Mattarella, ecco chi può tradire Renzi

Mattarella, ecco chi può tradire Renzi

Sergio Mattarella parte da 580. Sono i voti sicuri, almeno sulla carta. Quelli che al quarto scrutinio potrebbero portare il candidato scelto da Matteo Renzi al Quirinale. Un bacino di preferenze teoricamente decisivo. Se nelle prime tre votazioni il quorum richiesto per l’elezione al Colle è fissato a 673 voti, dal quarto scrutinio sarà sufficiente raggiungere la maggioranza assoluta dei grandi elettori. 505 preferenze.

La stima tiene conto solo dei voti di centrosinistra. Al momento è questa l’ipotesi più accreditata. E’ lo scenario che rischia di decretare la fine del Patto del Nazareno. A sostenere il giudice della Consulta sarebbero così i 445 grandi elettori del Partito democratico, i rappresentanti di Sel (34), Autonomie (32), Scelta Civica (32), Per l’Italia (13). A cui potrebbero aggiungersi alcuni dei fuoriusciti dal Movimento Cinque Stelle. Una trentina di voti che permetterebbero di raggiungere quota 580. Numeri sufficienti per eleggere Mattarella già sabato, quando il Parlamento in seduta comune avvierà la quarta votazione.  

Se le cifre tradiscono un certo ottimismo, la storia recente consiglia prudenza. Nonostante gli accordi della vigilia, nel segreto dell’urna qualche grande elettore potrebbe anche cambiare idea. Certo, sulla candidatura di Mattarella il Partito democratico sembra unito. La sua figura è stata scelta proprio per privilegiare la coesione interna.  Eppure stavolta per mandare all’aria la strategia dei vertici dem basterebbero una settantina di franchi tiratori. Molti meno dei famosi 101 che due anni fa impallinarono Romano Prodi a un passo dal Colle. Una pattuglia di guastatori che, facendo saltare l’elezione di Mattarella al quarto scrutinio, finirebbe per rivoluzionare lo scenario. In Transatlantico si guarda con sospetto ai sostenitori dei candidati scartati. I parlamentari vicini a Piero Fassino, i nostalgici del ministro Pier Carlo Padoan, persino quelli che puntavano all’elezione di Giuliano Amato. Lo sa bene Pierluigi Bersani, che mentre in Aula prosegue il primo voto prova a esorcizzare il timore: «L’altra volta è mancata la lealtà – spiega l’ex segretario – Stavolta devono mettercela. Ed è un po’ dovuto anche a me che ci sia lealtà e responsabilità».

Ma il voto segreto non garantisce nessuno. A destra come a sinistra. Nulla vieta, ad esempio, che ad annullare le strategie dei franchi tiratori di centrosinistra, sia un gruppetto di anonimi benefattori. Magari berlusconiani. Alla luce delle ultime polemiche dentro Forza Italia, non è surreale immaginare che qualche parlamentare vicino al dissidente Raffaele Fitto possa disattendere le indicazioni del partito. Non solo. La candidatura di  Mattarella raccoglie diversi consensi anche tra i Cinque Stelle. Se qualche grillino decidesse di sostenere il giudice della Consulta al riparo da sguardi indiscreti, scoprirlo sarebbe quasi impossibile.

E pensare che fino a questa mattina a Montecitorio si ipotizzava un’elezione di Mattarella in tempi brevissimi. Grazie al sostegno alla luce del sole di tutto il centrodestra. Al momento lo scenario sembra impossibile. Dopo una lunga riflessione, Silvio Berlusconi sembra aver chiuso la porta a Renzi. Parlando con i grandi elettori di Forza Italia l’ex Cavaliere ha chiesto di votare scheda bianca fino alla quarta votazione. «Vediamo se hanno i numeri per eleggere Mattarella da soli» ha spiegato. E allo stesso modo, salvo sorprese, faranno gli oltre 70 esponenti di Area Popolare, il gruppo che raccoglie Nuovo Centrodestra e Udc. La rottura di Berlusconi con il presidente del Consiglio appare ormai inevitabile: «Questa situazione segna comunque un altolà al Patto del Nazareno» ha rivelato il leader di Fi. Ma certo, se l’ex Cavaliere dovesse ripensarci, la strada di Mattarella verso il Colle non avrebbe più ostacoli. Pallottoliere alla mano, il risultato sarebbe netto. Con il sostegno dei 142 grandi elettori berlusconiani  e i 75 alfaniani, il candidato scelto da Matteo Renzi potrebbe contare su quasi 800 voti. Abbastanza per superare senza problemi qualsiasi quorum.

Ipotesi al momento lontana, si diceva. Persino meno concreta del possibile sostegno grillino. Oggi e domani i Cinque Stelle sosterranno in Aula Ferdinando Imposimato, il magistrato scelto dalla rete nelle discusse Quirinarie. Eppure, se nei prossimi giorni il voto pentastellato diventerà decisivo, il Movimento potrebbe cambiare linea. Non si esclude una nuova consultazione online degli attivisti, che nella serata di venerdì potrebbero decidere se far convergere i 129 voti grillini sulla figura di Mattarella. Numeri alla mano, per la candidatura dell’ex ministro sarebbe un passaggio fondamentale. 

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