Caro Direttore, bestemmiare deve tornare a essere reato

Caro Direttore, bestemmiare deve tornare a essere reato

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Un presidente può usare tutti i mezzi di trasporto che vuole
Un capo di Stato o di governo o chi abbia un’agenda densa e una posizione di livello e che viaggi per motivi legati al proprio ruolo, “deve” usare i mezzi che lo Stato gli mette a disposizione. Nel caso di spostamenti privati ci sarà una valutazione di tipo etico che “potrà” spingere all’uso dei mezzi pubblici. Il ruolo impone una protezione che coinvolge non solo quella persona, ma anche chi sia incaricato di essa. Insomma va bene un Presidente che raggiunga in treno Firenze con un convoglio normale. Lo stesso Presidente in tramvia secondo me non va bene, salvo che si tratti di curiosità per un sistema che, proprio perché calato in quella particolarissima città (che Dio ce la conservi), abbia suscitato polemiche degne di verifica. Ciò che voglio dire è che, se intenti di modestia, risparmi o desiderio di vicinanza ai cittadini provocano l’effetto di percorrerne le stesse strade, va bene, non però fino al punto di ostentare quei lodevoli intenti generando pericoli per sé e per gli altri o addirittura… maggiori spese, con buona pace di grilli, zanzare e locuste. (Giovanni Moschini, La Repubblica)

Se la giustizia tutela solo mia moglie
Sono in attesa di divorzio, i tempi della separazione consensuale (tre anni) sono maturati dall’ottobre del 2014. In fase di separazione, ho ceduto la gran parte del patrimonio a mia moglie con gran perdita economica personale (mia moglie vive in una villa di 300 mq con parco e piscina, io mi sono ritirato in 45 mq). Sono un 65enne architetto che è riuscito a far vivere la propria famiglia al meglio ma ora la situazione è peggiorata: non ho più lavoro, ho dovuto chiudere lo studio e sono andato in pensione. Vivo con una pensione di 660 euro e 1.400 euro lorde che mi derivano da alcune proprietà. Non mi lamento, potrei vivere benissimo se non fosse che ancora devo pagare a tempo indeterminato un assegno a mia figlia minore, 26enne, universitaria con poca voglia di concludere gli studi e ancor meno di lavorare. Mia moglie è bancaria e percepisce mensilmente più di me, avendo anche lei redditi da affitti. Adesso la giudice ritiene le condizioni della separazione “un capestro” per mia moglie; ma ora io alla mia età mi trovo a fronteggiare le continue assurde richieste di una moglie che non tollera il naufragio del nostro matrimonio e che trova ampio sostegno nella logica di una legislatura in materia di divorzio totalmente schierata dalla parte della donna. La mia condizione non è certamente delle più disperate ma quando un giudice mi dice che mia figlia «non può mangiare i mattoni o l’intonaco » mi viene in mente l’aristocratica Maria Antonietta che in mancanza di pane suggerisce al popolo di mangiare brioche. (Lorenzo L., Firenze, La Repubblica ) 

Impossibile punire chi bestemmia
Con la legge 25 giugno 1999, n ̊ 205, il nostro legislatore ha deciso che la bestemmia non ricade più tra i reati: è considerata attualmente solo un illecito amministrativo. La versione vigente dell’articolo 724 recita: «Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro divinità o simboli o persone venerati nella religione dello Stato, è punito con la sanzione pecuniaria da 51 a 309 euro». Purtroppo questa espressione di malcostume è usata anche come intercalare da giovani e persone adulte, irrispettose di riflesso verso il credente. Ottenere giustizia verso queste persone e farle declinare da queste espressioni antisociali in pratica è ormai impossibile. (Massimiliano Boscariol, Roma, Il Messaggero)

Feste sì, ma con le regole
Ho letto del raduno di universitari (e non) attirati dal tam tam della rete ai giardini Cavour per festeggiare una scadenza significativa nel loro ciclo di studi. Ho anche visto le immagini del dopo raduno e dello stato vergognoso in cui hanno lasciato una piazza aulica del centro cittadino. Giusti i commenti dei residenti, multati se i bambini giocano a pallone o i cani scorrazzano liberi senza guinzaglio; trovo anche giusto che i giovani possano aggregarsi e che la nostra città partecipi delle realtà e delle emozioni dei suoi abitanti, anche se, come in questo ed altri casi, si seguono mode nate altrove. Faccio quindi una semplice proposta: si diano i permessi per queste manifestazioni ma solo a patto che si individui un comitato organizzatore responsabile di fronte all’autorità ed alla cittadinanza che “presta” i suoi spazi; deve essere istituito un servizio d’ordine interno che controlli non vengano danneggiati alberi, siepi e tutte le infrastrutture del giardino e che garantisca la pulizia a fine manifestazione. «Ritengo che in questo modo non solo si dia un segnale di apertura della città ai giovani ed alle loro istanze, ma li si rende anche consapevoli che oltre ai diritti, che non mancano occasione di accampare in ogni manifestazione, hanno anche dei doveri verso la propria città. Essendo studenti universitari (anche io lo sono stato) non dovrebbero mancar loro lo spessore culturale e la sensibilità per capire ed accettare queste cose.  (Claudio B.  La Stampa)

Vigili da record a Lecce con 387 multe al giorno
Nel 2014 sono entrati nelle casse del Comune di Lecce 6 milioni di euro per multe. La nostra città è al settimo posto nella classifica. Si è di fronte un record incredibile: con una media per multa di 42,4 euro, i vigili avrebbero compilato 141.500 verbali, 387 al giorno! (Rocco Boccadamo, Lecce, Corriere della Sera) 

Caso De Luca: che la sentenza non venga dopo le elezioni regionali
Sarebbe tragicomico che il giudizio pendente sulla legge Severino (vedi caso De Luca) fosse emesso dopo le elezioni regionali. Anche per la Corte costituzionale è pertinente lo sprone di Renzi: la magistratura faccia meno politica e più sentenze. (Laura Bordoni, Corriere della Sera)

Talk-show: anche qui i tedeschi sono più bravi
E’ da dopo la guerra che ci siamo divisi in partigiani e fascisti(prima eravamo tutti innamorati di Mussolini). E divisi siamo rimasti.I nostri talk-show a sfondo politico sono aie per duelli fra galletti. Quelli degli odiati tedeschi (rimasti insieme nonostante la distruzione causata da Hitler) discutono educatamente per definire cosa sia meglio per il bene comune. E, infatti, mentre noi precipitiamo sempre di più nell’abisso, loro continuano a migliorare. (Piera Graffer, ItaliaOggi)

Anche Ezra Pound fu messo in gabbia
I guerriglieri Isis hanno chiuso i prigionieri nelle gabbie. Lo stesso trattamento riservato al poeta Ezra Pound nel campo di concentramento Usa di Coltano. La barbarie umana non ha confini. (Angela Cocchi, Bologna, Quotidiano Nazionale)