Pizza ConnectionTassa rifiuti: il mezzogiorno paga più di tutti

Tassa rifiuti: il mezzogiorno paga più di tutti

Sono i numeri dell’osservatorio prezzi e tariffe di CittadinanzAttiva che restituiscono gli aumenti di questi ultimi tre anni per quanto riguarda la tassa sui rifiuti. Un’incremento che non corrisponde tuttavia a un miglioramento dei servizi oppure a un incremento delle buone pratiche, nonostante in alcune zone d’Italia sia in ribasso la produzione procapite di rifiuti urbani.

Il rapporto analizza i costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dell’immondizia nel corso dell’anno che sta per concludersi e riprende gli stessi cosi negli anni 2012 e 2013. Le medie sono state calcolate prendendo come riferimento una famiglia-tipo di tre persone con un reddito lordo complessivo di 44.200 euro e casa di proprietà di 100 metri quadri.

Negli anni passati erano Tarsu, Tia e Tares a dare il nome alla tassa sui rifiuti, quest’anno ha esordito la Tari, che secondo il rapporto di CittadinanzAttiva ha portato un significativo alleggerimento nelle tasche del contribuente. Nelle città capoluogo di provincia i contribuenti hanno pagato in media 290 euro. Un incremento rispetto alla Tares del 2013 intorno al 3,6%, mentre se allarghiamo il campo al 2012 allora la percentuale di incremento si alza al 16%.

L’aumento più significativo rispetto all’anno passato ha colpito il Sud: in media 333 euro, cioè un + 5% sul 2013. Segue il centro con 292 euro e un aumento del 6,2%, e il Nord con 252 euro a + 1,6% dall’anno scorso. La Top Ten è dunque tutta del Sud Italia: Cagliari con 533 guida la classifica dei capoluoghi più cari in termini di tassa sui rifiuti, seguita da Reggio Calabria, Siracusa, Salerno e Napoli. Al contrario la Tari più bassa si paga a Cremona (137 euro), seguita da Isernia, Udine Belluno e Brescia.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter