TaccolaMaggiore in vendita, 400 dipendenti a rischio

Maggiore in vendita, 400 dipendenti a rischio

L’autonoleggio Maggiore potrebbe sparire: i proprietari, i fratelli Carmelo e Vittorio Maggiore, hanno annunciato ai sindacati la volontà di vendere la società, nonostante i conti del 2013 siano stati più che dignitosi. Per questo ieri, lunedì 2 febbraio, i circa 400 lavoratori sono stati in sciopero. «L’adesione è stata quasi totale. Non ho i dati di tutte le agenzie, ma negli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Venezia abbiamo sfiorato il 100%, sono scesi dei dirigenti a sostituire i lavoratori», commenta Tatiana Fazi, segretario nazionale della Filt Cgil. «I lavoratori a rischio potrebbero essere tutti – continua – perché i soci vorrebbero vendere l’azienda e non sappiamo a quali condizioni. Le voci parlano di una vendita ad Avis (uno dei quattro principali concorrenti nel settore in Italia, ndr), che viene da una mobilità che ha riguardato 150 persone: in una ridistribuzione da multinazionale hanno spostato alcune attività direzionali verso l’Europa dell’Est». 

La crisi di Maggiore è sui generis, perché, continua Tatiana Fazi, «dopo un leggero calo, ora la società è in ripresa. È un’azienda familiare e i fratelli Maggiore hanno detto che per loro è meglio vendere. Sappiamo che hanno contrasti tra di loro». «Ci hanno detto che come imprenditori sono liberi di vendere un’azienda, ma chiediamo che ci sia una clausola di salvaguardia dei lavoratori, perché in questi anni hanno potuto utilizzare un contratto di solidarietà che ha permesso di risanare i bilanci. Lo scopo dei contratti di solidarietà è salvare i posti di lavoro, non di vendere una volta messi i conti a posto. Non abbiamo avuto però indicazioni e ci hanno risposto che è in corso una due diligence». La prossima mossa sarà uno sciopero mercoledì 11 febbraio: «Andremo in piazza Montecitorio con i lavoratori di tutta Italia», anticipa Fazi. 

Bilancio in ripresa

Il bilancio 2013 della Maggiore Rent spa mostra come il valore totale della produzione sia salito da 154,3 a 156,2 milioni di euro. Il margine operativo lordo (Ebitda) è quasi triplicato rispetto al 2012, da 3,6 a 9,6 milioni di euro, pari al 6,4% del fatturato. Anche il risultato netto è risalito, da 2,8 a 4 milioni di euro, dei quali 3,9 messi a disposizione dei soci per la distribuzione.

Sul miglioramento del margine operativo lordo ha sicuramente avuto effetto il calo dei costo del lavoro, da 16 milioni a 14,4 milioni. «Tale voce registra un decremento per effetto dell’adozione del contratto di solidarietà a partire dal mese di febbraio 2013», si legge sul bilancio della società. Nello stesso anno i lavoratori sono scesi da 350 a 325. La riduzione dell’orario di lavoro, per 12 mesi, ha riguardato il personale di sede e non di front line. Oltre ai dipendenti diretti, ci sono contratti di concessione/franchising che permettono di coprire gran parte dei punti di noleggio nazionali. 

Sono però scesi soprattutto i costi assicurativi (per 1,4 milioni) e di quelli dei servizi infragruppo (1 milione), così come le spese per l’affitto delle auto e dei furgoni, diminuiti di 800mila euro. A pesare in negativo ci sono invece stati i costi relativi al riaddebito dei furti dei veicoli in noleggio, passati da 2 a 3,2 milioni in un solo anno. 

I numeri di Maggiore Rent spa | Create infographics

I ricavi da noleggio sono invece saliti, del 2,7%, e derivano all’85% dal noleggio auto e per il 15% da quello dei furgoni (con il marchio Amico Blu). Per il 51% sono realizzati al Nord, per il 20% al Centro e per il 29% al Sud e nelle Isole. I fratelli Maggiore sono originari di Messina e hanno ereditato un’attività iniziata nel 1947 dal capostipite Vittorio Maggiore, che nel 1924 aveva vinto una Targa Florio gareggiando sulla sua moto Harley Davidson.

La nota negativa del bilancio 2013 riguarda i debiti, che sono saliti di 20 milioni di euro e hanno raggiunto quota 111 milioni (su un fatturato di 156 milioni). Ma la metà dell’aumento dell’indebitamento si deve ai debiti verso imprese del gruppo, che nel complesso pesano per quasi 70 milioni. 

Settore in difficoltà

I risultati della Maggiore vengono in un momento di leggera ripresa per il settore, che però viene da anni difficili. I ricavi dal 2011 al 2013 sono scesi in media del 3,1%, con il 2012 a segnare il punto più basso, con una discesa dell’8 per cento. È sceso soprattutto il comparto business (-11% dal 2011), perché nel frattempo chi poteva ha tagliato i viaggi d’affari (-8% secondo l’Istat). Così il peso del leisure, ossia di chi affita un’auto in vacanza, è salito dal 55% al 58% dei ricavi del settore, anche se il numero di noleggi business è di gran lunga superiore.

L’autonoleggio in Italia per segmento | Create infographics

Poco più della metà dei 4,5 milioni delle auto che si effettuano ogni anno si ritirano negli aeroporti e il prezzo medio di affitto giornaliero è di 38 euro, uno in più del 2011, quando però la durata media dei noleggi era superiore e i costi dell’affitto si ammortizzavano. 

Dove si ritirano le auto | Create infographics

Cosa causa le difficoltà del settore? Sicuramente il calo generale dei consumi che c’è stato anche nel 2013 (-2,2%), ma anche la concorrenza di nuovi tipi di operatori. Il bilancio di Maggiore li definisce “online travel agency e portali”, che «senza incorrere nei rischi operativi e finanziari del settore offrono il prodotto noleggio abbassando ulteriormente i margini per le società di noleggio». Per rispondere a questi nuovi operatori, continua il bilancio, la Maggiore ha da una parte rafforzato i servizi “premium”, dall’altra creato una linea “no frills” per chi cerca servizi essenziali.

Autonoleggio: il settore in pillole | Create infographics

Non sono invece citati i nuovi concorrenti del car sharing (Car2go, Enjoy, Twist, e-Vai) che nelle principali città contano decine di migliaia di iscritti. «Proprio grazie al car sharing molti operatori si stanno riprendendo – dice Tiziana Fabi, Filt Cgil – Europcar, per esempio, ha un contratto con Car2go per la fornitura delle Smart».

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