La rivoluzione della produttività passa per la siesta

La rivoluzione della produttività passa per la siesta

Quando il computer si impalla, i programmi non vanno e tutto rallenta, la cosa migliore da fare è spegnere tutto, lasciare che si raffreddi e poi riaccendere. Come per miracolo tutto riprende a funzionare. Bene. La stessa cosa vale per il vostro cervello: quando è surriscaldato, acceso da troppo tempo, è bene spegnerlo qualche minuto e poi rimettersi al lavoro. Si chiama pennichella, il toccasana. Una mano santa per la produttività, il rimedio della nonna nel XXI secolo.

Grazie a internet si è scoperto che esistono legioni di esperti del sonno, e che tutti suggeriscono una siesta di almeno 10 (meglio 20) minuti. Da farsi sempre, quando si vuole e come si vuole. Dove si vuole soprattutto: e questo implica anche il posto di lavoro, luogo non sempre raccomandato per farsi trovare addormentati. Ma è ora che anche questo, insieme a tante altre cose, cambi: la siesta non è roba da pigri. È solo un modo per lavorare meglio, di più. È una rivoluzione, detto in tre parole.

In ogni caso, i consigli possono essere riassunti in poche righe (queste sotto) e un video.

Cinque-dieci minuti di siesta: un pizzico di attenzione in più

20 minuti di siesta: una ricarica veloce ed efficace

60-90 minuti (solo per chi può permetterselo), rinvigoriscono e permettono di affrontare altre cinque ore di lavoro senza sosta

Se vi accorgete che cominciate a sognare, allora significa che siete in carenza di sonno. Appena potete recuperate, vi sarà molto utile.

Il video, invece, è questo:

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