Ragazza non vedente umiliata al concerto di Cremonini

Ragazza non vedente umiliata al concerto di Cremonini

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Niente prima fila al concerto perché sono non vedente

Ho 25 anni e sono una ragazza non vedente: giovedì scorso sono andata a Bologna ad assistere al concerto di Cesare Cremonini. Sono entrata all’Unipol Arena e sono andata con un mio amico anche lui non vedente e con il ragazzo che di solito ci accompagna, in prima fila, davanti al palco, cosa che ho sempre fatto in tutti i concerti. Poco dopo è arrivato un dipendente della sicurezza vicino a me e mi ha letteralmente spostata a forza dicendo che non potevamo assolutamente stare nel parterre, ma che dovevamo stare nei posti riservati del settore disabili. Gli ho risposto che avevamo dei biglietti regolari per il parterre, ma non è servito a nulla. Mi sono sentita umiliata. Sono non vedente, ma posso stare con i vedenti durante un concerto, fare amicizia e divertirmi con loro.

Chantal Pimienta Sosa, Milano, Repubblica 12 novembre

Fermiamoci a riflettere sulle condizioni dell’infanzia

Il 20 novembre ricorre la giornata mondiale dedicata all’infanzia e all’adolescenza ma, ascoltando certe notizie che riguardano bambini e ragazzi, ogni “celebrazione” assumerebbe le sembianze di un finto e inutile rituale. Oggi potrebbe essere un occasione di riflessione sulla condizione minorile nella nostra epoca: in ogni contesto del pianeta essa suggerisce più interrogativi ed inquietudini che rassicuranti tutele. In una cornice esistenziale che non è certo fatta a misura di minori: tutto sembra essere pensato e costruito per ostacolare e rendere ardua e faticosa l’opera educativa della famiglia e della scuola. Ma se volgiamo lo sguardo altrove troviamo condizioni di vita sovraesposte ad ogni tipo di violenza ed efferatezza: pensiamo ai minori che vivono in mezzo agli orrori della guerra, alle migrazioni di massa, agli eccidi. Per “onorare” il senso di questa ricorrenza si dovrebbe dedicare una pausa di riflessione a questo olocausto che non può lasciarci indifferenti.

Francesco Provinciali, Giudice onorario tribunale minori di Milano, Repubblica 12 novembre

Tutti a criticarla ma la Germania resta un modello

Leggo sempre più spesso critiche rivolte alla Germania. Ma come si spiega che è il Paese col minor tasso di disoccupazione in Europa (5-6%, dopo l’Austria), col massimo avanzo di bilancio (grazie all’export mostruoso), le migliori tutele sociali, e non riesce ad andare in recessione (le ultime previsioni ritoccate la danno ancora intorno all’1-1,5%) nonostante la bastonata delle sanzioni anti-Putin (di cui la cancelliera Merkel avrebbe fatto molto volentieri a meno)? Questa visione di una Germania suicida (e omicida) per «austerità», mi sembra quantomeno approssimativa e forse ideologica. Credo, per quel che vale il mio giudizio, che le cose stiano molto diversamente.

Flavio Cuniberto, Perugia, Messaggero 12 novembre

Rodotà: gratificazione altro che amarezza

Per la seconda volta in poco tempo sono state pubblicate notizie a me riferite parlando di una “amarezza” a proposito della ormai lontana vicenda delle votazioni per la presidenza della Repubblica, anche se l’ultima volta mi ero semplicemente rifiutato di fare alcuna dichiarazione. So bene che ormai si sceneggiano anche le telefonate, ma posso assicurare che quello stato d’animo non mi appartiene. Aggiungo che quella vicenda è stata per me di grandissima gratificazione, che continua ancora oggi vista l’attenzione intensa che mi dedicano tante persone. L’opposto dell’amarezza. Che cosa devo fare per non cadere nella trappola della telepatica scoperta degli stati d’animo? Interrompere la comunicazione quando arrivano alcune, peraltro gradite, telefonate?

Stefano Rodotà, Corriere della Sera, 12 novembre

Quattro righe perse salvano le pensioni d’oro

Attenzione: si sono smarrite quattro righe di testo della legge Fornero. Il loro contenuto stabiliva che anche le pensioni d’oro, come tutte le altre pensioni normali, non potevano superare un determinato tetto. E poiché il testo sembra si sia smarrito, le pensioni d’oro non hanno tetti massimi. Chiunque le ritrovasse è pregato di avvisare la loro padrona, la Repubblica Italiana, che però non sembra essere molto addolorata dalla loro scomparsa!

Simone Balboni, Faenza (Ra), Corriere della Sera 12 novembre

I dipendenti di Camera e Senato rinnegano l’autodichia

Sono cinquecento i dipendenti della Camera e del Senato che hanno fatto ricorso contro i tagli ai loro stipendi. Chiedono complessivamente 18 milioni di euro di danni. Gli uffici di presidenza che fanno capo a Pietro Grasso e a Laura Boldrini sono preoccupati. La novità è che questi lavoratori si non rivolti al Tar e ai giudici del lavoro esterni all’amministrazione, stavolta infischiandosene dell’autodichia (autonomia assoluta di cui godono le Camere) che gli andava bene quando si attribuivano le pensioni e gli stipendi a piacimento.

Domenico Mossello, ItaliaOggi 12 novembre

Chiudiamo con l’Iran che ha dichiarato i cani esseri immondi

L’Iran ha dichiarato che i cani sono esseri “immondi ed impuri”. Rivolgiamo un appello alle autorità nazionali, al Capo dello Stato e a Renzi perché si ritiri l’ambasciatore italiano in Iran e si interrompano i rapporti diplomatici con questo paese. Riteniamo immorale e inconciliabile con la nostra civiltà una simile presa di posizione contro i cani, un animale che da sempre è l’amico più fedele dell’uomo ed è figura indispensabile e utile per la nostra vita quotidiana. Riteniamo, invece, che immonda sia la mente delle autorità iraniane offuscate dal fanatismo religioso.

Susanna Boscaro e Sergio Celin, Padova, Giornale 12 novembre

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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