Cosa succede se il Corano diventa un manga

Cosa succede se il Corano diventa un manga

Uno degli esperimenti più coraggiosi del mondo dei manga è quello di East Press, un distributore giapponese di manga molto popolare: ogni anno crea un volume speciale che traduce, in fumetti, importanti opere letterarie dell’umanità. È la serie Manga De Dokuha (leggere con i manga) cominciata nel 2007 e include versioni a fumetti di 133 di opere dell’umanità di ogni provenienza. Ad esempio, c’è il Mein Kampf, di Adolf Hitler, o un adattamento del Capitale di Karl Marx.

Nel 2010 toccò al Vecchio Testamento e al Nuovo Testamento, e le vendite crollarono. In Giappone Gesù non vende. Ci si aspetta di più, invece, dall’edizione di quest’anno: il Corano. La prima tiratura è già sold out.

“La parola Islam è ormai molto diffusa nelle notizie di ogni giorno, ma molti giapponesi non hanno familiarità. Il rischio è che si diffonda un’immagine dell’islam come di una religione per astemi, o di terroristi”. Il problema è che, buone o cattive intenzioni a parte, il fumetto su Corano implica la rappresentazione di Maometto, cosa che è, come è noto, abbastanza problematica. Sarà un problema? Si solleverà un polverone? Ci saranno reazioni?

Secondo quanto scritto qui, il rapporto con l’Islam dei giapponesi è cambiato. Dopo le esecuzioni dell’Isis, il modo musulmano è vissuto come una minaccia. Per questo motivo una pubblicazione del genere potrebbe servire a evitare ostilità pericolose. Oppure, rappresentare (in modo più sottile, educato ma altrettanto deciso) la versione giapponese di Charlie Hebdo. Oppure, per chi ha una visione del mondo più prosaica, un ulteriore modo per fare soldi con i terroristi.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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