“Io medico cattolico difendo chi sceglie di morire”

“Io medico cattolico difendo chi sceglie di morire”

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Fine vita: la decisione spetta a chi è senza speranza e Dio comprenderà

Ho letto la lettera del signor Walter Piludu. Sono medico e cattolico praticante, ma proprio per questo mi sento vicino al signor Walter. Ho la stessa sua età e sono, apparentemente, in buona salute. Anche io ho avuto i miei guai: un infarto ed un brutto incidente che avrebbe potuto avere gravi conseguenze portandomi vicino all’inabilità totale. Certamente ogni caso andrebbe accuratamente valutato, ma valutato da chi? Solo il diretto interessato ha piena coscienza della sua situazione, del suo stato fisico. Nessun medico, per quanto esperto potrebbe giudicare le condizioni in cui si trovano certi malati, nessun scienziato potrebbe valutare la disperazione e l’impotenza di questi sfortunati amici — mi permetta ancora di chiamarli così. Penso anche io che a loro, solo a loro, deve essere demandata la decisione di concludere degnamente e dignitosamente la loro esistenza. A noi che sopravviviamo resta solo la possibilità di pregare, pregare perché quel Dio misericordioso li accolga, comunque, nel suo regno. Sono certo che Lui, non vincolato da leggi umane, saprà abbracciare questi nostri infelici fratelli.

Corrado De Paoli, corradodepaoli@gmail.com, la Repubblica, 12 dicembre

Ai rifugiati briciole mentre Buzzi e Co. s’arricchivano

Sono una docente di inglese in un Ctp (centro territoriale per l’educazione degli adulti) di Roma. Preparo ragazzi e adulti, italiani e stranieri, alla licenza media e mi è capitato di insegnare anche a rifugiati che vivono nei Cara (centro di accoglienza per rifugiati in attesa di asilo) dei quali si parla da giorni. Sono stata testimone della fatiscenza nella quale vivevano quelle persone, ma pensavo: il Comune non ha i soldi, questo è quello che possiamo offrire… Poi vengo a sapere di Buzzi, Carminati e di quanto si siano arricchiti lasciandoli in quelle condizioni. Ancora oggi, chiedo ad altri ragazzi di un Cara che vengono a lezione come vivono. Da sei mesi in Italia, per mangiare hanno buoni da 2,50 euro e non hanno soldi neanche per il biglietto dell’autobus per la scuola. Spesso vengono a piedi percorrendo chilometri.

Nadia Losacco, Roma, la Repubblica, 12 dicembre

La maturità va oltre l’autogestione

Autogestirsi implica maturità e senso di responsabilità, qualità fondamentali per ciascuno di noi. Gli studenti vogliono dimostrare, durante l’autogestione, capacità critica e comportamento adulto. Perfetto. Qualcosa però mi sfugge: perché mai partecipazione, senso di responsabilità, esercitazione della capacità critica diventano importanti solo in autogestione? Operatori scolastici, insegnanti, studenti e genitori hanno il diritto di vivere in un ambiente pulito ogni giorno e di vedere, nella partecipazione alla vita della scuola, il rispetto degli spazi e delle persone. Non è esclusiva dell’autogestione. La protesta è un’altra faccenda e non può diventare un rito da ripetere una volta l’anno, nelle settimane che precedono il Natale.

Nadia De Santis, Torinola Repubblica, 12 dicembre

Il presidente del Mali: Ebola devastante quanto una guerra

L’epidemia di Ebola è un promemoria di che cosa significhi vivere nella paura. Per l’Italia questa paura ha fatto un passo verso casa con il rimpatrio di un medico malato di Ebola. In Mali abbiamo convissuto con questa paura da ottobre, quando il primo caso è stato identificato. Ma questa paura va oltre la perdita di vite umane. Una volta l’epidemia sotto controllo, i popoli della regione continueranno a soffrire per anni. Questa situazione deve ricordarci come le malattie infettive non siano solo una conseguenza della povertà, ma anche una delle sue cause principali. Ogni anno centinaia di bambini si ammalano e muoiono di polmonite, e altre malattie infantili, la maggior parte prevenibili con la vaccinazione. Questi vaccini sono ora disponibili grazie al lavoro di organizzazioni come Gavi (Global Alliance for Vaccine and Immunisation, ndr).  In questo ambito l’Italia è un partner generoso e un leader nel facilitare l’accesso al vaccino contro la polmonite. Prevenendo la malattia, i bambini possono crescere sani, andare a scuola e diventare membri produttivi della società. I genitori invece di pagare cure mediche possono continuare a lavorare, aiutando l’economia a crescere. In Mali abbiamo lavorato duramente e fatto grandi progressi. Con l’aiuto di Oms, Unicef e Gavi abbiamo costruito strutture sanitarie incrementando la copertura vaccinale e introducendo nuovi vaccini. Ma come Ebola ha dimostrato, qualunque progresso può essere annullato da un’epidemia se la nostra infrastruttura sanitaria è debole. Tutto questo richiede investimenti: mentre quelli in trasporti, comunicazioni e energia sono in crescita, gli investimenti sanitari lo sono meno. Le nazioni africane hanno un enorme potenziale di crescita e lo sfruttamento di questo potenziale contribuirà a ridurre la nostra dipendenza aprendo nuovi mercati. Insieme possiamo creare stabilità e sradicare la povertà, ma questo viaggio comincia rafforzando le vaccinazioni e il sistema sanitario, per assicurare che i nostri bambini siano protetti dalle malattie. 

Ibrahim Boubacar Keïta, presidente del Mali, La Stampa, 12 dicembre

Le camere di commercio frenano il Pil

Il 3 novembre la nostra società ha tenuto un’assemblea straordinaria per modificare la ragione sociale e aumentare il capitale. Il tutto davanti a un pubblico ufficiale, un notaio, costato circa 1.300 euro. Negli Usa il tutto si sarebbe fatto in dieci minuti con una ventina di dollari di costo, mentre in Italia solo di diritti camerali, cioè quelli spettanti alle camere di commercio, sono stati pagati circa 250 euro. Tartassati, purtroppo, per non avere alcun servizio degno di un’economia avanzata. Il 27 novembre, cioè circa un mese dopo l’atto notarile, la pratica non era ancora stata chiusa dalla Camera di commercio competente per territorio e la vita della società non può procedere regolarmente. Matteo Renzi, come fatto a suo tempo dallo spagnolo Zapatero, aveva promesso di rottamare le Cdc ma nulla poi è accaduto. Le imprese italiane in piena googleconomics pagano tanto per avere servizi da terzo mondo. Così il pil non potrà crescere mai più; è un problema di dissonanza cognitiva con il capitalismo real time nel quale viviamo.

Edoardo Narduzzi, ItaliaOggi, 12 dicembre

Calderoli sorrideva bruciando le leggi e sorride per i 10.000 emendamenti

Ricordo il viso compiaciuto dell’ex ministro della Semplificazione Calderoli davanti al falò delle leggi ritenute inutili. In una foto di ieri ho rivisto il suo viso sorridente mentre trasportava con dei colleghi tre carrelli carichi di faldoni con più di 10.000 emendamenti alla legge elettorale. È proprio vero che nella burocrazia legislativa italiana ciò che è stato faticosamente eliminato tende inesorabilmente a ricrearsi!

Roberto Rinaldi, Bussero (Mi), Corriere della Sera, 12 dicembre

Dietro l’omicidio di Loris non c’è cinismo: c’è il male

Perché su molte testate giornalistiche e in molte tv si parla delle gesta attribuite alla madre di Loris come omicidio con “cinismo”? Ma non si fa prima a dire che dietro a questa brutta storia c’è realmente tanto male? Il giornalisti, forse, hanno paura di scrivere la parola “male”?

Valentino Castriota, Trepuzzi (Le), Avvenire, 12 dicembre