Altro che Sanremo: meglio il suono più antico del mondo

Altro che Sanremo: meglio il suono più antico del mondo

Prima di fare qualsiasi cosa, ascoltate questo, anche pochi secondi:

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Questo suono ha migliaia di anni. Più o meno 43mila, o forse 80mila – sembra tanto, ma quando si ragiona sulla preistoria queste differenze sono significative fino a un certo punto. È un suono che ascoltavano quelli che non erano i nostri antenati (anche se, chissà) ma li frequentavano di sicuro: i Neanderthal.

Nel 1995 un ritrovamento a Divje Babe in Slovenia, durante uno scavo seguito dall’archeologo Iva Turk, ha riportato alla luce quello che, senza dubbio, era un flauto. Conta quattro buchi e, secondo il musicologo Bob Fink, emetterebbe quattro note di una scala diatonica. Per dimostrarlo, hanno realizzato una copia in argilla. Il suono lo avete già sentito. Le musiche sono, ed è inevitabile, moderne.

Si tratta di un oggetto che spalanca le prospettive su un passato lontanissimo, che adesso dovremmo immaginare anche nella sua componente musicale. Se le ricerche sono esatte, non sarebbe opera di predatori, ma di allevatori. E allora si può pensare che questa fosse la musica che veniva suonata agli inizi dei tempi, ed è rimasta più o meno la stessa, nel corso dei millenni / a distanze diverse / per specie diverse, fino ad allietare i pigri pomeriggi dei pastori di Teocrito – e poi di Virgilio. O per seguire i rituali e le feste del primo popolo di Israele, e i balli e i canti di tutto il mondo. Insomma, divertirsi suonando, insomma, è una cosa antica. Peccato che poi sia arrivato Sanremo a cambiare tutto.