Il giallo di Hayat Boumeddiene. “È in Siria da giorni”

Il giallo di Hayat Boumeddiene. “È in Siria da giorni”

La polizia francese sta continuando a dare la caccia a Hayat Boumeddiene, 26 anni, la donna che sarebbe stata responsabile dell’omicidio, giovedì, della poliziotta Clarissa Jean-Philippe a Parigi, con il compagno Amedy Coulibaly, 32 anni. Il terrorista è stato ucciso ieri dalla polizia nel blitz al supermercato ebraico a Port de Vincennes. All’entrata nel negozio, alle 13, secondo le ricostruzioni della polizia Coulibaly ha ucciso quattro persone a colpi di kalashnikov, tenendo molte persone in ostaggio. 

Secondo le autorità è armata e pericolosa. Non è ancora chiaro se sia riuscita a scappare dal supermercato kosher confondendosi con gli ostaggi in fuga. Di certo non risulta tra le persone decedute o ferite durante l’assalto. Non è comunque sicuro che fosse presente durante il sequestro degli ostaggi in cui sono morte quattro persone. 

Anzi, nel pomeriggio di sabato è arrivata una notizia che cambia tutte le carte in tavola. Secondo il quotidiano Le Parisien Hayat Boumedienne sarebbe in Siria. Anzi, avrebbe lasciato la Francia il 2 gennaio, molto prima, quindi, del massacro di Charlie Hebdo e dell’assedio al supermercato kosher di Parigi. Secondo le fonti del quotidiano quel giorno avrebbe preso un aereo da Madrid diretto a Istanbul, in Turchia, insieme a uno dei suoi sette fratelli, noto all’intelligence francese. I servizi segreti della Turchia sarebbero in grado di dire – scrive sempre Le Parisien – che Hayat Boumedienne avrebbe attraversato il confine con la Siria giovedì 8 gennaio. La giovane che avrebbe comprato anche il volo di ritorno per il 9 gennaio, non è mai salita sul volo che da Istanbul l’avrebbe potuta riportare a Madrid.

In questa foto del 2010, diffusa da Le Monde, la Boumeddiene si esercita con una balestra nell’area di Grenoble, in Francia. 

Il suo ruolo risulta essere stato fondamentale per la pianificazione degli attacchi. Secondo la polizia di Parigi avrebbe avuto 500 telefonate, nell’ultimo anno, con Izzana Hamyd, moglie di Cherif Kouachi, uno dei due fratelli responsabili (come ha pubblicamente rivendicato a una tv francese) della strage di Charlie Hebdo. La Hamyd è stata posta sotto custodia da parte della polizia. 

Come riportato dal Guardian, la Boumeddiene, è nata nel 1988 poco fuori Parigi, a Villiers-sur-Marne, in una famiglia con sette figli. La madre è morta quando lei aveva sei anni e il padre, un fattorino, aveva difficoltà a prendersi cura della della famiglia. Assieme agli altri fratelli fu data in affidamento quando aveva otto o nove anni, ha scritto il giornale Le Parisien. 

Ha sposato Coulibaly in un matrimonio religioso ma non civile, quindi non riconosciuto in Francia, nel luglio del 2009. La ha coppia ha vistturo per un certo periodo in un appartamento di Bagneux, un sobborgo di Parigi. In un interrogatorio alla polizia nel 2010, la Boumeddiene ha detto di aver accompagnato Coulibaly e Cherif Kouachi nelle visite al predicatore integralista Djamel Beghal, agli arresti domiciliari nella Francia del sud. Secondo Le Parisien aveva perso il suo lavoro come cassiera in un supermercato perché insisteva per indossare il niqab, il velo integrale islamico. Alla polizia aveva detto di non essere stata presente al proprio matrimonio, “perché nell’Islam la donna non è obbligata a essere presente. Mio padre mi ha rappresentata”. Aveva anche molti dubbi sulla vera profondità della fede del marito. «Amedy non è davvero molto religioso» ha detto alla polizia, aggiungendo che andava in moschea solo ogni tre settimane. 

Polemiche e falsi allarmi

Molte polemiche stanno montando sul perché i tre uomini uccisi ieri siano potuti sfuggire alla rete di sicurezza, nonostante fossero tutti ben noti ai servizi segreti. 

Nel corso della ricerca c’è stata una parziale evacuazione di Disneyland Paris. Una donna, secondo quanto riporta la stampa francese, si è affacciata dalla finestra di un hotel del parco a tema urlando di essere la compagna di Amedy Coulibaly. L’account twitter di Eurodisney ha parlato di un falso allarme. La situazione è rapidamente tornata alla normalità.

Il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha detto che in Francia c’è una situazione di massimo allarme per terrorismo dopo i blitz di ieri seguiti alla strage di Charlie Hebdo. Il ministro ha annunciato che il Ministero della Difesa mobiliterà “risorse aggiuntive” per 500 soldati da aggiungere ai 320 schierati inizialmente. 

La situazione continua a essere tesissima. Dopo il falso allarme a Eurodisnet, alle 13 di sabato si registra anche quello davanti a una sinagoga di Parigi, nel quartiere Stalingrado / Jaurès. I media avevano riportato che c’erano stati colpi di armi da fuoco, ma la notizia è stata smentita. 

I nomi delle quattro vittime al negozio kosher

Sabato 10 gennaio la Francia si è svegliata da un incubo di tre giorni. Il conto delle vittime, esclusi i tre terroristi (Coulibaly e i fratelli Kouachi, nel blitz delle teste di cuoio francesi nella tipografia di Dammartin), è di 17 vittime: dodici nell’attacco a Charlie Hebdo, incluso l’agente freddato in strada quando era già a terra; la poliziotta uccisa alle spalle a Parigi da Coulibaly; i quattro morti nel negozio kosher, dove ci sono stati anche diversi feriti. 

Nel pomeriggio di sabato sono stati resi noti i nomi delle quattro persone uccise nel negozio kosher: Yoav Hattab, Philippe Braham, Yohan Cohen, François-Michel Saada.

Le telefonate di Cherif Kouachi

Chérif Kouachi, uno degli autori della strage di Charlie Hebdo, la mattina di venerdì 9 gennaio ha chiamato una tv francese, la BFM-TV. Ha detto di essere stato mandato da al-Qaeda nello Yemen, citando specificamente Anwar al-Awlaki. Poche ore dopo è stato ucciso dalla polizia nel blitz nella tipografia di Dammartin, alle porte di Parigi. Una giornalista della tv ha riassunto il contenuto della telefonata: «Hanno spiegato che negano di aver ucciso dei civili – ha detto la Cohen -. Questo è importante, perché per loro i giornalisti di Charlie Hebdo non erano civili, erano obiettivi». «Poi ha continuato, in modo molto calmo, spiegando che non erano andati per uccidere donne e bambini ma che siamo noi, gli occidentali, ha detto, che stiamo uccidendo bambini in Iraq, Afghanistan e Siria». 

Le minacce di di al Qaeda nella Penisola Arabica

Come ha detto il presidente francese Hollande, la minaccia terroristica continua. Uno dei dei leader di al Qaeda nella Penisola Arabica, Hareth al-Nadhari, ha affermato in un video che «gli attentatori di Parigi erano un gruppo di fedeli soldati di Allah che hanno insegnato alla Francia i limiti della libertà di espressione. Toccare la religiosità dei musulmani e proteggere coloro che commettono blasfemia – ha aggiunto il leader del braccio yemenita di al Qaeda – ha un caro prezzo e la punizione sarà severa».

È seguita una minaccia diretta: «I crimini commessi dai Paesi occidentali, primi di tutti l’America, la Gran Bretagna e la Francia –  ha proseguito al Nadhari nel video – si ritorceranno contro di loro».

Le manifestazioni per Charli Hebdo

Domenica a Parigi ci sarà una marcia a cui parteciperà anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che lo ha annunciato con un tweet. Ci saranno anche il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, lady Pesc, Federica Mogherini, e i presidenti di diverse nazioni, tra cui Germania, Regno Unito e Spagna. Si prevede che la partecipazione supererà un milione di persone. 

Già nella giornata di sabato ci sono state manifestazioni in tutta la Francia. Secondo il ministero dell’Interno oltre 700mila persone hanno marciato in silenzio in diverse città del Paese. Immagini di piazze gremite di persone sono provenute da Nantes, Orleans, Nizza, Tolosa. Si vedono striscioni con la scritta “Je suis Charlie” in ricordo delle vittime degli attacchi. Le Parisien parla di 30-40mila persone a Pau, sui Pirenei, in marcia per oltre 2 chilometri. Altre 23mila persone in strada a Nizza in mattinata, mentre a Caen i partecipanti alla marcia cittadina sono almeno seimila. Alle 14.30 a Tolosa si erano riunite 80mila persone, mentre a Nantes circa 30mila. 

Le foto delle manifestazioni di sabato: