Droga e armi: la mappa globale del crimine

Droga e armi: la mappa globale del crimine

Se volete capire come funziona la rete della criminalità nel mondo, questa mappa è un ottimo inizio. La trovate nel ben più corposo report dell’Onu del 2010, che riguarda i rapporti transnazionali del crimine mondiale.

Alcune precisioni inziali sono necessarie: la pirateria del corno d’Africa, in seguito a un massiccio intervento militare, in questi quattro anni si è molto ridotta. L’Europa ha anche stabilito di estendere la missione fino al 2016. Manca, al tempo stesso, una ricognizione sul mercato degli schiavi dell’Africa occidentale, che è invece molto esteso.

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In ogni caso, la mappa resta molto interessante. Si vede che, da un lato, esiste un flusso che va dai Paesi più poveri ai Paesi più ricchi. È il caso dell’Afghanistan, che manda eroina all’Europa, o della Colombia, che fornisce droga agli Stati Uniti. Dall’altro lato esiste anche un flusso che va dai Paesi più sviluppati a quelli poveri: sono la Cina e l’India che inviano farmaci contraffatti all’Africa occidentale e orientale.

La mappa rende evidente, poi, quello che si è sempre saputo, cioè che il passaggio di armi dall’Europa dell’Est all’Africa centrale e orientale è alla base delle guerre che dilaniano il continente. I governi sono instabili e c’è spazio per contrabbandieri e criminali per agire indisturbati. È un moto perpetuo di criminalità, soldi, corruzione e disastri. E nessuno può restare indifferente.

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