La musica per i gatti è meglio di quella per gli uomini

La musica per i gatti è meglio di quella per gli uomini

A prima vista sembra un segno del declino della civiltà occidentale. La musica per gatti, in realtà ha anche alcuni aspetti interessanti. Si parte dal presupposto che umani e felini ascoltano e apprezzano la musica in modo diverso. Quello che piace all’uomo può non piacere al gatto (anzi, può viverlo come una tortura – e questo vale anche per i cani e chi li porta ai concerti), e allora per risolvere la questione due psicologi dell’Università del Wisconsin e David Teie, un compositore dell’Università del Maryland, si sono messi insieme per elaborare musica e canzoni per i gatti. Quando si dice avere molto tempo libero a disposizione.

Il ritmo è diverso: segue le frequenze che i gatti utilizzano per comunicare tra di loro; le melodie sono strane (almeno per i nostri standard), ma ai gatti sembrano belle, almeno secondo alcuni esperimenti condotti dal team. Ecco alcuni esempi: qui, qui e qui. Sembra di sentire i Sigur Ros.

Il progetto è di creare musica per altri membri del regno animale: hanno già fatto canzoni per le scimmie tamarino (con un effetto calmante), ad esempio. E sperano, in questo modo, di rendere meno dura la vita degli animali in cattività.

Secondo lo studio dedicato all’esperimento, pubblicato su Applied Animal Behavior Science, la musica è stata testata su 47 (non 44) gatti. Se di fronte a Fauré o Bach non mostravano il minimo interesse, all’ascolto della musica di David Teie reagivano incuriositi.

Questo è il video di un utente di youtube che ha condotto l’esperimento sui suoi gatti: