Usa-Cina: dopo l’accordo sul clima, resta lo smog

Usa-Cina: dopo l’accordo sul clima, resta lo smog

Mercoledì 12 novembre Usa e Cina hanno firmato un accordo per la riduzione dei gas serra. Il testo, scrivono le agenzie, prevede che la Cina raggiunga il picco delle emissioni nel 2030 e di cominciare a tagliarle da quel momento in poi. Entro quella data, ha annunciato il presidente cinese Xi Jinping, le fonti energetiche “pulite”, come il solare e l’eolico, potrebbero rappresentare il 20 per cento della produzione totale cinese. Gli Stati Uniti, da parte loro, hanno confermato che taglieranno le loro emissioni del 26-28 per cento entro il 2025. Il segretario dell’Onu Ban Ki-moon lo ha definito «un importante contributo al nuovo accordo sul clima che deve essere varato l’anno prossimo a Parigi».

Eppure deve esserci qualcosa che non va se il sito di informazione statunitense Politico, ha scritto un articolo intitolato The climate deal that almost wasn’t, che in italiano suona più o meno così: «L’accordo sul clima che per poco non lo era». Un titolo simile non è stato scelto solo perché il documento da firmare è stato preparato all’ultimo, addirittura completato il giorno in cui il Presidente Usa Barack Obama è partito per Pechino. E nemmeno perché l’accordo è frutto di lunghi mesi di trattative segrete. 

Anche se è la prima volta in assoluto che la Cina fissa un limite alle sue emissioni di gas serra, e questo di per sè è un buon risultato raggiunto dalla Presidenza Obama, l’accordo sul clima potrebbe fallire per una serie di motivi. Li abbiamo estrapolato da Politico e ve li elenchiamo qui di seguito, lasciandovi poi alla lettura del sito statunitense per approfondire. 

1. L’accordo potrebbe essere facilmente annullato da parte di un successore repubblicano di Obama

2. Dipende fortemente dalla capacità tecnologica di catturare e immagazzinare anidride carbonica delle centrali a carbone.

3. L’accordo ha sollevato lamentele tra i repubblicani, secondo cui alla Cina non è stato chiesto abbastanza. L’impegno preso da Dragone, cioè di iniziare a ridurre l’emissione di gas serra solo a partire dal 2030, non è molto diverso da quello che probabilmente già avrebbe fatto senza accordo, dicono. «Ai cinesi viene chiesto di non fare niente per i prossimi 16 anni», ha commentato Mitch McConnell, leader dei repubblicani al Senato. 

4. Gli analisti hanno spiegato che gli obiettivi del 2025 promessi dagli Usa non sono sufficienti per abbassare la temperatura media globale, che è di 2 gradi Celsius superiore all’età pre-industriale, considerata dagli scienziati il punto critico da raggiungere per evitare catastrofi future. 

«Spero che questo accordo diventi un punto di partenza per gli aspiranti alla presidenza, e non un tetto a ciò che è possibile fare da parte degli Stati Uniti», ha detto Erich Pica, Presidente del gruppo ambientalista Friends of the Earth. 

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