Quello che c’è da sapere sulla marcia di Parigi

Quello che c'è da sapere sulla marcia di Parigi

Quante persone sfileranno domenica 11 gennaio in ricordo delle 17 vittime degli attentati di Parigi ? In «centinaia di migliaia» sono attesi nella capitale francese dove il corteo avrà inizio alle 15. Come ha scrito il Corriere della Sera «la marcia repubblicana riunirà anche il premier israeliano Netanyahu e il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. Saranno anche loro con il milione (minimo) di Charlie attesi questo pomeriggio a Parigi, lungo i 2.300 metri di strada che separano place de la République e place de la Nation, a meno di un chilometro dal supermercato kosher dove l’altro ieri sono morti in cinque: quattro ostaggi, Yoav Hattab, Philippe Braham, Yohan Cohen e François-Michel Saada, oltre a Amedy Coulibaly, l’ultimo dei tre terroristi che hanno sparso sangue e terrore per tre giorni in Francia».

PREVISTE UN MILIONE DI PERSONE

Un milione di persone, hanno calcolato in Prefettura, non ci stanno in due chilometri e mezzo e così sono stati studiati due percorsi quasi paralleli lungo i quali si biforcherà il fiume di manifestanti. Questa si annuncia come la madre di tutte le manifestazioni in Francia e la preoccupazione è altissima. Per la non trascurabile possibilità di nuovi attentati, per il rischio della presenza di uno o più folli su un milione e per la presenza di più capi di stato e di governo che a un G8. Senza aver avuto tempo sufficiente per prepararlo. 

Vige il divieto assoluto di sosta per le auto lungo i due itinerari. Saranno presidiati tutti gli obiettivi sensibili: luoghi di culto, scuole, redazioni di giornali, palazzi pubblici e rappresentanze diplomatiche. Tiratori scelti saranno appostati sui tetti, lungo il doppio tragitto e 5.500 poliziotti (di cui oltre 2.000 in borghese) e militari vigileranno su una mobilitazione contro il terrorismo che, per dimensioni, ha buone probabilità di fissare un record nella pur tumultuosa storia delle piazze francesi. Potrebbe essere superato il milione e trecentomila che sfilò nel 2002 contro Jean-Marie Le Pen. 

Già sabato 10 gennaio 700 mila cittadini avevano manifestato, senza incidenti, in tutto il paese: 130 mila soltanto a Tolosa, nel sud ovest, mentre il lungo mare di Nizza, la famosa Promenade des Anglais, era nero di folla.  Anche per il sistema di sicurezza francese, e parigino in particolare, questo sarà un banco di prova storico: nel momento in cui il sistema di allerta (il piano Vigipirate) è mantenuto al suo livello più alto e vengono perquisite minuziosamente perfino le borsette delle signore che vanno per saldi alle Galeries Lafayette. Uno schieramento di leader mondiali, in marcia tra centinaia di migliaia di sconosciuti non controllati, farebbe tremare le vene dei polsi anche al Mossad. 

IL PERICOLO DI NUOVI ATTENTATI

E infatti sembrava non fidarsi troppo dell’organizzazione parigina il premier israeliano che aveva all’inizio declinato l’invito a partecipare alla manifestazione di oggi. Agli occhi attenti degli uomini della sicurezza dell’ambasciata israeliana, certamente la situazione manca dei requisiti ideali, o addirittura minimi, per garantire la sicurezza del capo di governo. Ma non è difficile immaginare la pressione che lo staff di François Hollande deve avere esercitato su Gerusalemme, affinché la decisione fosse ribaltata, come è effettivamente avvenuto nella serata di ieri. 

«Bibi» si unirà dunque all’attuale presidente francese, Hollande, al suo predecessore e rivale, Nicolas Sarkozy, al primo ministro Manuel Valls, alla cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier spagnolo Mariano Rajoy, l’inglese David Cameron, nonché l’italiano Matteo Renzi, con Romano Prodi. Secondo il ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve, tutte le misure sono state prese per assicurare il buon svolgimento del corteo. E ha invitato i francesi a partecipare numerosi. Un sondaggio dimostra che l’81 per cento della popolazione è intenzionata a scendere in piazza in omaggio ai giornalisti e disegnatori, vittime dell’assalto a Charlie Hebdo , alla guardia del corpo del direttore della pubblicazione, Charb, al poliziotto in bicicletta e alla giovane agente municipale di Montrouge, assassinata da Amedy Coulibaly il giorno dopo e ai quattro ostaggi uccisi da quest’ultimo venerdì nel supermercato kosher della Porta di Vincennes. 

Ma non sono pochi quelli che temono che la manifestazione si trasformi in una ghiotta occasione per altre cellule terroristiche più o meno dormienti. Su Twitter è partita nelle ultime ore una campagna che invita ad annullare la marcia per ragioni di sicurezza, mentre Valls cerca di calmare i timori e invita tutti a intervenire, famiglie comprese.

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