Come nasce la Bolt, l’auto killer della Tesla

Come nasce la Bolt, l’auto killer della Tesla

Gm ha appena svelato una concept car elettrica di nome Bolt che dovrebbe avere un’autonomia di 300 chilometri, paragonabile all’autonomia delle vetture di lusso della Tesla. A differenza dei modelli Tesla, che costano tra i 70mila e i 94mila dollari, la Bolt dovrebbe costare intorno a 30mila dollari.

Stando a Gm, la Bolt, una hatchback (berlina a due volumi, ndr) compatta, verrà introdotta sul mercato nel 2017 per andare a competere nel grande mercato delle auto medie cui Tesla mira. Le auto elettriche sarebbero molto più attraenti se i consumatori potessero percorrere le stesse distanze di una vettura a benzina convenzionale senza doversi fermare per una ricarica.

Gm non ha rilasciato dettagli sul design o la chimica delle batterie che permetterebbero alla Bolt di raggiungere i 300 chilometridi autonomia. Un eventuale successo significherebbe l’aver sviluppato una tecnologia interamente nuova per le batterie o – più probabilmente – l’aver ridotto il costo delle batterie agli ioni di litio. La LG Chem, che fornisce le batterie per l’attuale modello ibrido elettrico-benzina Volt di Gm, ha precedentemente annunciato piani per fornire batterie per auto con autonomia di 300 chilometri.

Gm ha cominciato a sviluppare nel 2012 un modello da 300 chilometri, giusto intorno al periodo in cui aveva acquisito i diritti per quella che era parsa la tecnologia rivoluzionaria frutto delle ricerche condotte presso il National Laboratory. Poco dopo, però, un grave difetto sarebbe stato scoperto in questa tecnologia. 

Tesla Motors prevede che sarà in grado di consegnare entro il 2017 una vettura da 300 chilometri di autonomia a 35mila dollari, in parte grazie all’incremento della capacità produttiva dell’attuale tecnologia. Al Detroit Motor Show, Gm ha svelato anche una seconda generazione della Chevrolet Volt. Il nuovo modello vanta un’autonomia di 80 chilometri anziché 60 con una sola batteria elettrica (l’autonomia è inferiore a quella di altre vetture elettriche perché è pensata per utilizzare un motore a benzina al fine di estenderne l’autonomia).

Le migliorie apportate alla batteria della Volt includono alcuni indizi su come Gm potrebbe ridurre il costo della tecnologia per le batterie agli ioni di litio. Un dirigente Gm sostiene che la Volt beneficerà di alcuni accorgimenti al design del blocco batterie oltre che delle chimica e del design delle singole celle a ioni di litio. L’autonomia è stata estesa anche permettendo ai possessori della Volta di scaricare maggiormente la batteria fra una ricarica e l’altra.

Il nuovo blocco batterie della Volt incorpora celle realizzate dalla LG Chem presso una fabbrica che fino a non molto tempo fa era inattiva (vedi “Too Many Battery Factories, Too Few Electric Cars“). Il blocco batterie è composto da un numero inferiore di celle più grandi e può accumulare 18,4 kilowatt ora di elettricità contro i 17,1 del modello precedente. Siccome il blocco batterie è in grado di scaricare corrente a 120 kilowatt – contro i 110 del modello precedente – la Volt dispone anche di più cavalli. Esistono altri fattori che contribuiscono al miglioramento di efficienza della vettura, come i due nuovi motori elettrici. Il primo è sviluppato per le percorrenze a basse velocità (le tratte urbane), mentre l’altro è pensato per velocità ed accelerazioni elevate. 

Le vendite della Volt, che è stata introdotta da Gm nel 2010, sono però state inferiori alle previsioni. A oggi, le vendite complessive negli Stati Uniti superano i 73mila veicoli. Nel 2014 sono state vendute 18.805 Volt, il 18,6 percento in meno rispetto al 2013. La Nissan Leaf, per contro, ha raggiunto risultati ben migliori, con 30.200 vetture vendute lo scorso anno negli Stati Uniti ed un incremento del 33,6 per cento rispetto al 2013. La seconda generazione della Volt, che è considerata un modello per il 2016, non sarà disponibile prima della metà di quest’anno, e il prezzo non è ancora stato annunciato.

(traduzione di Matteo Ovi)