Le app che salvano le donne dalla violenza

Le app che salvano le donne dalla violenza

Una donna ogni due giorni. In Italia nel 2013 i femminicidi sono stati 179, il 14% in più dei 157 del 2012. Ma se oggi le relazioni, anche quelle pericolose, possono nascere e vivere sul Web, allo stesso modo la tecnologia può andare in soccorso delle donne vittime di violenza.

Sei mesi fa su Google Play e App Store debuttava “Sos Stalking”, la app creata dall’omonima associazione milanese con il patrocinio della provincia meneghina. Tramite l’applicazione, la vittima o chi si sente minacciato può geolocalizzarsi in pochi secondi e vedere sullo schermo dello smartphone i centri antiviolenza e le sedi delle forze dell’ordine più vicini. Non solo: scrivendo email e numero di telefono in un apposito form, entro 48 ore si viene ricontattati dal team di avvocati e psicologi dell’associazione per una consulenza gratuita. Da maggio a oggi l’applicazione è stata scaricata più di 10mila volte. E in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, viene lanciata la campagna #NONSIETESOLE per diffondere questo nuovo strumento tra chi è vittima di maltrattamenti e stalking, con testimonial come Emanuela Folliero e il rapper Jake La Furia dei Club Dogo.

«Abbiamo lanciato questa app nella speranza che potesse rappresentare uno strumento in più in mano alle vittime», spiega l’avvocato Lorenzo Puglisi, creatore dell’applicazione e fondatore della associazione “Sos Staliking”. «Nel 2014 il trend dei femminicidi ha subito una flessione del 25% rispetto all’anno precedente. Ciò nonostante, non può essere trascurato che secondo il recente rapporto Eures, ben il 51,9% delle vittime di omicidio (17 in valori assoluti) aveva segnalato/denunciato alle istituzioni le violenze subite. Per questo la domanda che dobbiamo continuare a farci è: quante donne avremmo potuto salvare se fossimo intervenuti per tempo?».

Una delle prime segnalazioni avvenute tramite la app è arrivata da una donna di 37 anni, che ha scritto a Sos Stalking dopo aver ricevuto diverse lettere cartacee con minacce di morte. Per un po’ di mesi, lo stalker ha smesso di inviare lettere. Ma poi si è rifatto vivo con telefonate minacciose sul telefono di casa. «Abbiamo accompagnato la donna al servizio di tutela donne e minori dell’Ospedale Niguarda di Milano», racconta Puglisi. «Alla fine si è scoperto che lo stalker era un ex fidanzato di 16 anni prima, che per caso l’aveva vista per strada e così gli era tornato l’astio per la separazione. Per lui è stata disposta la custodia cautelare in carcere per due mesi, poi ha avuto gli arresti domiciliari e infine è stato condannato a otto mesi di carcere».

Sempre a Milano, la Asl e l’associazione Telefono Donna hanno lanciato l’applicazione gratuita “Stop Stalking” in cinque lingue diverse: italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo. La app offre la possibilità di memorizzare su un diario date ed eventi violenti o preoccupanti, dagli appostamenti alle percosse, segnalando anche la presenza o meno di testimoni. Le informazioni poi possono essere inviate allo sportello stalking di Telefono donna aperto 24 ore su 24. Tramite la app, è possibile compilare la scheda dello stalker “per tenere traccia delle caratteristiche della persona che ti perseguita”. Nel menù si trovano anche un manuale antistalking, le norme e le leggi di riferimento, e un elenco di “8 regole per difendersi dallo stalking”. Alla numero 6 si legge: “usa due cellulari, uno solo per te e uno per raccogliere sms/chiamate dello stalker. Non rispondere mai alle sue telefonate: se rispondi lo confermi nella sua posizione”. E alla numero 4: “sii più razionale che emotiva, accetta la realtà per cambiarla”.

E questo è uno dei passaggi più complicati. Perché, come rivelano i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, il 39% degli omicidi e il 30% delle violenze contro le donne vengono commessi dai partner, ed è difficile denunciare il proprio compagno. In Italia, lo scorso anno, in base ai dati dell’ultimo rapporto Eures, sette donne su dieci hanno perso la vita per mano di mariti o fidanzati che avrebbero dovuto proteggerle e che invece si sono rivelati assassini. Uomini che non hanno accettato la fine di una relazione, di un tradimento o la volontà di indipendenza delle proprie compagne. Le donne uccise da mariti o partner nel 2013 in Italia sono state 55, 18 le vittime di ex mariti o ex fidanzati, 8 quelle uccise da partner non conviventi. E se per dieci anni quasi la metà dei femminicidi era concentrata nel Nord Italia, dal 2013 si registra una inversione di tendenza, con il Sud che è diventata l’area più a rischio con 75 vittime e una crescita del 27% rispetto all’anno precedente. Il Nord, dove lo scorso anno sono state uccise 60 donne, è l’area in cui si verificano più omicidi in famiglia, 8 su 10. Le regioni più violente sono invece Campania e Lazio, con 20 vittime ciascuna. Secondo l’Agenzia dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in Italia il 27% delle donne ha avuto esperienza di violenza fisica o sessuale, nel 19% dei casi da parte dei partner, nel 18% dei casi in ufficio e per il 6% da un altro membro della famiglia.

Save the Woman è il nome di un’altra applicazione lanciata da Smartland, società impegnata nello studio di strumenti informatici per il sociale, insieme alla criminologa Roberta Bruzzone. La app non interviene quando la violenza è già in atto, ma è fatta per prevenire gli episodi di violenza. Si parte con un test progettato da un team di ingegneri, psicologi e criminologi da fare direttamente sul proprio smartphone. Una volta stabilita, in base ai risultati del test, la misura del rischio di violenza di una donna con il proprio partner, la app consiglia di rivolgersi a uno dei centri antiviolenza pubblici nella regione di provenienza o a uno degli specialisti segnalati.

A Bolzano hanno da poco presentato la App delle ragazze, sviluppata dalla Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne e il Servizio donna, che contiene consigli su come difendersi dalla violenza e un pulsante di Sos che attiva sul cellulare il messaggio vocale “Al fuoco, al fuoco“ insieme a una segnalazione luminosa che attira l’attenzione dei passanti. Una new entry lanciata per la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne è la app Shaw, acronimo di Soroptimist Help Application Woman, che permette di chiamare direttamente il 112 in caso di pericolo immediato, o il 1522 (Rete nazionale antiviolenza). Basta attivare la funzione “click to call” per far partire la chiamata. 

Alcuni dei testimonial della campagna #NONSIETESOLE:

(Jake La Furia – Club Dogo)

(Emanuela Folliero)

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