La startup che aiuta gli italiani a curarsi all’estero

La startup che aiuta gli italiani a curarsi all’estero

Viaggiare per curarsi. Il turismo medico, lo spostamento da un Paese all’altro per farsi curare, fa ormai parte dell’industria della salute. Soprattutto se i portafogli, con la crisi, sono sempre più sottili. E soprattutto se, in Italia, alcuni trattamenti non sono permessi o bisogna aspettare mesi per fissare un appuntamento.

Perché spendere mille euro di dentista in Italia se in Croazia, a pochi chilometri dal confine, posso spendere la metà? La domanda se la devono esser posta pure i tre fondatori di Medigo (Ieva Soblickaite, Pawel Cebula e Ugur Samut, rispettivamente lituana, polacco e turco), startup con sede a Berlino che sta costruendo la sua fortuna offrendo ai pazienti di tutto il mondo una piattaforma online in cui poter trovare la clinica giusta nel Paese giusto per il trattamento giusto. Tanto che all’inizio di dicembre Medigo ha annunciato un giro di investimenti da 5 milioni di euro stanziati in larga parte da Accel Partners (il gruppo che ha già contribuito alla crescita di Facebook e Spotify), e a breve si amplierà verso il mercato inglese e americano.

In tutto il mondo, secondo i dati forniti da Medigo, sono circa 7 milioni le persone che viaggiano ogni anno per motivazioni mediche e si calcola che l’industria del turismo medico arriverà a crescere fino a 150 miliardi di euro entro il 2018. Normalmente i pazienti europei si dirigono in Paesi come Ungheria, Polonia e Croazia per la vicinanza, qualità e buoni prezzi, e verso la Thailandia, per la convenienza dei prezzi e la qualità nel servizio.

Gli italiani che hanno viaggiato per motivi medici nel 2009 erano 20mila, nel 2012 sono lievitati a 184mila, nel 2013 sono stati oltre 200mila. «Si spostano innanzitutto per eseguire procedure di odontoiatria e, al secondo posto, quelle di chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva», spiega Giulia Gutterer, una dei due italiani del team internazionale di Medigo. «I principali Paesi di destinazione sono Croazia, Ungheria e Polonia per le cure dentistiche, ma la Turchia per trattamenti di oftalmologia e chirurgia laser. Riceviamo molte richieste anche verso la Thailandia, famosa meta per il turismo medico». Tra le motivazioni, «ci sono sicuramente i minori tempi di attesa, la convenienza e la possibilità di essere rimborsati, essendo ora infatti possibile venir rimborsati se si decide di ricevere un trattamento medico in un altro stato membro dell’Ue». E così come gli italiani si spostano verso sistemi sanitari migliori, i turisti medici arrivano anche da noi, soprattutto dall’Inghilterra, dove alcuni trattamenti sono molto costosi.

La crisi economica, di certo, ha favorito il turismo medico. «È una forte motivazione», aggiunge Giulia Gutterer. «All’estero possono trovare centri abituati a trattare pazienti provenienti da tutto il mondo, dottori con grande esperienza nel settore che spesso si sono formati in università prestigiose, in più risparmiando e magari affiancando qualche giorno di visita in qualche città, sempre se l’intervento lo permette». 

Dalla data del lancio, nel marzo 2014, Medigo ha collaborato con 400 cliniche e ospedali internazionali accreditati, mettendoli in contatto con più di 1.500 pazienti in tutto mondo. Il servizio è gratuito per i pazienti. Una volta completata la prenotazione e ottenuto il trattamento, verrà addebitata alla clinica una commissione sulla base del costo complessivo. «Ci occupiamo di tutto il percorso del paziente dalla partenza al ritorno a casa. Se avete bisogno di un interprete medico, per esempio, ne troveremo uno per voi. Se il paziente non sa dove alloggiare, troveremo i migliori hotel per il vostro budget», spiegano. Nel servizio sono compresi l’organizzazione di voli, trasporti a terra e l’assistenza infermieristica supplementare. Tutto gratuitamente. «Molti pazienti si spostano dagli Stati Uniti, Australia e Regno Unito arrivando a risparmiare fino all’80% sul costo del trattamento desiderato rispetto al prezzo che dovrebbero pagare nel proprio paese», dice l’amministratore delegato di Medigo Ugur Samut. «In media, i pazienti provenienti dagli Stati Uniti arrivano a risparmiare fino a 40.000 dollari per un’artroplastica all’anca e i pazienti del Regno Unito fino a 12.000 sterline sugli impianti dentali e altri trattamenti di odontoiatria».

Per quanto riguarda l’Italia, «coloro che si sono spinti all’estero per le proprie cure sono arrivati a risparmiare fino a 5.000 euro sulle procedure di chirurgia plastica, come ad esempio mastoplastica additiva (plastica al seno), e più di 2.000 euro sugli interventi di chirurgia laser agli occhi e altre procedure di oftalmologia, in paesi come Polonia, Ungheria e Turchia».

Uno dei concorrenti di Medigo si chiama Patients without Borders, Pazienti senza frontiere, secondo le cui stime nel 2014 1,2 milioni di persone viaggiano fuori dai confini nazionali alla ricerca di cure mediche migliori o più convenienti, pagando in media 3.500/5.000 dollari per visita (costo che include spese mediche, trasporti e alloggio). Un mercato che potrebbe valere dai 38,5 ai 55 miliardi in tutto il mondo. 

«La reazione che abbiamo visto da parte dei pazienti ci ha fatto capire quanto sia forte il desiderio di avere il controllo sulle proprie cure sanitarie», dice Pawel Cebula, chief operating officer e cofondatore di Medigo. «Diamo la possibilità ai pazienti di poter scegliere dove recarsi per la ottenere le proprie cure, puntando sulla massima trasparenza sul prezzo come nuovo standard per il mercato medico». Come ha scritto TechCrunch, è un chiaro segnale di come la tecnologia stia entrando in nuovi settori, tradizionalmente non pensati come “tecnologici”. Dopo le pulizie della casa (vedi Homejoy), i trasporti (Uber e Lyft) e gli alloggi (AirBnb), anche il sistema sanitario non resterà immune alle novità tecnologiche. Ovviamente, come Uber e AirBnb, anche Medigo dovrà aspettarsi polemiche e complicazioni nella regolamentazione dei sistemi di assistenza sanitaria. 

Ecco come funziona Medigo in un video

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