Splendori e magie del “contango”

Splendori e magie del “contango”

Di fronte al calo del petrolio e allo scombussolamento globale che ha generato c’è chi cerca di correre ai ripari (o intravede il business) in modi originali. Cioè mettendo da parte petrolio. Un’idea folle? Forse sì. In ogni caso esistono trader che stanno affittando alcune delle petroliere più grandi del mondo per riempirle di greggio, almeno finché i prezzi restano bassi.

Almeno, questo è ciò che si capisce leggendo qui: cioè, che la compagnia di scambio Vitol ha noleggiato la TI Oceania, una delle quattro più grandi navi del mondo, e la sta lasciando ormeggiata al porto di Singapore. Con ogni probabiltà, dice il WSJ, resterà lì per gran parte del 2015.

Non è la sola: la cinese Unipec ha noleggiato la nave sorella, TI Europe già a settembre, quando i prezzi del greggio erano scesi a 100 dollari a barile – ma non è detto che avessero già comprato il petrolio per stiparlo (in tal caso, non avrebbero fatto un ottimo affare, visto il prezzo che ha toccato dopo).

Per capire di cosa si parla, basta dare un’occhiata a questo filmato:

 https://www.youtube.com/embed/0HWp3XMUsZ0/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

È una furbata che nasce in una situazione di “contango”, cioè quando il prezzo spot (quello attuale) di un bene, è inferiore ai prezzi futuri. L’ipotesi è che il petrolio tornerà a crescere, prima o poi, e allora ci si prepara per quel momento, sicuri di guadagnare molto di più di quanto si spende per noleggiare la nave petroliera.

Nel nostro piccolo, si può fare mettendo da parte un po’ di benzina.