«Roma non può permettersi i vigili urbani 24 ore su 24»

«Roma non può permettersi i vigili urbani 24 ore su 24»

Nella notte di Capodanno a Roma mancava l’83,5% dei vigili che il Comando aveva chiamato in servizio. Molti forfait per malattia e donazione del sangue, ufficialmente. In meno di 24 ore il caso fa il giro d’Italia: dal sindaco Marino al premier Renzi, dal ministro Madia al garante degli scioperi, tutti chiedono sanzioni per gli assenteisti. Ma alcuni tra i diretti interessati non si scompongono. «Sono crepe nell’organizzazione del Comando, se fosse successo in altri giorni dell’anno nessuno si sarebbe accorto di nulla». Stefano Giannini è il segretario romano del Sulpl, uno dei sindacati della Polizia Locale. Spiega a Linkiesta: «Oltre a un piano ferie già stabilito a maggio, il Comando voleva affidarsi a 700 colleghi che ogni anno aderiscono allo straordinario coprendo la notte di Capodanno con doppi e tripli turni, una sorta di doping contabile. Ma questa volta il personale non ha voluto farlo». I caschi bianchi romani sono in agitazione da mesi. Per la questione del salario accessorio, e non solo. Il comandante Raffaele Clemente («parla più su Twitter che ai vigili») non scalda i cuori del Corpo. Ha fatto infuriare i vigili avviando la rotazione territoriale per debellare la corruzione, fenomeno tutt’altro che sconosciuto all’ombra del Cupolone. In più ballano i soliti problemi, come la mancanza di uomini e mezzi su un territorio vastissimo. «Siamo 5900 in ragione di una pianta organica che dovrebbe essere di 9400 persone e nel 2015 non sono previste assunzioni». Alla lista delle carenze strutturali, Giannini aggiunge l’esempio recentissimo delle auto: «Nelle nuove Peugeot 208 in dotazione i colleghi alti un metro e novanta non possono entrarci». 

Come spiega lo scandalo dei vigili assenti a Capodanno?

Nessuno sciopero selvaggio, noi siamo tutori della legge e non andiamo contro di essa. Ci sono state delle serie crepe nell’organizzazione della struttura del comando. Il piano ferie viene redatto a maggio, già in quel mese si sapeva quanti colleghi sarebbero stati fuori in questo periodo. In più il Comando si affida a 700 volontari che ogni anno aderiscono allo straordinario coprendo la notte di Capodanno con una sorta di doping contabile, doppi e tripli turni. Per le note vicende contrattuali che vedono impegnate le organizzazioni sindacali, quest’anno i colleghi hanno deciso in piena autonomia di non dare il proprio contributo. Col personale in ferie e senza i volontari che facevano lo straordinario il sistema è andato in crisi.

Ma il dato è impressionante: otto vigili su dieci assenti, chi per malattia e chi per donare il sangue. Paiono cifre ingiustificabili..

Il Comando Generale ha fornito questi dati, ma non sappiamo se quell’83,5% è riferito a chi era già in servizio quel giorno o a tutto il corpo. Secondo noi il valore di questi dati è “drogato”. Non so quanto quell’83% derivi da assenza legata alla malattia. Hanno fatto presupporre che siano tutti malati, ma in quella percentuale c’è anche chi assiste un figlio disabile o un malato. Questo avviene sempre. Se fosse stato un altro giorno probabilmente non ci si sarebbe accorti di nulla.

Il Comandante ha intenzione di usare il pugno di ferro.

Chi governa la polizia Locale di Roma non può sottovalutare il fatto che ci sia una crisi del personale nei confronti della dirigenza. Se io non riconosco l’autorevolezza nella persona che mi comanda difficilmente darò la disponibilità volontaria allo straordinario. Il comandante non comunica con i lavoratori, o meglio comunica solo all’esterno. Parla più su Twitter e sui blog che alle persone. Noi ci sentiamo trascurati, se non offesi dalla continua aggressione mediatica. Non l’abbiamo mai visto serenamente al fianco nostro.

Da mesi i sindacati sono in rotta col Comando Generale, che succede?

Vogliono applicare un contratto penalizzante per i servizi della polizia Locale. Un contratto che può andare bene in un Comune come Praia a Mare, ma non a Roma. Non si può continuare a erogare un servizio 24 ore su 24 e sette giorni su sette con una carenza di organico spaventosa. Siamo 5900 in ragione di una pianta organica che dovrebbe essere di 9400 persone. Nel 2015 non sono previste assunzioni e ci avviamo verso un notevole decremento del personale perché nel corso dell’anno andranno in pensione altri agenti. Probabilmente ci avvicineremo alla soglia delle 5700 unità. Ci chiedono sempre più servizi, anche in sostituzione di altre forze di polizia. Veniamo impiegati in attività proprie dello Stato come la cura dell’ordine pubblico. Ma oggi Roma non può permettersi una polizia Locale h24, a meno che non usino il doping contabile degli straordinari: fanno vedere il vigile due volte ma in realtà è sempre lo stesso.

Voi cosa proponete?

Ringraziando gli interventi di Renzi e Madia, ripetiamo che non è più rinviabile una riforma nazionale della polizia Locale. Innanzitutto devono dirci che tipo di lavoratori siamo, se poliziotti o impiegati amministrativi. Non possiamo strutturarci come se fossimo un reparto mobile e poi a livello nazionale abbiamo delle normative che ci dichiarano impiegati amministrativi. Veniamo chiamati la notte ma il contratto nazionale dice che la notte è vietata per i vigili urbani. E anche le criticità emerse con la giunta Marino sono figlie del fatto che questa amministrazione si trova a combattere con una normativa anacronistica, risale al 1986.

La questione della corruzione è ineludibile. Perché vi opponete alla rotazione territoriale lanciata dal comandante?

Noi chiediamo l’applicazione della Legge Severino, che prevede la rotazione degli incarichi. Se un criminale viene trasferito da un gruppo dove si occupa di edilizia ad un altro in cui continua a fare edilizia, è normale che continuerà a delinquere. Se invece si cambia l’incarico, ad esempio dall’edilizia al traffico, anche all’interno dello stesso gruppo territoriale il malintenzionato viene messo in difficoltà. Tra l’altro, il piano anticorruzione che prevede la rotazione dei vigili è stato scritto da una persona che poi è risultata indagata per Mafia Capitale, l’ormai ex direttore della Trasparenza del Campidoglio Walter Italo Politano.

Da tempo i sindacati della polizia Locale romana denunciano problemi strutturali, di che tipo?

Lavoriamo in sedi fatiscenti e disagiate, con strumenti vecchi e vestiari che non vengono cambiati da mesi. Le auto sono acquistate al massimo ribasso possibile senza puntare all’efficienza. Così nelle nuove Peugeot 208 in dotazione alla Polizia di Roma Capitale i colleghi alti un metro e novanta non possono entrarci. Siamo pochi e quei pochi vengono destinati alle piazze del centro o a eventi “privati” come le partite di calcio, è normale che i cittadini si lamentino. Ma siamo noi per primi ad arrabbiarci con l’amministrazione che non tutela i servizi per la periferia. 

Lo scandalo di Capodanno aggiunge impopolarità ad un Corpo storicamente poco amato dai romani. Adesso che farete?

È possibile che in tutti questi anni nessuno abbia dato responsabilità di tipo politico o gestionale a chi viene strapagato per compiere il proprio lavoro? È sempre colpa dell’ultimo vigile che sta al semaforo e che prende 1200 euro al mese, ma dovremmo farci un esame di coscienza anche come cittadini. Oggi stiamo subendo un’aggressione mediatica al nostro lavoro. Faremo assemblee, manifestazioni pubbliche, incontri coi cittadini e scioperi. Il fronte sindacale è compatto nella battaglia.