«Presidente Mattarella faccia qualcosa non di sinistra»

«Presidente Mattarella faccia qualcosa non di sinistra»

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Il Fatto 26 febbraio 

Il pendolare Mattarella e le vergogne italiche

Guardavo le foto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Andrea Orlando sul treno per Scandicci con un velo di tristezza. Mattarella con impegno inizi a studiare correttivi sulle leggi vergogna tipo sulla corruzione, falso in bilancio e prescrizione. Seduto per tre ore sul Frecciarossa avrà riflettuto sullo schifo della sentenza sui morti “eternit”? Presidente, la prego faccia qualcosa non di sinistra ma di sinistro nei confronti di questo governo che non rispetta asolutamente la dignità dei cittadini italiani.

Claudio Marchetti

Repubblica 26 febbraio

Incivili e ipocriti gli spot sul gioco d’azzardo

Vorrei segnalare l’inciviltà e l’ipocrisia della pubblicità sul gioco d’azzardo, mentre si sta verificando un aumento delle ludopatie. Non si persegue il benessere mentale e fisico dei cittadini, ma soltanto il guadagno delle solite lobby, a tutti i costi (oltretutto neanche tassato in modo idoneo). Tanto poi le spese per tentare di recuperare le “vittime” le cacciamo noi, con le nostre tasse.

Stefano Fabroni, dott.stefanofabroni@gmail.com

Italiano danneggiato nella Unione europea

L’italiano è una delle lingue più studiate al mondo. Nell’Unione europea chissà perché le informazioni normative vengono date solo in inglese, tedesco e francese. Ciò rappresenta un danno per noi ed un vantaggio per gli altri, specialmente per chi parla l’inglese. Difendere la lingua nazionale non è operazione da nostalgici, ma risponde a ragioni culturali, politiche ed economiche. È importante apprendere le lingue, prioritario è difendere la propria.

Mattia Testa, dom.testa2012@libero.it

Per la geografia non basta il Tom Tom

La conoscenza della geografia rischia di essere appannaggio di pochi. I giovani italiani, cittadini di domani, non dovranno conoscerla né studiarla. Globalizzazione, flussi migratori, guerre e geopolitica, crisi energetica, climatica e ambientale… nulla di tutto ciò. Ai giovani del secondo Paese esportatore manifatturiero d’Europa e della quinta potenza turistica del pianeta ne è precluso lo studio. La consultazione chiamata “Buona scuola”, nonostante le proposte pervenute, ha decretato ciò: assenza della geografia tra i saperi di base e nessun potenziamento della materia nonostante sia già ridotta ai minimi termini. Cari giovani, consolatevi con il Tom Tom: qualcuno pensa che basti per fare di voi cittadini consapevoli e globali.

Riccardo Canesi, Carrara

Corriere della Sera 26 febbraio

Olandesico, sinonimo di vandalico

È uso porre targhe a ricordo di un fatto o personaggio importante. Alla base della Barcaccia si potrebbe porne una a ricordo di danni indelebili provocati da alcuni nuovi barbari olandesi. Certo Genserico si rivolterà nella tomba per l’ingiustizia che solo dal suo popolo sia derivata la parola «vandalico», a significare atto distruttivo irragionevole e inutile.

Gianfranco Colombi , gianfranco.colombi@fastwebnet.it

ItaliaOggi 26 febbraio

E la Finmeccanica rafforza il Giappone

Peril ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi l’intesa tra Finmeccanica e il gruppo nipponico Hitachi su Ansaldo Breda e Ansaldo Sts “è motivo di orgoglio per il governo italiano che punta a rafforzare i campioni nazionali”. Quelli del Giappone.

Lucio Sironi 

Stampa 26 febbraio

Io, parafarmacista fuori dalla casta  

Scrivo in merito alla lettera pubblicata il 24 febbraio sul tema «farmacie». Sono una fuori dalla casta, sono una parafarmacista, dipendente sottopagata (non lo sostengo io, ma il collega autore della lettera pubblicata) e part-time (vorrei precisare al collega che questo, in quanto mamma, è una comodità e in farmacia spesso è difficile trovare lavoro part-time). Dal momento che si continua a tirare in ballo la «tutela del consumatore», vorrei tanto che qualcuno della casta mi spiegasse in che modo la vendita di farmaci di fascia C in parafarmacia o nei corner potrebbe incrementarne l’uso. Se esiste sempre l’obbligo di ricetta medica, e se per la dispensazione è sempre obbligatoria la presenza del farmacista, mi spiegate cosa cambia? Concordo sul fatto che sia importante informarsi e, ad esempio, sapere che, anche se dal 2006 i farmaci senza obbligo di ricetta medica sono venduti nelle parafarmacie e nei corner, il loro consumo non ha subito incrementi! Detto questo, noi fuoricasta continueremo a lavorare come abbiamo fatto finora, con professionalità, con orario continuato fino alle 20,30 domeniche comprese! Solo una cosa lascia l’amaro in bocca: dover tutti i giorni spiegare a più di un cliente che il farmaco che sta chiedendo non lo può trovare da noi, ma deve andare in farmacia con la ricetta medica e sentirsi rispondere «ma si figuri, me lo hanno sempre dato senza». Questo ci fa sentire presi in giro e, a mio parere, non tutela la salute dei cittadini, tanto meno di quelli più anziani, che tanto stanno a cuore al ministro Lorenzin. 

Elisa Rolando