle sue prodezze, ma il club non può acquistarlo, perché il reggiano Hachim, nato in Italia da genitori egiziani, secondo il regolamento non può lasciare la propria regione fino ai 14 anni. Viene quindi girato alla Reggiana: 25 gol nel 2011 tra i Giovanissimi Regionali. L’Inter lo aspetta, ma subito dopo il compimento dei 15 anni il Milan lo soffia ai cugini per 850mila euro. L’agente è Dario Paolillo, lo stesso che fu di Kakà.

Destro, sinistro, dribbling nello stretto, testa alta, azioni fisicamente impossibili. Guardare per credere.

 https://www.youtube.com/embed/BWkvySPHu1s/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Davide Di Molfetta (’96)

Attaccante di scuola Milan, comincia a giocare a Sesto San Giovanni, all’Oratorio Salesiano Rondinella. Quindi, le giovanili rossonere. Si mette in luce tra i Giovanissimi Nazionali, dove in una sola stagione segna 18 gol. Gioca sotto età prima negli Allievi, poi nella Primavera, ma in maniera non sempre continua per colpa di alcuni guai muscolari. Oggi è una delle certezze della Primavera di Brocchi. In Nazionale ha fatto parte di Under 16 e 17 e oggi è nell’Under 18 allenata da Vanoli.

Preferisce giocare esterno, ruolo nel quale si esalta per estro e velocità, ma può stare anche dietro le punte grazie al dribbling e alla visione di gioco.

 https://www.youtube.com/embed/rwkdGcscEb0/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Federico Bonazzoli (’97)

Sedici anni, undici mesi e diciassette giorni. Bonazzoli è stato il più giovane debuttante in Serie A, in maglia Inter contro il Chievo lo scorso maggio. Un traguardo tagliato dopo aver bruciato le tappe in tutto il settore giovanile nerazzurro. Lo stesso è successo anche in Nazionale: fa già parte del giro dell’Under 21 di Gigi Di Biagio.

A differenza di Icardi, Bonazzoli è un attaccante moderno. Non resta in area, ma aiuta i compagni nella costruzione della manovra. Non è un caso che quest’anno venga più usato come attaccante in appoggio che come prima punta, perché in grado di fornire assist così come di fare gol.

 https://www.youtube.com/embed/JMJh5aFFuzs/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Alberto Cerri (’96)

Come Bonazzoli, Cerri ha bruciato le tappe. Ha giocato spesso sotto età nelle giovanili del Parma, arrivando a debuttare in prima squadra a 16 anni nel 2013 contro il Pescara in serie A. Nello stesso anno, è protagonista sia in positivo che in negativo tra gli Allievi Nazionali. Contro la Juventus, nella semifinale dei playoff, segna una tripletta, ma salta la finale causa squalifica per un presunto insulto razzista ad un avversario. Sì, presunto: gli stessi giocatori juventini lo scagionano, ma la squalifica di 3 turni gli resta e salta la finale del torneo.

Di Cerri, oggi in prestito in B al Lanciano, si dice che sia il nuovo Hernan Crespo. Lo scorso anno, ha segnato 12 gol in 19 gare e ha vinto il premio Golden Boy al Torneo di Viareggio con la maglia del Parma in Primavera. Donadoni lo ha fatto allenare con la prima squadra prima del passaggio in prestito al Lanciano, dove ha segnato 4 gol in 9 gare. Forte fisicamente, grande senso del gol. L’infortunio grave che ha subito e che lo terrà fuori per qualche mese potrebbe rallentarne la crescita: starà al Parma gestirlo al meglio.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter