«Caro direttore, mandiamo i marò a liberare i marò»

«Caro direttore, mandiamo i marò a liberare i marò»

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Repubblica 16 gennaio

All’Istituto tumori si specula sulle fotocopie
Faccio il medico ed un mio paziente si è dovuto, ahimè, rivolgere all’Int di Milano per un tumore. Dopo alcuni mesi di visite e di esami, il mio paziente è stato ricoverato ed operato con successo. Su mia indicazione aveva richiesto di ricevere copia della cartella clinica. Dopo qualche tempo la cartella clinica gli è arrivata a casa ma ha dovuto pagare 52 euro contrassegno per 141 fotocopie. Sottratte le spese di spedizione di 15 euro, fanno più di 30 centesimi a fotocopia. Una vessazione economica inutile ed odiosa (in qualunque copisteria il costo è di 4/5 centesimi a copia), ancor di più per chi affronta con angoscia una malattia come il cancro.
Se la pillola dei cinque giorni è boicottata dai medici
Giandomenico Crapis, Lamezia Terme

Corriere della Sera 16 gennaio

Che integrazione ci può essere se lì decapitano chi bestemmia?

Noi ci vergogniamo meno a bestemmiare che ad essere scoperti in flagranza di piccole furberie. Al contrario, per un’offesa al proprio Dio, alcune religioni prevedono la pena di morte che viene eseguita senza tanti processi, mentre da noi ci si appella alla giustizia anche per una multa per divieto di sosta! Giudico pertanto impossibile la pretesa di chi ci vuole ideologicamente integrati con altre civiltà.
Leonardo Agosti

Se fai all’amore su un’auto del comune rischi il peculato

Tutti tengono famiglia e tutti vogliono fare l’amore: magari non nell’auto del sindaco, come è successo a Cosenza, in una vicenda, che sarebbe piaciuta a Sciascia. I carabinieri hanno sorpreso un vigile urbano, capo-scorta del sindaco, non «malato» come i colleghi di Roma, che, dopo aver accompagnato il primo cittadino all’aeroporto di Lamezia Terme, si intratteneva, sui comodi sedili del macchinone comunale, con una signorina. Ora è indagato per peculato. E la città ne parla…
Pietro Mancini, Cosenza

Grazie, Corriere, per quel titolo

“Ho sorriso poco, scusatemi”. Grazie, presidente, per aver enunciato un rammarico così delicato. Grazie, Corriere, per aver scelto questo titolo. Grazie, tutti, se faremo qualche sorriso in più.
Giuliano e Fernanda Bertoni, Milano

Italia Oggi 16 gennaio

È dai cessi che si riconosce la civiltà di un popolo

Ieri ho preso il famoso treno Freccia Argento, che se la tira al massimo e costa il doppio degli altri. Nell’insieme è quasi all’altezza dei treni tedeschi normali. La differenza è data dai gabinetti. Nel Freccia Argento infatti la pipì è spalmata anche sui muri e sul pavimento. Non solo i gabinetti erano pieni, nel senso che l’acqua non era stata tirata. Una puzza allucinante, una scena svenire. Le toilette dei treni normali tedeschi sono come quelli di casa propria. E’ dai cessi che si riconosce la civiltà di un popolo.
Piera Graffer

Qn 16 gennaio

E se mandassimo i marò a liberare i marò?

Ho letto l’intervista a Renzi e mi chiedo come faccia a definire l’India un paese ricco di storia, amico e alleato. Non penso che un paese dove si stuprano e uccidono donne e bambini si possa definire così. Questa farsa finisca. Mandiamo gli incursori della Marina, o il San Marco, a liberare i nostri marò.
Giogio Di Emidio, Ferrara

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