Obama: Parlerò al Congresso per togliere embargo a Cuba

Obama: Parlerò al Congresso per togliere embargo a Cuba

La diretta twitter dei discorsi di Barack Obama e di Raul Castro. L’annuncio storico

Qui il discorso integrale di Barack Obama

Gli Stati Uniti stanno pianificando di aprire un’ambasciata a Cuba nell’ambito di una serie di colloqui per normalizzare le relazioni con l’isola. Lo scrive l’Associated Press citando funzionari Usa. Agence France Press annuncia con un tweet che Cuba ha liberato 53 prigionieri politici e cita ufficiali statunitensi.

Secondo un dirigente del Congresso, il presidente Usa Barack Obama allenterà l’embargo su Cuba e le restrizioni nei viaggi.

Intanto è atteso per le 18:00 un discorso alla nazione del presidente cubano Raul Castro sulle relazioni con gli Stati Uniti. Alla stessa ora anche il presidente Usa Barack Obama annuncerà un cambiamento nella politica su Cuba.

Secondo l’inviato a New York della Stampa, Paolo Mastrolilli, l’intesa che rallenta l’embargo degli Usa sull’isola è stata raggiunta nell’ambito dei negoziati che hanno portato alla liberazione di Alan Gross, un cittadino americano detenuto da cinque anni. Sempre secondo Mastrolilli, che cita fonti della Casa Bianca, l’amministrazione statunitense potrebbe aprire un’ambasciata a L’Avana nei prossimi mesi, ristabilendo i rapporti diplomatici con Cuba.

I due Paesi non hanno relazioni diplomatiche dal 1961 e usano la Svizzera come mediatore.

L’Embargo commerciale, economico e finanziario fu imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba all’indomani della Rivoluzione castrista e tuttora in vigore. Dopo la presa del potere da parte dei rivoluzionari di Fidel Castro il 17 maggio 1959 viene varata la prima riforma agraria cubana, affidata all’Inra, Istituto Nazionale per la Riforma Agraria, che aveva il compito di espropriare e ridistribuire la terra.

Nel febbraio 1960 il vicepresidente sovietico Anastas Mikojan arriva all’Avana e dichiara che l’Unione Sovietica è disposta ad aiutare Cuba. La giovane rivoluzione poté contare su un prestito di cento milioni di dollari e un accordo per scambiare imponenti quantitativi di zucchero cubano con un’importante fornitura di petrolio sovietico.

Dopo essersi rifiutate di raffinare 300.000 tonnellate di petrolio acquistate dai sovietici, le compagnie statunitensi vengono espropriate. Il decreto di nazionalizzazione, che porta la firma del ministro dell’industria Ernesto Che Guevara, è del 29 giugno 1960.

Il 6 luglio 1960 il Congresso degli Stati Uniti vota una prima misura economica contro Cuba autorizzando il Presidente a ridurre o sopprimere le importazioni di zucchero da Cuba. Il giorno dopo Eisenhower emana un provvedimento che riduce drasticamente tali importazioni per l’anno in corso.

Il 7 luglio dello stesso anno il Parlamento cubano vara una legge che nazionalizza tutte società statunitensi che operano a Cuba.

Con la legge del 13 ottobre 1960 si annuncia la nazionalizzazione di tutte le grandi imprese private. Eisenhower risponde il 17 dello stesso mese con il ritiro dell’ambasciatore statunitense e la decisione di ridurre ulteriormente i commerci bilaterali.

Il 20 ottobre 1960 venne istituito un ampio embargo sulle esportazioni in base all’Export control Act del 1949. 

Le misure economiche contemplano, oltre al drastico crollo delle importazioni di zucchero, il divieto di ogni tipo di commercio eccetto cibo e medicine. 

Nel 1961 Washington interrompe tutte le relazioni diplomatiche con L’Avana.

Nell’aprile del 2013 Barack Obama annuncia l’intenzione di alleggerire alcune restrizioni in vigore da tempo, permettendo agli americani cubani di visitare le proprie famiglie e di inviare loro le rimesse. Ma a quella data Obama non ha rimosso alcun embargo. Quel passaggio è atteso per oggi.

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