Molla Nasreddin, quando l’Islam faceva ridere

Molla Nasreddin, quando l’Islam faceva ridere

Attacchi agli imam, le contraddizioni dell’Islam messe alla berlina, la corruzione dei governanti ridicolizzate: non è Charlie Hebdo, ma qualcosa che si avvicina molto. Si chiama(va) Molla Nasraddin, ed era uno dei giornali di satira più famosi del mondo islamico.

Pubblicato in Azerbaigian, il suo editore era Jalil Mammadguluzadeh. Conobbe una diffusione enorme, che copriva più o meno tutta la Umma (il mondo islamico), dal Marocco all’India. Bastonava l’arretratezza delle élite locali, le assurdità religiose, le cattiverie dei Paesi coloni. Ma anche le disuguaglianze sociali e il fanatismo.

Era a favore di uno svecchiamento del mondo islamico, e alla necessità di abbracciare alcuni usi e idee dell’occidente. Piaceva? Molto, tranne che ai potenti. Anche i fedeli se lo leggevano con gusto, soprattutto in Iran, dove andava a colpire le inefficenze e la corruzione della dinastia Qajar.

Fondato nel 1906, venne chiuso nel 1930. Il nome si ispira a Nasreddin, clerico musulmano del XIII secolo, celebre per le sue storie divertenti.

Questo solo per ricordare almeno due cose: la prima, che fare satira sulle contraddizioni della religione non è una novità, e si faceva bene anche quasi 100 anni fa. La seconda, che anche laggiù esiste una vena molto irriverente e spiritosa. Ricordiamocene, prima di partire per un’ennesima guerra di religione.  

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