Musica dalla antica Babilonia

Musica dalla antica Babilonia

Come suona una lingua che non è più parlata da migliaia di anni? E una canzone che non è più suonata da altrettanto tempo? Stef Conner è una cantante britannica che ha cercato di scoprirlo.

Dopo aver ottenuto una laurea in composizione musicale, Conner si è scoperta interessata alla letteratura e alla poesia babilonese, originariamente registrate su tavolette di argilla con una delle più antiche forme di scrittura del mondo, la scrittura cuneiforme. Da lì, è iniziata una ricerca per scoprire come suonavano quelle parole incise. Per riportare in vita opere che, secondo gli storici, erano parti di rituali delle società mesopotamiche e che non venivano eseguite da migliaia di anni.

Conner si è così messa a lavorare con Andy Lowings, un arpista con la passione per ricostruire antichi strumenti musicali, e insieme hanno creato The Flood, il diluvio, un album in cui Conner canta antiche poesie babilonesi accompagnata da Lowings che suona una copia della Lira di Ur, il più antico strumento a corde mai trovato risalente al 4500 AC, e altre ricostruzioni di strumenti dell’epoca. La cantante ammette che le canzoni babilonesi, probabilmente non suonavano esattamente così e che hanno dovuto immaginare molto nel creare la musica, ma spera che se un antico babilonese sentisse i suoi brani, li troverebbe almeno familiari.

Qui sotto una canzone dall’album e un video che Conner e Lowings hanno creato in cui documentano il processo. The Flood si può scaricare da iTunes e da Amazon.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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