Mattarella, Presidente sconosciuto che si farà amare

Mattarella, Presidente sconosciuto che si farà amare

Sergio Mattarella, un presidente in cerca d’identità. Gli italiani hanno familiarità con il nome, indissolubilmente legato alla nota riforma elettorale. Ma la sua faccia la conoscono in pochi. Lo stretto riserbo del candidato al Quirinale non aiuta. Pochi interventi pubblici, pochissime dichiarazioni. Qualcuno ricorda la sua storia politica, i più giovani la ignorano. E così fuori dal Palazzo l’immagine dell’ex Dc non brilla. Stando ai dati raccolti da Ipr Marketing, gli elettori hanno altre preferenze. Romano Prodi, ad esempio, primo nella classifica dei candidati al Colle più graditi. Al secondo posto la senatrice del Pd Anna Finocchiaro. Mattarella è solo terzo, davanti ai piemontesi Piero Fassino e Sergio Chiamparino. Un sondaggio dell’istituto Ixè per la trasmissione Agorà è ancora più impietoso. Il 29 per cento degli intervistati non si è fatto un’opinione sull’elezione di Mattarella al Quirinale. Il 50 per cento è addirittura contrario.

Intendiamoci, gli italiani non sembrano essersi appassionati alla successione di Giorgio Napolitano. Tra i protagonisti della corsa verso il Colle nessuno sembra aver toccato l’anima del Paese. «L’aspetto interessante di questa vicenda – racconta il direttore di Ipr Antonio Noto – è che nell’immaginario collettivo nessuno dei quirinabili raggiunge grandissimo consenso. E’ come fosse mancato un profilo fortemente condiviso».

Mattarella chi? Il ricordo dell’ex democristiano è bene impresso tra gli elettori di una certa età. Meno tra gli italiani più giovani. Qualcuno ha ancora in mente la sua esperienza da ministro della Difesa. Anche se ovviamente il nome resta indelebilmente legato alla famosa riforma elettorale. Ecco la vera curiosità. «Il volto di Mattarella  è poco conosciuto – spiega Noto – Se la gente lo incontra per strada non lo riconosce». Ma tutti ricordano il Mattarellum. «Se il profilo è poco noto, il suo marchio è conosciutissimo».

Nel sensibilizzare l’opinione pubblica molto hanno influito i retroscena giornalistici degli ultimi mesi. Il nome di Mattarella è stato uno dei primi a girare dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano. Un’indiscrezione frequente, tanto da rimanere impressa nella mente di molti elettori. Non solo. «La sua figura ha giovato dell’assenza di attacchi da parte dei principali partiti. Attorno al nome di Mattarella non sono mai emersi elementi negativi». Il risultato? «Un politico dal volto poco conosciuto ha finito per costruirsi una reputazione tale da poter ambire al Quirinale – spiega ancora Noto –. Ma l’ha costruita senza volerlo, indirettamente. In un certo senso a sua insaputa».

Poco conosciuto da tanti elettori oggi, ma con ottime prospettive di notorietà per il futuro. Se davvero Mattarella dovesse spuntarla, potrebbe diventare un presidente tra i più amati della storia repubblicana. La sua storia farebbe la felicità di qualsiasi spin doctor. Dalla lotta alla mafia, alla legge elettorale a lungo rimpianta, fino all’abolizione della naja da ministro della Difesa. «Tutti elementi che concorrono a creare un bagaglio reputazionale che può influire negli anni a venire». 

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta