Saldi, gli italiani ci contano sempre meno

Saldi, gli italiani ci contano sempre meno

Sconti e promozioni già al via. Arrivano i saldi invernali 2015, che nelle previsioni di Confcommercio dovrebbero attirare gli italiani meno rispetto all’anno passato. L’ufficio studi prevede infatti un ribasso rispetto al 2014 del 18,3% sul numero dei consumatori che faranno acquisti nel periodo. In Campania e Basilicata sono già ai nastri di partenza, mentre nei prossimi giorni arriveranno anche le altre regioni, per un calendario che terminerà il prossimo 31 marzo in Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta.

Non è il primo anno in cui la percentuale di consumatori che effettua acquisti durante il periodo dei saldi è in calo. La discesa è costante già dal periodo 2010-2014, in cui si è passati dal 69,3% al 58,3% di acquirenti nella fase degli sconti di inizio anno. Tuttavia nell’indagine di Confcommercio si prevede come il budget a disposizione sia lievemente superiore, per chi è intenzionato ad acquistare, rispetto allo stesso periodo del 2014. Non è però tutto oro quello che luccica, perché, come evidenzia lo stesso Ufficio Studi, «estendendo la visuale ad ampio raggio si notano ancor di più gli effetti devastanti della crisi direttamente sulle tasche degli italiani. In occasione dei saldi del gennaio 2010, la quota di consumatori intenzionata a spendere più di 200 euro era pari al 43,3%, superiore di quasi 23 punti percentuali rispetto a quella registrata oggi».

Dal punto di vista del consumatore, il periodo dei saldi è uno dei più attesi dell’anno, anche se negli ultimi tempi la percezione si è modificata – e non poco: «Meno del 42% degli italiani – riporta Confcommercio – ritiene “importante” il periodo dei saldi. Tale quota è in ribasso rispetto a quella registrata lo scorso anno (45,1%) coerentemente con la flessione della percentuale di coloro che si appresteranno a fare acquisti a saldo. Mettendo a confronto l’attuale situazione con quanto registrato cinque anni fa, si evince come il distacco sia ancor più evidente (17 punti percentuali di differenza)». Dunque i consumatori italiani si sono via via disaffezionati alle offerte degli esercenti.

Nonostante questo, tra gli italiani che attendono il periodo dei saldi per fare compere, ben l’87% li aspetta per acquistare qualsiasi tipo di prodotto. La quota, in aumento rispetto allo scorso anno, è sintomatica degli effetti della crisi, che spinge i consumatori a rimandare gli acquisti ai periodi in cui i prezzi sono ritenuti più accessibili. Gli acquisti più gettonati rimangono quelli del settore abbigliamento e delle calzature.

Dalla parte dei commercianti si punta ancora forte sui giorni dei saldi, nonostante aumenti un certo pessimismo: soltanto il 18,3% crede che il proprio negozio potrà essere visitato in misura maggiore rispetto a dodici mesi fa, percentuale più bassa di quasi 13 punti rispetto al gennaio 2010. Scrive Confcommercio nel suo report di previsione: «I timori di una stagione di saldi al ribasso si riflettono sulle aspettative nei ricavi in termini di incidenza sul totale delle vendite annuali. Le imprese del commercio al dettaglio che sostengono che, in questo senso, i saldi invernali 2015 incideranno non oltre il 20% sulle vendite totali sono l’86%, addirittura sette punti percentuali in più rispetto a dodici mesi fa».

Nel campione dell’indagine, poco più del 66% degli imprenditori del commercio al dettaglio afferma che, generalmente, durante il periodo dei saldi invernali il proprio esercizio è frequentato anche da nuovi clienti. Un anno fa la percentuale era pari al 71,1%.

Il calendario completo dei saldi invernali 2015:

Abruzzo: 3 gennaio – 5 marzo;

Basilicata: 2 gennaio – 2 marzo;

Calabria: 3 gennaio – 5 marzo;

Campania: 2 gennaio – 31 marzo;

Emilia-Romagna: 3 gennaio – 5 marzo;

Friuli-Venezia Giulia: 3 gennaio – 31 marzo;

Lazio: 3 gennaio – 15 febbraio;

Liguria: 3 gennaio – 18 febbraio;

Lombardia: 3 gennaio – 3 marzo;

Marche: 3 gennaio – 1 marzo;

Molise: 3 gennaio – 5 marzo;

Piemonte: 3 gennaio – 28 febbraio;

Puglia: 3 gennaio – 28 febbraio;

Sardegna: 3 gennaio – 5 marzo;

Sicilia: 3 gennaio – 15 marzo;

Toscana: 3 gennaio – 5 marzo;

Umbria: 3 gennaio – 5 marzo;

Valle d’Aosta: 3 gennaio – 31 marzo;

Veneto: 3 gennaio – 28 febbraio.

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