La Troika ha fallito, serve un fondo monetario europeo

La Troika ha fallito, serve un fondo monetario europeo

Accusata di scarsa democraticità e di aver sbagliato calcoli e previsioni nell’imposizione della cura lacrime e sangue alla Grecia, la Troika (l’organismo formato da Bce, Fmi e Commissione Ue) sembrerebbe avere le ore contate. Ad annunciare che i tempi fossero maturi per un cambiamento di rotta è stato proprio il Presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker la scorsa estate. Il processo, però, potrebbe ora accelerare con l’arrivo di Alexis Tsipras al Governo di Atene e il suo rifiuto categorico a portare avanti negoziati con gli emissari della triade « maledetta ». Scomparsa la Troika, però, i miliardi di euro prestati ad Atene restano. Molti dei quali provengono da altri Stati membri. Ecco perché secondo l’economista del think tank Bruegel André Sapir (coautore di un rapporto molto critico sugli effetti della Troika nei Paesi sotto programma), e Othmar Karas (eurodeputato austriaco a capo del gruppo d’indagine sull’impatto delle misure adottate dalla Troika), i tempi sarebbero ormai maturi per la creazione di un Fondo Monetario Europeo. «La transizione alla quale guardo con interesse e che auspicherei veder realizzata in futuro » spiega André Sapir «è quella dell’attuale meccanismo europeo di stabilità in un vero e proprio fondo monetario europeo. Non è impossibile. Nelle stesse linee guida che lo hanno istituito è prevista la possibilità di trasformare quello che oggi è un organismo intergovernativo in uno comunitario ».

Della stessa opinione è anche il popolare Karas: »Soltanto la creazione di un Fondo Monetario Europeo ci preserverà da future crisi. Cinque anni fa non avevamo le conoscenze adatte per gestire un’emergenza come quella in cui ci siamo trovati. La situazione odierna è completamente diversa. Se la Troika fosse un organismo rispondente alle istituzioni comunitarie, molti degli errori compiuti in questi anni si sarebbero potuti evitare. Penso alla diminuzione del salario minimo greco. Questo perché il Parlamento Ue avrebbe vigilato sulle sue operazioni». Per André Sapir, però, la situazione è molto più complessa di come appare, peggiorata dal gioco e dal rimpallo di responsabilità tra Bce, Commissione Ue e Fmi.«Alla Bce è sempre stato affidato un ruolo meramente tecnico, defilato »spiega «  Durante le missioni regolari che gli emissari della Troika hanno compiuto nei vari Paesi sotto programma, quelli provenienti dalla Banca Centrale Ue non hanno mai avuto accesso ai negoziati politici, che sono sempre stati prerogativa dei rappresentanti inviati dalla Commissione e dal Fondo Monetario Internazionale.

A questo va aggiunto che lo stesso esecutivo Ue, ricevendo il mandato dall’Eurogruppo ha agito in Grecia, Portogallo, ma anche a Cipro e in Irlanda nell’interesse dei Paesi creditori. Da qui sono nati quasi tutti i problemi. L’Unione europea si è trovata nel 2010 in una situazione che non aveva previsto. In passato, Paesi allora non ancora nell’Unione , come Lettonia e Ungheria hanno beneficiato di piani di aiuto simili a quelli richiesti da Atene. Si trattava di aiuti elargiti attraverso meccanismi regoalti dai Trattati, che al contrario non prevedevano nulla di simile in caso di prestito a Paesi membri dell’Eurozona. Questa assenza di regolamentazione in qualche modo ha creato la situazione in cui ci troviamo ora ». « E’ sicuramente un segnale positivo che la proposta di trasformare la Troika in un nuovo organismo arrivi proprio da Jean Claude Juncker, ma temo che i tempi di realizzazione siano ancora molto lunghi. Se davvero Bruxelles vuole procedere verso la creazione di un Fondo Monetario tutto suo dovrà iniziare a lavorarci seriamente, ogni altra proposta di veloce realizzazione rischierebbe di essere una pura operazione di cosmetica».

Sui tempi di realizzazione di un possibile Fondo Monetario Europeo, anche l’eurodeputato Karas è poco ottimista: «Pensare, come auspica Atene, di abolire di punto in bianco la Troika è semplicemente impossibile. Se anche sono stati compiuti errori, va ricordato che la sua creazione è stata necessaria per impedire il default di alcuni Stati membri. La verità è che i Paesi sotto programma hanno utilizzato denaro provenienti dai contribuenti di altri Stati, per questo ci sarà sempre bisogno di un organismo che tuteli e rappresenti gli interessi di questi cittadini. Il mio auspicio è che si possa arrivare un giorno a combinare l’esperienza ormai raggiunta dai tecnici della Commissione Ue con il denaro previsto dal Meccanismo Europeo di Stabilità ».