«Caro direttore, il massacro è colpa della Francia»

«Caro direttore, il massacro è colpa della Francia»

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

ItaliaOggi 8 gennaio

E’ la Francia che ha creato casino

Il commando che ha colpito la redazione di Charlie Hebdo era ben addestrato e, pare, fosse reduce dalla Siria. Dunque, i paesi che hanno voluto l’addestramento e l’armamento degli islamisti radicali in Siria e Libia contro Gheddafi e Asad hanno grandi responsabilità. Tra questi la Francia era in prima linea.

Carlo Toccafondi

Repubblica 8 gennaio

La democrazia è fatta di pazienza. E di lentezza

Leggo su la Repubblica un’intervista a Todorov, che dichiara: «La democrazia è resistenza». Bene, dico, e aggiungo: «La democrazia è anche pazienza». Trascrivo un dialogo avuto con un’allieva con cui salivo in ascensore. Siccome l’ascensore della mia Università (Piemonte Orientale) è lentissimo, dico: «Questo è un ascensore democratico». «Perché, professore?». Io, con qualche petulanza: «Non solo perché accoglie tutti, professori e studenti, ma proprio perché è lento. La lentezza è un tratto costitutivo della democrazia. Con la democrazia ci vuole pazienza». La studentessa sorride. Il problema è che una società perturbata diventa irrequieta e impaziente, per la fretta preferisce affidarsi alla velocità con cui i cosiddetti leader — spesso potenziali dittatori, in forme oggi magari più dissimulate — promettono miracoli per averne un’immediata ricaduta di consensi. E allora ecco che per la fretta e l’impazienza diventiamo soggetti deboli, capaci di infilarci in una scorciatoia, pur di raggiungere un obiettivo tanto risolutivo quanto illusorio. Aggiungiamo pure, per completezza, che l’elogio della lentezza democratica non dovrebbe diventare un alibi per un permanente rinvio di tempestività.

Giovanni Tesio, Torino, giovannitesio@tiscali.it

Corriere della Sera 8 gennaio

Sicuro, Matteo, di aver pensato solo all’Italia con la legge sulla frode fiscale?

Renzi dice di fare norme per gli italiani, non contro o a favore di qualcuno in particolare. Ma è fatta proprio per gli italiani una legge che, non distinguendo tra la frode e gli altri illeciti fiscali, dichiara non punibile il super-ricco che con artifici e inganni magari priva lo Stato di milioni di euro, mentre in base al principio della proporzionalità potrebbe incriminare una colf per aver evaso 300 euro?

Nevio Pelino, Roma

Stampa 8 gennaio

Addio Sauxe d’Ouls più nera che bianca

Vivo in Italia centrale e vorrei raccontare la mia vacanza da amici a Sauze d’Oulx. Il 5 gennaio mi sveglio con febbre e mal di gola e purtroppo mi accorgo di non avere con me le mie medicine (sono allergico a parecchi principi). Vado febbricitante in farmacia ma mi dicono che senza ricetta non è possibile (qui siamo al Nord… da lei forse le vendono noi no). Ma per fortuna il medico di Sauze visita in giornata e mi indicano dove andare. Dopo regolare attesa ecco il mio turno e la mia ricetta, 20 euro (senza ricevuta e senza domande)… Ma non eravamo al Nord? Ma purtroppo la giornata non è finita, mi accorgo che ho lasciato le chiavi nella toppa dall’interno (per fortuna medicine comprate pagate e immediatamente prese). In 10 minuti arriva chiamato da un vicino chi può aprirmi la porta. Eccezionale, cinque minuti ed entro. 50 euro… qui la mente è meno annebbiata, chiedo la ricevuta (beh con ricevuta 60… sa com’è) per oggi ho speso troppo, accetto 50. Ma qui non eravamo al Nord?Sicuramente sarebbe successo dalle Alpi alla Sila… ma l’unica certezza è che Sauze non mi vedrà più. 

M.D 

Libero 8 gennaio

Sul calendario della mia banca aboliti santi e feste

Da molti anni la mia banca mette a disposizione come omaggio ai clienti un calendario “normale”. Quest’anno l’amara sorpresa di avere un calendario che più anonimo e inutile non era facile immaginare. Solo quadratini con numerini anonimi e alcuni in grassetto. Quindi hanno abolito sia i santi che le nostre feste religiose e nazionali. Sappiamo bene per quale motivo: per il dio denaro stiamo sacrificando le nostre tradizioni e la nostra anima e stiamo precipitando in un baratro da cui non ci salveremo più.

Maddalena Biancardi