La telefonata di Chérif Kouachi: “mi manda Al Qaida”

La telefonata di Chérif Kouachi: “mi manda Al Qaida”

Chérif Kouachi, uno degli autori della strage di Charlie Hebdo, la mattina di venerdì 9 gennaio ha chiamato una tv francese, la BFM-TV. Ha detto di essere stato mandato da al-Qaeda nello Yemen, citando specificamente Anwar al-Awlaki. Poche ore dopo è stato ucciso dalla polizia nel blitz nella tipografia di Dammartin, alle porte di Parigi. 

Il terrorista ha parlato con il giornalista della tv Bfm Igor Sahiri, che ha registrato la conversazione, riporta Vox. Nel pomeriggio di venerdì il canale televisivo ha scelto di mandare in onda solo una parte della conversazione, come si vede nel video qui sopra, perché era ancora in corso l’assedio alla tipografia di Dammartin. 

Secondo la giornalista di Bfm Sarah-Lou Cohen, Koauchi ha continuato a dire che cercava vendetta per il profeta Maometto. 

La giornalista ha riassunto il contenuto della telefonata: «Hanno anche spiegato che negano di aver ucciso dei civili – ha detto la Cohen -. Questo è importante, perché per loro i giornalisti di Charlie Hebdo non erano civili, erano obiettivi». «Poi ha continuato, in modo molto calmo, spiegando che non erano andati per uccidere donne e bambini ma che siamo noi, gli occidentali, ha detto, che stiamo uccidendo bambini in Iraq, Afghanistan e Siria». 

Secondo Sarah-Lou Cohen, «parlava in modo che era molto calmo e determinato», «come se avesse anche preparato le risposte». «Il messaggio da far passare era la sua rivendicazione». 

Come riporta Vox, in una intervista separata, attorno alle 15, il canale televisivo ha parlato anche Amedy Coulibaly, autore della strage nel negozio di kosher e killer dell’agente morta giovedì, prima di essere ucciso da un blitz delle teste di cuoio. «Questa è stata una situazione diversa – ha detto la Cohen – perché noi abbiamo ricevuto una telefonata. Ci ha chiamato perché cercava di contattare la polizia». 

«Ha dichiarato di essere essere parte dello Stato islamico (Isis), molto chiaramente», ha detto la Cohen. «Ha detto che aveva avuto isrtruzioni dal califfato. E poi un altro elemento importante, evidentemente, dato che stavamo parlando nel pomeriggio, che lui aveva stabilito un legame con i fratelli Kouachi». Coulibaly ha detto ad Alexis Delahousse, un altro giornalista della Bfm, che lui e i fratelli Kouachi avevano pianificato gli attacchi insieme ma non erano stati in contatto fino all’inizio delle operazioni. Il particolare smentirebbe che al-Qaeda e l’Isis si considerano rivali piuttosto che alleati.