Le Poste a una bimba: “Niente lavoro, niente libretto”

Le Poste a una bimba: “Niente lavoro, niente libretto”

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Spetta ai malati di Sla scegliere come (e se) vivere

L’associazione che presiedo ha di recente avviato una riflessione sulle scelte di fine vita. Le conclusioni sono contenute in un documento condiviso. C’è un grande equivoco che va subito chiarito. La rinuncia ai trattamenti che la persona considera ad un certo punto sproporzionati non si configura come eutanasia. Va detto con chiarezza che a provocare morte è la malattia nel primo caso mentre è la somministrazione di una sostanza letale nel secondo. Come sempre accade nella storia delle lotte contro le discriminazioni, il vero grande ostacolo sono l’ignoranza, i pregiudizi e i falsi concetti. La vita è un bene prezioso per noi “sani” ma lo diventa ancor di più per le persone che si trovano ad affrontare prove terribili come la Sla. Le persone con Sla hanno un’incredibile voglia di vivere e tentano con forza di opporsi alla potenza devastante di questo morbo. Tutti i malati che ho conosciuto non chiedono di morire ma chiedono con forza di scegliere come vivere.
Massimo Mauro, presidente Aisla onlus, La Repubblica

Le ridicole richieste delle Poste a mia figlia di sette anni

Arriva una raccomandata di Banco Posta. È indirizzata a mia figlia (7 anni), titolare di un libretto “Io cresco”, riservato ai clienti da 0 a 12 anni. Le comunicano che “non sono ancora presenti tutte le informazioni necessarie ad assolvere agli obblighi di adeguata verifica (es. professione svolta, natura e scopo del rapporto)”. Poi, con tono perentorio, le intimano di presentarsi munita di un documento in corso di validità e codice fiscale “allo scopo di fornire le informazioni necessarie”. Ovviamente fino a quel giorno “Poste Italiane provvederà ad apporre un blocco operativo del rapporto”. Certi burocrati non hanno la minima idea di cosa sia il senso del ridicolo.
Massimo Poggini, La Repubblica
 

La “cupola” romana dimostra la lontananza Stato-cittadino

Nell’immaginario collettivo non vi è la sensazione di vicinanza da parte dello Stato italiano alle problematiche della vita quotidiana; viceversa, si ha sempre più l’idea che lo Stato sia ciò da cui è necessario difendersi. La considerazione è purtroppo quotidianamente suffragata dai fatti: gli ultimi avvenimenti di Roma confermano la distanza tra i comuni cittadini e chi li rappresenta, lo Stato.
Dario Cianci, Corriere della Sera
 

Il patteggiamento alimenta tanti dubbi sulla giustizia

Un automobilista che ha ucciso un bambino sotto l’effetto di droga ed alcool, patteggiando la pena è a casa; il feritore della poliziotta di Rimini, ferita mentre faceva il suo dovere, è a casa. Mi domando: la madre di quel bambino che penserà della giustizia italiana e chi mai potrà darle suo figlio? E la poliziotta con quale interesse e abnegazione continuerà a espletare le sue mansioni?
Annibale Antonelli, Formia (Lt), Corriere della Sera

Ora il Roma ladrona farebbe comodo

Il concetto di Roma ladrona raggiunge il suo picco storico proprio mentre lui ha puntato la linea del partito su una visione più nazionale, in stile lepeniano, e meno Nord-centrica, presentando anche liste al Sud. Almeno sotto questo aspetto, Matteo Salvini ha di che mordesri le mani. Ma con tutto il bendidio che sta saltando fuori sotto il Campidoglio, è ancora in tempo.
Lucio Sironi, Italia Oggi

Ma il vero campo è sconosciuto ai bambini

Un pomeriggio della scorsa settimana, assistendo ad una puntata dello Zecchino d’oro, sono rimasto stupito ed attonito di fronte alle risposte di alcuni bambini, molto attenti e spigliati davanti alla telecamera, sicuramente un’altra generazione rispetto alla mia, ma da dove deriva la mia perplessità ed oserei dire preoccupazione? Il conduttore poneva delle domande in merito al significato di alcune parole, le risposte in genere erano pronte e tempestive, quella che ha lasciato in me il segno è stata questa: ditemi il significato della parola “campo”, cosa ti fa venire in mente la parola “campo”. Il primo bambino ha risposto: “c’è campo dove il cellulare riceve bene”; il secondo bambino: campo da tennis, il terzo bambino: campo da calcio. Probabilmente il campo vero vero è un’altra cosa, ma non lo sappiamo più, la frutta e la verdura viene prodotta dal supermercato! 
Mauro Cora, Moncalieri, Italia Oggi  

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